Skip to content

Un breve resoconto dei PRISMA Days 2022

di Giovanna Stirpe

Il 25 e 26 novembre 2022 si è svolto presso l’Università di Torino, nell’Aula Magna del Dipartimento di Fisica, il meeting “PRISMA Days 2022”, organizzato dal Project Office della rete PRISMA. Finalmente, e con grande sollievo di tutti, è stato possibile il ritorno all’evento in presenza, dopo che l’edizione del dicembre 2020 si era dovuta svolgere interamente on-line a causa delle restrizioni per la pandemia Covid-19.

Al meeting hanno partecipato circa 60 persone da tutta Italia, oltre alla Dr. Maria Hajdukova, gradita visitatrice dall’Accademia delle Scienze della Slovacchia. Fra i partecipanti è stato un vero piacere accogliere Davide Gaddi e la sua cagnolina Pimpa, protagonisti del recupero dei due frammenti della meteorite “Cavezzo” nel gennaio 2020. Gli altri partecipanti hanno rappresentato tutte le diverse realtà che formano la rete PRISMA, fra cui ricerca scientifica, astrofilìa, didattica e divulgazione. È naturale, quindi, che il programma degli interventi riflettesse questa diversità e presentasse numerosi interventi ricchi di contenuto.

Il meeting si è articolato in 4 sessioni, i cui abstract e presentazioni sono disponibili sul sito dedicato all’evento, https://indico.ict.inaf.it/event/1864/. Le sessioni sono state precedute dal benvenuto di Mario Di Martino, e dai saluti del Direttore del Dipartimento di Fisica Prof. Vercellin, e della Dott.ssa Ventura a nome della Fondazione CRT, che ha fornito un importante supporto economico alla collaborazione fin dalla sua creazione.

La prima sessione è stata dedicata alle diverse campagne di ricerca (circa una ogni anno) organizzate dalla rete PRISMA (Gardiol) e ai risultati più recenti dell’analisi della “Cavezzo” (Pratesi), che si è rivelata essere una condrite anomala e particolarmente enigmatica, e a quasi 3 anni dal suo ritrovamento continua a essere studiata. Marco Morelli, Direttore del Museo di Scienze Planetarie di Prato, dove è esposta la “Cavezzo”, ha esposto le attività del Museo volte a collezionare e classificare esemplari di meteoriti, ma anche ad approfondire la conoscenza di impatti meteorici del passato e a favorire il coinvolgimento dei cittadini interessati nella ricerca di reperti.

Più tecnica la seconda sessione, con interventi di Barghini, Di Carlo, Bertocco, Novati e Falco, in cui sono stati discussi lo stato della rete di camere PRISMA e del database, e come stiano evolvendo verso configurazioni aggiornate, e verso una maggiore autosufficienza a livello nazionale. Di particolare importanza la proposta per un nuovo modello di camera per le installazioni future.

In una ricchissima terza sessione sono stati presentati altri progetti che studiano meteore e detriti spaziali: Hajdukova ci ha parlato dei metodi per individuare l’origine delle famiglie di meteore; Belli dell’uso di sensori di infrasuoni per caratterizzare gli eventi meteorici; Bertaina dello strumento Mini-EUSO, installato sulla Stazione Spaziale Internazionale, in grado di osservare dallo spazio eventi meteorici nella banda UV; Barbieri della rilevazione di meteore nella banda radio tramite ricevitori radioamatoriali; Carbognani del calcolo dello “strewn field” di eventuali frammenti meteorici risultanti dall’evento di Tunguska del 1908; e Rosignoli della costruenda mini-rete ASTRA di camere grandangolari per l’identificazione e il tracking di satelliti e detriti spaziali in bassa orbita.

Nella sessione conclusiva, infine, si è parlato di programmi didattici e divulgativi. Guidetti ha presentato il progetto INAF “Sorvegliati Spaziali”, che tramite il proprio sito multimediale comunica al pubblico i diversi temi della difesa planetaria, fra cui quelli che riguardano le meteore e meteoriti. Baltieri ha illustrato il progetto “Starlight” (finanziato dal programma europeo Erasmus+) mirato a formare giovani guide e operatori nell’ambito dell’astroturismo. Morini, Petriccione, Gardiol e Benna ci hanno parlato delle iniziative portate nelle scuole dei rispettivi territori:  è significativo come i protagonisti, grazie anche alle loro diverse estrazioni (sono rispettivamente un astrofilo, un insegnante e due astronomi) abbiano tutti saputo dare un’impronta individuale alle proprie proposte didattiche, ma che siano anche tutti motivati dalla partecipazione alla rete PRIMA.

Durante il meeting si è svolto anche un incontro con il regista Claudio Ottavi Fabbrianesi, de Il Piccolo Teatro d'Arte, che ha raccontato come è nato ed è stato realizzato il docufilm sul ritrovamento della “Cavezzo”, che è stato poi proiettato per i partecipanti.

Non è mancato un momento per ricordare alcuni compagni di viaggio che ci hanno purtroppo lasciato in questi anni: Fausto Affaticati, Fabrizio Barbaglia, Andrea Milani, e Manlio Suvieri.

Last but not least, ha avuto grande successo la cena sociale a base di specialità (e vini) piemontesi, proposta dagli organizzatori presso il suggestivo “Circolo dei Canottieri Armida” in riva al Po. Si aprono ora le candidature per ospitare il prossimo meeting PRISMA Days, che speriamo si svolga entro il 2023!