Alle ore 23:38:36 UT del 16 novembre 2022 un brillante bolide di magnitudine assoluta -9,2 è stato ripreso dalle camere Prisma di Medicina, Camerino, Trento, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Chianti, Novezzina e Vasto (Fripon 19390). Nel complesso l'evento è durato solo 1,2 s con il bolide che si è reso visibile da 112 km di quota per estinguersi completamente a 89 km. Proiettando al suolo la traiettoria si vede che l'intero evento si è sviluppato sul mare Adriatico, con una traiettoria percorsa grossomodo da est verso ovest con termine appena oltre le acque territoriali italiane, di fronte a Ravenna. La breve durata del bolide è dovuta all'elevata velocità di ingresso in atmosfera: 71 km/s, vicino al limite di 72 km/s oltre al quale il meteoroide non appartiene più al sistema solare. Velocità atmosferiche così elevate sono tipiche di meteoroidi di origine cometaria. In effetti l'orbita eliocentrica di questo oggetto, a bassa inclinazione sull'eclittica, ha il perielio all'altezza della Terra, mentre l'afelio è compreso fra le orbite di Saturno e Urano. Possiamo quindi dire che un piccolo frammento cometario si è disintegrato nel cielo dell'Adriatico senza dare luogo a caduta di frammenti macroscopici.

Il bolide del 16 novembre 2022 delle 23:38:36 UT ripreso dalla camera Prisma di Medicina (BO).

La sera del 3 novembre 2022 alle 15:50:02 UT un brillante bolide di mag assoluta -7,7 è stato ripreso da 7 camere PRISMA nei cieli della Toscana: Arcetri, Camerino, Chianti, Piombino, Perugia, Amelia e Gennargentu (evento 19197). Il bolide ha iniziato a brillare a 98 km di quota e in 3,8 s è sceso fino a 63 km di quota dove è avvenuta l'estinzione. La velocità iniziale era di 33 km/s, quella finale di 28 km/s: nessun frammento è arrivato al suolo perché la fase di volo buio non è mai iniziata.

La traiettoria proiettata al suolo è stata percorsa a partire da Montalcino (Siena), è passata allo zenit di Puntone di Scarlino (Grosseto) ed è terminata sulla verticale del colle della Grottaccia, sull'isola d'Elba. L'orbita eliocentrica percorsa dal meteoroide originario è eccentrica a bassa inclinazione sull'eclittica, con perielio all'interno dell'orbita di Mercurio e afelio appena all'interno di quello di Giove. Con queste caratteristiche e considerato il valore della velocità geocentrica si è trattato di un meteoroide appartenente allo sciame delle Tauridi.

Su questo bolide, tramite il report form dell'IMO, sono state raccolte 14 osservazioni visuali in cui il bolide viene descritto di colore bianco-azzurro e verde, con flare finale (evento 7932 dell'IMO). Particolarmente evocativa la descrizione di Marta N. che ha visto il bolide da Roma:

«La scia luminosa, di un blu brillantissimo, era composto da una sorta di sfera iniziale seguita da una scia molto lunga. Ha sorvolato i palazzi di fronte a me tanto è vero che non ho dovuto alzare la testa per osservare la scena. Dopo che è scomparso dal mio campo visivo (ero affacciata al balcone con i palazzi di fronte) ho forse sentito un rumore ma non ne sono sicura (ero sbalordita da ciò che avevo visto). E poi ho visto illuminarsi intensamente i palazzi».

La scia del bolide del 3 novembre 2022 alle 17:59 UT ripresa dalla camera PRISMA del Chianti. Il bagliore luminoso sopra alla scia del bolide è la Luna con fase 0,77.

Alle 00:24 UT del 30 ottobre 2022 ben 13 stazioni della rete PRISMA hanno rilevato un brillante bolide di magnitudine assoluta -8,5 (evento 19117 di Fripon). Fra le stazioni ci sono: Rovigo, Navacchio, Loiano, Bedonia, Savignano, Arcetri, Vicenza, Montelupo Fiorentino, Chianti, Piombino, Ravenna, Novezzina e Chions. Proiettando al suolo la traiettoria del bolide ci si trova fra le cittadine di Sasso Marconi e Calderara di Reno, della provincia di Bologna. Tutto il fenomeno ha avuto una durata di appena 1,6 secondi e non ci sono state segnalazioni visuali.
Dal punto di vista cinematico il bolide si è reso visibile a 95 km di quota, quando viaggiava alla velocità di circa 33 km/s e si è completamente estinto a 50 km con una velocità residua di 25 km/s. Durante la caduta in atmosfera si è verificato almeno un brillante flare, segno di una disintegrazione parziale del meteoroide originale. Data la velocità finale ancora molto elevata, nessun frammento è arrivato al suolo. Dall'orbita eliocentrica che seguiva il meteoroide progenitore, questo bolide può essere associato a un meteoroide delle Tauridi, lo sciame di meteore generato dalla famosa cometa 2P/Encke, che ha un nucleo di circa 4,8 km di diametro. Si ritiene che la Encke e l'ampio sciame di meteoroidi e asteroidi near-Earth associato sia quello che rimane di una cometa progenitore disintegratasi fra 30.000 e 20.000 anni fa, ma non ci sono prove conclusive a supporto di questa tesi.

Immagine del bolide del 30 ottobre 2022 ripreso dalla camera PRISMA della Stazione Astronomica di Loiano gestita dall'INAF-OAS (Crediti: PRISMA/INAF-OAS).

La sera del 17 ottobre 2022 alle 17:33:09 UT (le 19:33 dei nostri orologi), un brillante bolide di colore verde-azzurro e magnitudine assoluta -8 è stato visto da diverse persone dall'Italia centrale. Il bolide è stato ripreso dalle camere Prisma di Castellana Grotte, Amelia, Vasto e Savelli. Dai dati raccolti ed elaborati dal sistema automatico di Fripon con cui Prisma collabora, risulta che il bolide ha iniziato a rendersi visibile a 96 km di quota ed è scomparso a 49 km d'altezza percorrendo una traiettoria compresa fra Venafro e Torre del Greco. La velocità iniziale in atmosfera era piuttosto elevata, circa 43 km/s, mentre nel momento dell'estinzione - avvenuta sul golfo di Napoli -  viaggiava ancora a 35 km/s. Questa elevata velocità nella fase dell'estinzione è un chiaro indizio che il meteoroide responsabile del bolide si è interamente consumato durante la caduta atmosferica senza che nessun frammento sia arrivato al suolo. Tutto l'evento è stato abbastanza rapido, è durato meno di 2,5 secondi.

Le segnalazioni visuali ricevute sono state 11, per lo più provenienti da Roma e dai dintorni di Bari e Foggia. Queste testimonianza sono andate a costituire l'evento 7075-2022 dell'IMO. La traiettoria proiettata al suolo ottenuta dalle osservazioni visuali è in discreto accordo con quella ottenuta dalle camere di Prisma.

Un crop dell'immagine del bolide ripreso dalla stazione di Vasto.

Alle 17:52:55 UT del 12 ottobre 2022, quindi in prima serata, le camere Prisma di Crotone e Savelli hanno ripreso un brillante bolide di mag assoluta -7,5. Il bolide ha percorso una traiettoria da nord-est verso sud-ovest sul mar Ionio prospiciente Catanzaro e Locri: in pratica si è mosso parallelamente alla "punta" dello stivale italico. Le camere Prisma hanno iniziato a riprenderlo da circa 83 km di quota e lo hanno seguito fino all'estinzione, avvenuta a 44 km d'altezza. La velocità iniziale era di circa 21 km/s, mentre nel momento dell'estinzione viaggiava ancora a 15 km/s: il meteoroide non è mai arrivato alla fase di volo buio, ma è stato completamente consumato dall'atmosfera durante la caduta. Dal tipo di orbita eliocentrica, a bassa inclinazione sull'eclittica, con perielio all'altezza dell'orbita di Mercurio e afelio fra Terra e Marte, risulta un'origine di tipo asteroidale.

Il bolide è stato visto anche da alcuni testimoni visuali. Roberto C., che ci ha fatto pervenire la sua testimonianza compilando il report form dell'IMO, lo descrive inizialmente di colore <<giallo chiaro e dalla metà in poi della traiettoria tendenza al bianco freddo con sfumature di azzurro chiarissimo>>. Alla fine della traiettoria il meteoroide si è frammentato.

Il bolide del 12 ottobre 2022 ripreso dalla camera Prisma di Crotone, dell'Istituto d'Istruzione Superiore M.Ciliberto - A. Lucifero.

La sera del 5 ottobre 2022 alle 17:37:10 UT (le 19:37 dei nostri orologi), un brillante bolide di mag assoluta -7 ha solcato il cielo della Toscana, muovendosi grossomodo dalla città di Pisa verso Pistoia. Il bolide, la cui durata è stata di 6 secondi, è stato ripreso da 6 camere della rete Prisma coordinata dall'INAF: Bedonia, Arcetri, Monte Romano, Chianti, Elba e Busalla. Delle immagini catturate ne mostriamo due: Arcetri e Chianti. La macchia molto luminosa è la Luna, ancora bassa sull'orizzonte est. Si vede bene l'effetto di parallasse dovuto alla diversa posizione delle camere rispetto al bolide.

Bolide del 5 ottobre 2022 ripreso dalla camera Prisma di Arcetri.

Dai dati preliminari elaborati dal sistema automatico di Fripon, con cui Prisma collabora, il bolide si è reso visibile a circa 80 km di quota e si è estinto a 30 km d'altezza, seguendo una traiettoria inclinata di circa 30° rispetto alla superficie terrestre. Dai dati delle camere, la velocità d'ingresso in atmosfera risulta di circa 13 km/s, mentre nel momento dell'estinzione viaggiava ancora a quasi 7 km/s: la quota e la velocità elevata nel momento dello "spegnimento" della fase di bolide indicano che il meteoroide non è sopravvissuto alla caduta in atmosfera e che si è completamente consumato. Dall'orbita eliocentrica risulta un oggetto di natura asteroidale, con origine nella Main-Belt.

Il bolide del 5 ottobre 2022 ripreso dalla camera Prisma del Chianti.

In ogni caso a Prisma, tramite l'IMO, sono arrivate decine e decine di segnalazioni visuali del fenomeno, per lo più concentrate in Toscana come è ovvio aspettarsi, ma ci sono testimonianze che arrivano dalla Campania, Sardegna e - addirittura - da Ginevra.

Dopo diverse ore passate a fare calcoli, noi del team di PRISMA abbiamo un quadro più preciso del bolide del 1 ottobre 2021 delle 01:05 UT ripreso nei cieli della Toscana da 8 diverse camere della rete.

Il meteoroide che ha generato il bolide è entrato in atmosfera alla velocità di circa 16.6 km/s iniziando a essere visibile a circa 77 km di quota e percorrendo una traiettoria da sud-ovest verso nord-est. In circa 6 s ha percorso più di 80 km con un'inclinazione di circa 32° rispetto alla superficie terrestre e si è estinto a 32.1 km dal suolo, quando la velocità era ancora di circa 6.3 km/s. L'estinzione si è verificata sulla verticale delle frazioni di Stabbia (comune di Cerreto Guidi) e Le Botteghe (comune di Fucecchio). Il meteoroide originario percorreva un'orbita tipicamente asteroidale, a bassa inclinazione sull'Eclittica, con un semiasse maggiore di 1,75 AU ed eccentricità di 0,53: molto probabilmente si trattava di un oggetto roccioso.

Figura 1 - La quota del bolide in funzione del tempo (Crediti: PRISMA).
Figura 2 - La velocità del bolide in funzione della quota (Crediti: PRISMA).

Dal modello dinamico a singolo corpo, per il meteoroide che è caduto in atmosfera risulta una massa iniziale di 1,4 kg e una finale di 30 g (circa 2,6 cm di diametro se è una tipica condrite ordinaria), quindi se qualcosa è arrivato la suolo si tratta di un oggetto veramente molto piccolo.

Nel calcolo del dark flight, ovvero del percorso seguito dal meteoroide residuo dopo la fase di bolide, abbiamo tenuto conto dello stato dell'atmosfera. Il luogo di caduta si trova ben 16 km oltre il punto di estinzione, una conseguenza della bassa inclinazione della traiettoria. Inoltre il vento ha spostato notevolmente il punto di caduta (circa 1,5 km dalla propagazione rettilinea), un effetto della piccola massa del residuo. Considerato che il bolide ha avuto un picco di luminosità a circa 40 km di quota è molto probabile ci sia stata una frammentazione, quindi l'area al suolo su cui cercare eventuali piccole meteoriti (strewn field) è piuttosto vasta e compresa fra le località di Lucciano (Pistoia) e Oste (Prato),  vedi Fig. 3. Nel caso si dovessero ritrovare al suolo sospette meteoriti, fare riferimento alla Fig. 4 per la corretta procedura di raccolta.

Figura 3 - Lo strewn field del bolide IT20211001 dove è possibile il ritrovamento di piccole meteoriti al suolo (Crediti: PRISMA).
Figura 4 - Le norme da seguire per la raccolta di una possibile meteorite.

È importante che eventuali reperti vengano esaminati da un esperto, capace di riconoscere se la roccia sospetta può provenire dal cielo o se si può già escludere da un esame preliminare, anche attraverso un’immagine fotografica, la sua origine meteorica.
In ultimo, specifichiamo che non esiste nessun pericolo per la salute o altro derivante dal ritrovamento della presunta meteorite, che in sostanza è un pezzo di roccia inerte. In caso di potenziali ritrovamenti si prega di inviare immagini e segnalazioni al Project Office del progetto PRISMA all'indirizzo: prisma_po@inaf.it  oppure al MUSEO DI SCIENZE PLANETARIE di Prato chiamando il numero 335 8486580 e lasciando i vostri dati o inviando una mail con le fotografie a info@museoscienzeplanetarie.eu. Per la richiesta di informazioni o per la partecipazione alle ricerche il MUSEO DI SCIENZE PLANETARIE si è reso disponibile a fare da referente locale.

Vi preghiamo pertanto di diffondere la notizia presso il pubblico, invitando i cittadini dell’area compresa nella zona di massima probabilità di caduta a segnalare all'indirizzo indicato in calce eventuali rocce o frammenti che trovassero sui loro terreni di proprietà o altrove e che sembrino ai loro occhi strane o anomale perché potrebbe trattarsi di pezzi o di frammenti del meteorite.
In particolare, se qualche abitante della zona si imbattesse in un sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA inviando una foto a: prisma_po@inaf.it.

Per ulteriori informazioni contattare Daniele Gardiol, coordinatore nazionale del progetto PRISMA, ai seguenti riferimenti:

daniele.gardiol@inaf.it– tel. 3491977591
prisma_po@inaf.it

Il 2020 si chiude letteralmente con il “botto”: alle 23:23:33 UT del 22 dicembre 2020 i satelliti militari di sorveglianza USA hanno rilevato un'esplosione in atmosfera alle coordinate +31,9° latitudine N e 96,2° longitudine E. La zona si trova in una sperduta regione montuosa della Cina centro-meridionale (Fig. 1), nella provincia di Qinghai, vicino al villaggio di Wayi Xingrong (3800 m s.l.m.). L'esplosione è stata la fase conclusiva di un brillante bolide che ha attraversato il cielo della regione. Alcuni video che riprendono il bolide sono visibili su YouTube.

Secondo i dati satellitari diffusi dal CNEOS della NASA, il bolide è caduto verso il suolo alla velocità di 13,6 km/s, esplodendo a circa 35,5 km dal suolo. Complessivamente ha rilasciando in atmosfera un’energia totale di 9,5 kt (1 kt = 4,184 TJoule). Equiparando l’energia totale emessa nell'esplosione all'energia cinetica posseduta dal meteoroide, quest’ultimo doveva avere una massa di 430.000 kg. Supponendo una densità media di 2,5 g/cm3, tipica di un asteroide roccioso, si trova un diametro di 7 metri. Si è trattato quindi di un piccolo asteroide, sconosciuto fino al momento della caduta, con dimensioni quasi paragonabile a quello di circa 10 metri caduto nel mare di Bering il 18 dicembre 2018.

Figura 1 - Traiettoria di arrivo, esplosione e strewn field del bolide cinese del 22 dicembre 2020 (Crediti: PRISMA).

Elaborando i dati del vettore velocità fornito dai satelliti militari USA (da non prendere per oro colato, spesso sono valori mal determinati), si trova che il bolide è arrivato dall'azimut 351,8° (Fig. 1), su una traiettoria inclinata di soli 4,9° sulla superficie terrestre. Questa bassa inclinazione ha allargato notevolmente lo strewn field, ossia la regione al suolo in cui andare alla ricerca di possibili meteoriti. Tenendo conto dell'intensità e della direzione di provenienza del vento, le meteoriti di qualche cm di diametro probabilmente sono cadute in una regione attorno a 31,30° N 96,34° E, mentre quelle da circa mezzo metro si troverebbero a 30,29° N 96,49° E. Fra questi due punti ci sono più di 100 km, una regione molto vasta in cui cercare e per giunta piuttosto impervia.

Il radiante apparente del bolide cade alle coordinate equatoriali AR = 00 04 51, Dec = 61° 39′ 11″ (J2000), punto che si trova nella costellazione di Cassiopea, mentre il radiante vero (ossia la direzione di provenienza originaria), cade vicino alla stella alpha di Andromeda.  Considerate le grandi dimensioni, la velocità di 13,6 km/s coincide con buona approssimazione con quella che il meteoroide aveva fuori atmosfera e si può utilizzare direttamente per il calcolo dell’orbita eliocentrica. La velocità geocentrica risulta bassa, solo 7,8 km/s, e l’orbita eliocentrica nominale risulta di tipo asteroidale con un semiasse maggiore di 2 UA, un'eccentricità di 0,53 e un’inclinazione di soli 5,9° sul piano dell’Eclittica (Fig. 2).

Figura 2 - L'orbita eliocentrica dell'asteroide progenitore del bolide cinese del 22 dicembre 2020 (Crediti: PRISMA).

In sostanza, si è trattato di un piccolo asteroide near-Earth che, date le modeste dimensioni, si è disintegrato in atmosfera senza conseguenze. Molto probabilmente al suolo sono arrivati diversi frammenti che aspettano solo di essere raccolti e analizzati come meteoriti, il problema sarà esplorare la zona che è piuttosto impervia. Cadute di meteoroidi di questa classe, in grado di dare luogo a esplosioni ben rilevabili dai satelliti, si verificano in media una volta ogni qualche settimana.

Update: questa news è stata aggiornata il 24 novembre 2020.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante bolide osservato da tantissime persone la sera del 6 novembre 2020 alle 17:46 ora locale.

Si è trattato di un evento abbastanza luminoso, visto da tanti testimoni occasionali. Sul sito dell'IMO sono arrivate 67 testimonianze visuali da Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Toscana, Campania e Basilicata, ma anche da paesi vicini come Croazia e Austria. Il bolide è stato descritto dai testimoni come inizialmente bianco, ma virato al colore arancione quando c'è stata la disintegrazione finale.

Due stazioni di PRISMA hanno ripreso il bolide: quella di Caserta e quella - da poco entrata in funzione - di Civitanova Marche. Oltre alle camere PRISMA, anche due camere della vicina Croatian Meteor Network (CMN), hanno ripreso il fireball. Ecco il quadro preliminare che esce analizzando i dati raccolti dalle camere italiane e croate.

La traiettoria del bolide IT20201106T164619 si è sviluppata interamente sul Mare Adriatico. Il segnaposto giallo indica la possibile posizione di caduta di qualche eventuale piccola meteorite (Crediti: PRISMA/CMN).

 

Il bolide ha seguito una traiettoria percorsa da est verso ovest, inclinata di circa 57°rispetto alla superficie terrestre, muovendosi dal mare Adriatico verso la costa abruzzese. Le camere hanno iniziato a riprendere l'evento quando il bolide era a circa 93 km di quota. L'ingresso in atmosfera del meteoroide è avvenuta con una velocità all'infinito di circa 16,7 km/s e, dopo avere percorso circa 82 km in 5,7 secondi, si è estinto a 24,3 km d'altezza - nei paraggi di Roseto degli Abruzzi - quando si muoveva ancora a 5,5 km/s. La differenza di velocità fra inizio e fine del fenomeno è dovuto al rallentamento del meteoroide a causa dell'attrito con l'atmosfera. Una bassa quota e velocità finale sono un indizio che una parte del meteoroide originario potrebbe essere arrivare al suolo.

In effetti, il modello dinamico del bolide (singolo corpo), prevede una massa iniziale di 1,2 kg e una finale (senza frammentazione) di 0,6 kg quindi qualche piccola meteorite è possibile. Purtroppo, il centro dello strewn field cade in mare a circa 2 km dalla costa, davanti all'abitato di Villa Fumosa (lat. 42,6411 N, long. 14,0745 E).

La velocità osservata del bolide del 6 novembre con la curva di best fit del modello dinamico. Il rallentamento a opera dell'atmosfera terrestre è evidente (Crediti: PRISMA/CMN).

 

I lettori più attenti noteranno che la direzione della traiettoria dell'IMO è spostata più a nord rispetto a quella ottenuta da PRISMA/CMN, ma trattandosi di osservazioni visuali - necessariamente molto approssimative - è normale che ci sia una certa differenza con le osservazioni strumentali. Il bolide del 6 novembre ha raggiunto una mag apparente di -8/-9 e non risulta associato a nessun sciame di meteore conosciuto, quindi era un bolide sporadico con il radiante apparente nella costellazione di Andromeda.

Ricostruendo l'orbita eliocentrica del meteoroide originario, si vede che si muoveva a bassa inclinazione sul piano dell'eclittica con una traiettoria eccentrica (e=0,54) e un semiasse maggiore di 1,9 AU. Con questi valori, l'afelio cade a 2,9 AU, ossia in piena fascia asteroidale. Questo indica che, probabilmente, si trattava di un meteoroide di origine asteroidale: un piccolo frammento generato dalle collisioni fra gli asteroidi che avvengono da miliardi di anni.

Quello del bolide del 6 novembre è un evento tutto sommato abbastanza simile, come inclinazione e velocità, a quello del 1 gennaio 2020, che ha dato origine al ritrovamento della meteorite "Cavezzo", presso Modena.

L'orbita eliocentrica del meteoroide che ha generato il bolide IT20201106T164619 è compatibile con un meteoroide di origine asteroidale. I puntini neri rappresentano la Fascia Principale degli asteroidi (Crediti: PRISMA/CMN).

La rete PRISMA coordinata dall'INAF è in continua espansione. Attualmente sono 39 le camere operative, 10 quelle in fase di installazione e 8 quelle in fase di acquisto. L'ultima camera PRISMA ad entrare nell'elenco di quelle operative è stata quella dell'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" di Montelupo Fiorentino, inaugurato ufficialmente il 14 luglio 2018, e gestito dal Gruppo Astrofili Montelupo (ONLUS).

La camera PRISMA del "Beppe Forti" - la cui sigla ufficiale è ITTO04 - è entrata in funzione nel pomeriggio del 3 giugno 2020 e già qualche ora dopo, alle 22:42:29 UTC ha rilevato il primo bolide insieme alle camere di Navacchio, Padova e Vicenza. Le condizioni meteo non erano delle migliori e in cielo c'era anche la Luna in fase molto avanzata, ma l'importante è iniziare!

Nelle immagini di Montelupo il bolide è visibile basso sull'orizzonte di nord-est mentre in quella di Vicenza il bolide è molto più alto sull'orizzonte nord. Questo spostamento è dovuto all'effetto di parallasse, che cambia la posizione in cielo dei meteoroidi che cadono nell'atmosfera terrestre.

Figura 1 - La prima detection di un bolide dalla camera PRISMA di Montelupo Fiorentino, ospitata presso l'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" gestito dal GAM.

 

Figura 2 - Lo stesso bolide ripreso dalla camera PRISMA di Vicenza. L'effetto di parallasse è evidente.

 

Il bolide di Montelupo ha dato luogo ad una scia di plasma molto densa che è stata rilevata dagli apparati radio di rilevazione delle meteore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). La detection nel radio delle meteore avviene grazie alle scie di plasma che riflettono verso il suolo le onde elettromagnetiche emesse nello spazio da apparati come il radar militare francese GRAVES, che trasmette alla frequenza di circa 143 MHz. In questo caso l'eco prodotto dalla scia del bolide è durato circa 20 s.

Figura 3 - Immagine dell'eco radar del bolide del 3 giugno 2020 registrata al laboratorio INFN di Legnaro (Padova). In ascissa (asse X), c'è la frequenza, in ordinata (asse Y), il tempo. Cortesia di Stefania Canella INFN-LNL.