Dopo diverse ore passate a fare calcoli, noi del team di PRISMA abbiamo un quadro più preciso del bolide del 1 ottobre 2021 delle 01:05 UT ripreso nei cieli della Toscana da 8 diverse camere della rete.

Il meteoroide che ha generato il bolide è entrato in atmosfera alla velocità di circa 16.6 km/s iniziando a essere visibile a circa 77 km di quota e percorrendo una traiettoria da sud-ovest verso nord-est. In circa 6 s ha percorso più di 80 km con un'inclinazione di circa 32° rispetto alla superficie terrestre e si è estinto a 32.1 km dal suolo, quando la velocità era ancora di circa 6.3 km/s. L'estinzione si è verificata sulla verticale delle frazioni di Stabbia (comune di Cerreto Guidi) e Le Botteghe (comune di Fucecchio). Il meteoroide originario percorreva un'orbita tipicamente asteroidale, a bassa inclinazione sull'Eclittica, con un semiasse maggiore di 1,75 AU ed eccentricità di 0,53: molto probabilmente si trattava di un oggetto roccioso.

Figura 1 - La quota del bolide in funzione del tempo (Crediti: PRISMA).
Figura 2 - La velocità del bolide in funzione della quota (Crediti: PRISMA).

Dal modello dinamico a singolo corpo, per il meteoroide che è caduto in atmosfera risulta una massa iniziale di 1,4 kg e una finale di 30 g (circa 2,6 cm di diametro se è una tipica condrite ordinaria), quindi se qualcosa è arrivato la suolo si tratta di un oggetto veramente molto piccolo.

Nel calcolo del dark flight, ovvero del percorso seguito dal meteoroide residuo dopo la fase di bolide, abbiamo tenuto conto dello stato dell'atmosfera. Il luogo di caduta si trova ben 16 km oltre il punto di estinzione, una conseguenza della bassa inclinazione della traiettoria. Inoltre il vento ha spostato notevolmente il punto di caduta (circa 1,5 km dalla propagazione rettilinea), un effetto della piccola massa del residuo. Considerato che il bolide ha avuto un picco di luminosità a circa 40 km di quota è molto probabile ci sia stata una frammentazione, quindi l'area al suolo su cui cercare eventuali piccole meteoriti (strewn field) è piuttosto vasta e compresa fra le località di Lucciano (Pistoia) e Oste (Prato),  vedi Fig. 3. Nel caso si dovessero ritrovare al suolo sospette meteoriti, fare riferimento alla Fig. 4 per la corretta procedura di raccolta.

Figura 3 - Lo strewn field del bolide IT20211001 dove è possibile il ritrovamento di piccole meteoriti al suolo (Crediti: PRISMA).
Figura 4 - Le norme da seguire per la raccolta di una possibile meteorite.

È importante che eventuali reperti vengano esaminati da un esperto, capace di riconoscere se la roccia sospetta può provenire dal cielo o se si può già escludere da un esame preliminare, anche attraverso un’immagine fotografica, la sua origine meteorica.
In ultimo, specifichiamo che non esiste nessun pericolo per la salute o altro derivante dal ritrovamento della presunta meteorite, che in sostanza è un pezzo di roccia inerte. In caso di potenziali ritrovamenti si prega di inviare immagini e segnalazioni al Project Office del progetto PRISMA all'indirizzo: prisma_po@inaf.it  oppure al MUSEO DI SCIENZE PLANETARIE di Prato chiamando il numero 335 8486580 e lasciando i vostri dati o inviando una mail con le fotografie a info@museoscienzeplanetarie.eu. Per la richiesta di informazioni o per la partecipazione alle ricerche il MUSEO DI SCIENZE PLANETARIE si è reso disponibile a fare da referente locale.

Vi preghiamo pertanto di diffondere la notizia presso il pubblico, invitando i cittadini dell’area compresa nella zona di massima probabilità di caduta a segnalare all'indirizzo indicato in calce eventuali rocce o frammenti che trovassero sui loro terreni di proprietà o altrove e che sembrino ai loro occhi strane o anomale perché potrebbe trattarsi di pezzi o di frammenti del meteorite.
In particolare, se qualche abitante della zona si imbattesse in un sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA inviando una foto a: prisma_po@inaf.it.

Per ulteriori informazioni contattare Daniele Gardiol, coordinatore nazionale del progetto PRISMA, ai seguenti riferimenti:

daniele.gardiol@inaf.it– tel. 3491977591
prisma_po@inaf.it

Il 2020 si chiude letteralmente con il “botto”: alle 23:23:33 UT del 22 dicembre 2020 i satelliti militari di sorveglianza USA hanno rilevato un'esplosione in atmosfera alle coordinate +31,9° latitudine N e 96,2° longitudine E. La zona si trova in una sperduta regione montuosa della Cina centro-meridionale (Fig. 1), nella provincia di Qinghai, vicino al villaggio di Wayi Xingrong (3800 m s.l.m.). L'esplosione è stata la fase conclusiva di un brillante bolide che ha attraversato il cielo della regione. Alcuni video che riprendono il bolide sono visibili su YouTube.

Secondo i dati satellitari diffusi dal CNEOS della NASA, il bolide è caduto verso il suolo alla velocità di 13,6 km/s, esplodendo a circa 35,5 km dal suolo. Complessivamente ha rilasciando in atmosfera un’energia totale di 9,5 kt (1 kt = 4,184 TJoule). Equiparando l’energia totale emessa nell'esplosione all'energia cinetica posseduta dal meteoroide, quest’ultimo doveva avere una massa di 430.000 kg. Supponendo una densità media di 2,5 g/cm3, tipica di un asteroide roccioso, si trova un diametro di 7 metri. Si è trattato quindi di un piccolo asteroide, sconosciuto fino al momento della caduta, con dimensioni quasi paragonabile a quello di circa 10 metri caduto nel mare di Bering il 18 dicembre 2018.

Figura 1 - Traiettoria di arrivo, esplosione e strewn field del bolide cinese del 22 dicembre 2020 (Crediti: PRISMA).

Elaborando i dati del vettore velocità fornito dai satelliti militari USA (da non prendere per oro colato, spesso sono valori mal determinati), si trova che il bolide è arrivato dall'azimut 351,8° (Fig. 1), su una traiettoria inclinata di soli 4,9° sulla superficie terrestre. Questa bassa inclinazione ha allargato notevolmente lo strewn field, ossia la regione al suolo in cui andare alla ricerca di possibili meteoriti. Tenendo conto dell'intensità e della direzione di provenienza del vento, le meteoriti di qualche cm di diametro probabilmente sono cadute in una regione attorno a 31,30° N 96,34° E, mentre quelle da circa mezzo metro si troverebbero a 30,29° N 96,49° E. Fra questi due punti ci sono più di 100 km, una regione molto vasta in cui cercare e per giunta piuttosto impervia.

Il radiante apparente del bolide cade alle coordinate equatoriali AR = 00 04 51, Dec = 61° 39′ 11″ (J2000), punto che si trova nella costellazione di Cassiopea, mentre il radiante vero (ossia la direzione di provenienza originaria), cade vicino alla stella alpha di Andromeda.  Considerate le grandi dimensioni, la velocità di 13,6 km/s coincide con buona approssimazione con quella che il meteoroide aveva fuori atmosfera e si può utilizzare direttamente per il calcolo dell’orbita eliocentrica. La velocità geocentrica risulta bassa, solo 7,8 km/s, e l’orbita eliocentrica nominale risulta di tipo asteroidale con un semiasse maggiore di 2 UA, un'eccentricità di 0,53 e un’inclinazione di soli 5,9° sul piano dell’Eclittica (Fig. 2).

Figura 2 - L'orbita eliocentrica dell'asteroide progenitore del bolide cinese del 22 dicembre 2020 (Crediti: PRISMA).

In sostanza, si è trattato di un piccolo asteroide near-Earth che, date le modeste dimensioni, si è disintegrato in atmosfera senza conseguenze. Molto probabilmente al suolo sono arrivati diversi frammenti che aspettano solo di essere raccolti e analizzati come meteoriti, il problema sarà esplorare la zona che è piuttosto impervia. Cadute di meteoroidi di questa classe, in grado di dare luogo a esplosioni ben rilevabili dai satelliti, si verificano in media una volta ogni qualche settimana.

Update: questa news è stata aggiornata il 24 novembre 2020.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante bolide osservato da tantissime persone la sera del 6 novembre 2020 alle 17:46 ora locale.

Si è trattato di un evento abbastanza luminoso, visto da tanti testimoni occasionali. Sul sito dell'IMO sono arrivate 67 testimonianze visuali da Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Toscana, Campania e Basilicata, ma anche da paesi vicini come Croazia e Austria. Il bolide è stato descritto dai testimoni come inizialmente bianco, ma virato al colore arancione quando c'è stata la disintegrazione finale.

Due stazioni di PRISMA hanno ripreso il bolide: quella di Caserta e quella - da poco entrata in funzione - di Civitanova Marche. Oltre alle camere PRISMA, anche due camere della vicina Croatian Meteor Network (CMN), hanno ripreso il fireball. Ecco il quadro preliminare che esce analizzando i dati raccolti dalle camere italiane e croate.

La traiettoria del bolide IT20201106T164619 si è sviluppata interamente sul Mare Adriatico. Il segnaposto giallo indica la possibile posizione di caduta di qualche eventuale piccola meteorite (Crediti: PRISMA/CMN).

 

Il bolide ha seguito una traiettoria percorsa da est verso ovest, inclinata di circa 57°rispetto alla superficie terrestre, muovendosi dal mare Adriatico verso la costa abruzzese. Le camere hanno iniziato a riprendere l'evento quando il bolide era a circa 93 km di quota. L'ingresso in atmosfera del meteoroide è avvenuta con una velocità all'infinito di circa 16,7 km/s e, dopo avere percorso circa 82 km in 5,7 secondi, si è estinto a 24,3 km d'altezza - nei paraggi di Roseto degli Abruzzi - quando si muoveva ancora a 5,5 km/s. La differenza di velocità fra inizio e fine del fenomeno è dovuto al rallentamento del meteoroide a causa dell'attrito con l'atmosfera. Una bassa quota e velocità finale sono un indizio che una parte del meteoroide originario potrebbe essere arrivare al suolo.

In effetti, il modello dinamico del bolide (singolo corpo), prevede una massa iniziale di 1,2 kg e una finale (senza frammentazione) di 0,6 kg quindi qualche piccola meteorite è possibile. Purtroppo, il centro dello strewn field cade in mare a circa 2 km dalla costa, davanti all'abitato di Villa Fumosa (lat. 42,6411 N, long. 14,0745 E).

La velocità osservata del bolide del 6 novembre con la curva di best fit del modello dinamico. Il rallentamento a opera dell'atmosfera terrestre è evidente (Crediti: PRISMA/CMN).

 

I lettori più attenti noteranno che la direzione della traiettoria dell'IMO è spostata più a nord rispetto a quella ottenuta da PRISMA/CMN, ma trattandosi di osservazioni visuali - necessariamente molto approssimative - è normale che ci sia una certa differenza con le osservazioni strumentali. Il bolide del 6 novembre ha raggiunto una mag apparente di -8/-9 e non risulta associato a nessun sciame di meteore conosciuto, quindi era un bolide sporadico con il radiante apparente nella costellazione di Andromeda.

Ricostruendo l'orbita eliocentrica del meteoroide originario, si vede che si muoveva a bassa inclinazione sul piano dell'eclittica con una traiettoria eccentrica (e=0,54) e un semiasse maggiore di 1,9 AU. Con questi valori, l'afelio cade a 2,9 AU, ossia in piena fascia asteroidale. Questo indica che, probabilmente, si trattava di un meteoroide di origine asteroidale: un piccolo frammento generato dalle collisioni fra gli asteroidi che avvengono da miliardi di anni.

Quello del bolide del 6 novembre è un evento tutto sommato abbastanza simile, come inclinazione e velocità, a quello del 1 gennaio 2020, che ha dato origine al ritrovamento della meteorite "Cavezzo", presso Modena.

L'orbita eliocentrica del meteoroide che ha generato il bolide IT20201106T164619 è compatibile con un meteoroide di origine asteroidale. I puntini neri rappresentano la Fascia Principale degli asteroidi (Crediti: PRISMA/CMN).

La rete PRISMA coordinata dall'INAF è in continua espansione. Attualmente sono 39 le camere operative, 10 quelle in fase di installazione e 8 quelle in fase di acquisto. L'ultima camera PRISMA ad entrare nell'elenco di quelle operative è stata quella dell'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" di Montelupo Fiorentino, inaugurato ufficialmente il 14 luglio 2018, e gestito dal Gruppo Astrofili Montelupo (ONLUS).

La camera PRISMA del "Beppe Forti" - la cui sigla ufficiale è ITTO04 - è entrata in funzione nel pomeriggio del 3 giugno 2020 e già qualche ora dopo, alle 22:42:29 UTC ha rilevato il primo bolide insieme alle camere di Navacchio, Padova e Vicenza. Le condizioni meteo non erano delle migliori e in cielo c'era anche la Luna in fase molto avanzata, ma l'importante è iniziare!

Nelle immagini di Montelupo il bolide è visibile basso sull'orizzonte di nord-est mentre in quella di Vicenza il bolide è molto più alto sull'orizzonte nord. Questo spostamento è dovuto all'effetto di parallasse, che cambia la posizione in cielo dei meteoroidi che cadono nell'atmosfera terrestre.

Figura 1 - La prima detection di un bolide dalla camera PRISMA di Montelupo Fiorentino, ospitata presso l'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" gestito dal GAM.

 

Figura 2 - Lo stesso bolide ripreso dalla camera PRISMA di Vicenza. L'effetto di parallasse è evidente.

 

Il bolide di Montelupo ha dato luogo ad una scia di plasma molto densa che è stata rilevata dagli apparati radio di rilevazione delle meteore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). La detection nel radio delle meteore avviene grazie alle scie di plasma che riflettono verso il suolo le onde elettromagnetiche emesse nello spazio da apparati come il radar militare francese GRAVES, che trasmette alla frequenza di circa 143 MHz. In questo caso l'eco prodotto dalla scia del bolide è durato circa 20 s.

Figura 3 - Immagine dell'eco radar del bolide del 3 giugno 2020 registrata al laboratorio INFN di Legnaro (Padova). In ascissa (asse X), c'è la frequenza, in ordinata (asse Y), il tempo. Cortesia di Stefania Canella INFN-LNL.

A poco più di un mese dal bolide diurno sloveno del 28 febbraio scorso - di cui sono state recuperate alcune meteoriti - un nuovo bolide diurno è stato osservato oggi, 6 aprile attorno alle 13:30 UT.

Le camere della rete PRISMA non fanno detection diurna ma ci siamo resi conto dell'evento grazie all'arrivo improvviso di decine di testimonianze visuali attraverso l'IMO. Al momento siamo a 84 testimonianze raccolte, grazie a tutti quelli che ci seguono.

Una prima ricostruzione della traiettoria - basata sui soli dati visuali e da prendere con cautela - vede la traiettoria del bolide percorsa circa da ovest verso est fra Austria e Germania.

La traiettoria proiettata al suolo del bolide diurno del 6 aprile 2020 in base alle osservazioni visuali raccolte dall'IMO.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante bolide diurno: quello del 28 febbraio 2020 osservato alle ore 10:30:34 dei nostri orologi dal nord Italia e dai Balcani. Di questo bolide noi di PRISMA avevamo calcolato l'area dove andare alla ricerca di eventuali meteoriti (strewn field).

Un gruppo di volontari, in collaborazione con la rivista astronomica slovena Spiko, il progetto Science on the Road e sostenuta dal Museo di storia naturale della Slovenia, si è organizzata e ha iniziato a cercare meteoriti nella zona dello strewn field. Per ora, chi ha avuto fortuna è stato Gregor Kos, che ha trovato una meteorite il 4 marzo intorno alle 16 nel vialetto di casa sua, nel villaggio di Prečna vicino a Novo Mesto: un frammento del piccolo asteroide che la mattina del 28 febbraio si è disintegrato a circa 34,5 km di quota. La meteorite riceverà il nome Novo Mesto, perché ritrovata alcuni km a nord-ovest della omonima cittadina slovena. Il punto di ritrovamento della meteorite cade in pieno all'interno dello strewn field calcolato da PRISMA in base ai dati disponibili.

Foto della meteorite Novo Mesto (Crediti: M. Jersek).

 

Distribuzione dello strewn field per meteoriti con lo stesso rapporto Massa/superficie di Novo Mesto.

 

La meteorite, di aspetto roccioso, ha una massa di 203 g e presenta la caratteristica crosta di fusione scura. In diversi punti la crosta di fusione si è staccata, mostrando l'interno che è molto più chiaro. A prima vista si tratta di una condrite ordinaria, ma la meteorite è stata consegnata al curatore del Museo di Storia Naturale della Slovenia per le analisi chimico-fisiche del caso.

Dopo il ritrovamento della meteorite Cavezzo, avvenuta grazie al progetto PRISMA, recuperare un'altra meteorite dopo appena 2 mesi scarsi e a sole alcune centinaia di km di distanza ha veramente dell'incredibile. Congratulazioni ai colleghi sloveni!

Authors: Albino Carbognani and Giovanna Maria Stirpe, INAF-Astrophysics and Space Science Observatory of Bologna (OAS), Italy/Project PRISMA.

Introduction
A few days ago, on February 28, 2020 at 09:30:34 UT, a bright daylight fireball was seen from central-northern Italy and from the Balkans. In a previous announcement we provided a temporary ground trajectory, based only on the visual eyewitness reports that we received through the IMO (International Meteor Organization). Last weekend we measured photos and videos taken by occasional witnesses or surveillance cameras; and today, NASA's Center for NEO Studies published the satellite data of the explosion in the atmosphere. At this stage, we can offer a reconstruction of what happened on the morning of February 28, 2020.

The heliocentric orbit
The daylight fireball was generated by a small asteroid with a diameter of about 1.5 meters, which crossed the atmosphere at a speed of about 21.5 km/s. The heliocentric orbit (Fig. 1), shows that the asteroid came from the inner edge of the Main Asteroid Belt, and could not be discovered with ground-based telescopes before the impact, because it was visible only in the daytime sky. It was a Chelyabinsk-like event, albeit - fortunately - on a much smaller scale.

Figure 1 - The heliocentric orbit of the daytime fireball of 28 February 2020, projected on the plane of the Ecliptic. The area in magenta indicates the uncertainty on the nominal orbit.

The atmospheric trajectory
Satellite data show that the asteroid followed an atmospheric trajectory inclined at an angle of about 47.3° with respect to the horizontal plane, with an azimuth of about 155°. This means that the fireball traveled from the southeast to the northwest and entered rapidly into the denser layers of the atmosphere. The small asteroid could not withstand the pressure and intense heat that developed during the fall, and exploded at 34.5 km above sea level (Lat. 45.7° N, Long. 15.1° E from CNEOS data). The point of the main explosion projects vertically to a spot about 75 km west of the city of Zagreb, in Croatia. After the main explosion, the major fragments continued their fall towards the ground, as documented by the beautiful video taken from Zagreb by Tomislav Čar. The energy released in the explosion (about 0.34 kt) was approximately 1/50 with respect to the atomic bomb at Hiroshima. A minor event, but powerful enough to be detected by US satellites.

Figure 2 - Trajectory and strewn field of the daylight fireball of February 28, 2020. As can be seen, the entire trajectory of the fireball was above the Balkan region. The red lines are the lines of sight of the videos and photos that captured the main explosion, and they converge reasonably well in the region indicated by US surveillance satellites.

The strewn field
Taking into account the state of the atmosphere and the speed of the winds during the event, we estimated the possible place of impact of the major fragments of the asteroid which, most likely, survived the explosion. These coordinates are: Lat. 45.89° N, Long. 14.97° E, near the town of Trebnje, i.e. in a mountainous but fairly populated region, located 40 km south-east of Ljubljana, Slovenia. This is the best area for finding any meteorites.

Figure 3 - The central part of the strewn field with the theoretical point of impact.

Warning: given the uncertainties involved, the area in which the fragments may have fallen (strewn field) is very large: it is a square of at least 10 km × 10 km, centered on the nominal coordinates shown above. However, any point between the place of the explosion and the theoretical coordinates of the strewn field (and even beyond) are suitable for meteorite searching. Fortunately, the potential fragments of the asteroid did not fall at sea: with a little luck, we can hope to find some interesting samples of the asteroid, witnessing what the Solar System was like billions of years ago.

Acknowledgments
The whole PRISMA team thanks the NASA Center for NEO Studies for its collaboration.

 

 

Qualche giorno fa, il 28 febbraio 2020 alle ore 09:30:34 UT, un brillante bolide diurno è stato visto dall'Italia centro-settentrionale e dai balcani. In una news precedente avevamo fornito una traiettoria al suolo provvisoria, basata sulle sole testimonianze visuali che ci erano giunte dall'IMO. Nello scorso weekend abbiamo misurato foto e filmati ripresi dai testimoni occasionali o dalle telecamere di sorveglianza e oggi sono usciti i dati satellitari - in parte corretti grazie a PRISMA - dell'esplosione in atmosfera forniti dal Center for NEO Studies della NASA. A questo punto possiamo offrirvi una ricostruzione fedele di quello che è successo la mattina del 28 febbraio 2020.

Il bolide diurno visto da centinaia di persone è stato generato da un piccolo asteroide del diametro di circa 1,5 metri, che ha attraversato l'atmosfera alla velocità di circa 21,5 km/s. L'orbita eliocentrica che abbiamo ricostruito mostra che l'asteroide proveniva dalla parte interna della Fascia Principale degli asteroidi e non poteva essere scoperto prima dell'impatto con i telescopi al suolo perché visibile solo nel cielo diurno. In poche parole si è trattato di un evento tipo Chelyabinsk, anche se - per fortuna - su scala molto minore.

L'orbita eliocentrica del fireball diurno del 28 febbraio 2020 proiettata sul piano dell'Eclittica. La zona in magenta indica l'incertezza sull'orbita nominale.

L'asteroide ha seguito una traiettoria in atmosfera inclinata di ben 47,3° rispetto al piano orizzontale, con un azimut di circa 155°. Questo significa che il fireball ha viaggiato da sud-est verso nord-ovest e che è entrato rapidamente negli strati più densi dell'atmosfera. Il piccolo asteroide non ha resistito alla pressione e all'intenso calore che si è sviluppato durante la caduta ed è esploso frammentandosi a 34,5 km di quota alle coordinate lat. 45.7° N long. 15.1° E. Il punto dell'esplosione principale punto cade circa 75 km ad ovest della città di Zagabria in Croazia. Dopo l'esplosione principale i frammenti maggiori hanno continuato la caduta verso il suolo, come documenta il bel video ripreso proprio da Zagabria da Tomislav Car. L'energia emessa nell'esplosione è stata circa 1/50 di quella sviluppata dalla bomba atomica di Hiroshima. Un evento minore, ma comunque energetico tanto è vero che è stato rilevato dai satelliti.

Traiettoria e strewn field del bolide diurno del 28 febbraio 2020. Come si vede, tutta la traiettoria del bolide si è sviluppata sulla regione balcanica. Le linee rosse sono le linee di vista dei video e delle foto che hanno ripreso l'esplosione principale e convergono ragionevolmente bene nella regione indicata dai satelliti di sorveglianza statunitensi. 

Tenendo conto dello stato dell'atmosfera e della velocità dei venti abbiamo stimato il possibile luogo di caduta dei maggiori frammenti dell'asteroide che, molto probabilmente, sono sopravvissuti all'esplosione, ossia delle meteoriti generate dall'evento. Questo punto cade alle coordinate lat. 45,89° N long. 14,97° E, ossia in una regione montuosa, ma abbastanza popolata, collocata 40 km a sud-est di Lubiana, in Slovenia. La cittadina di Novo Mesto si trova ai limiti dello strewn-field.

Attenzione: considerate le incertezze in gioco la zona in cui possono essere caduti i frammenti (strewn field) è molto vasta: si tratta di un quadrato di almeno 10 × 10 km di lato, centrato sulle coordinate nominali riportate sopra. Però qualsiasi punto fra il luogo dell'esplosione e le coordinate teoriche dello strewn field (e anche oltre) sono adatti per la ricerca di eventuali meteoriti.

Per fortuna, i potenziali frammenti dell'asteroide non sono caduti in mare: con un po' di fortuna, si può sperare di ritrovare qualche campione interessante dell'asteroide, testimone di come era il Sistema Solare miliardi di anni fa.

Ringraziamenti

Tutto il team di PRISMA ringrazia il Center for NEO Studies della NASA per la collaborazione.

Alle 09:30 UT (le 10:30 dei nostri orologi), un brillante bolide diurno di colore bianco ha solcato il cielo italiano. Segnalazioni sono giunte a PRISMA da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Campania. Alcuni testimoni ci hanno mandato anche foto e video, sempre molto utili per ricostruire qualitativamente l'evoluzione del fenomeno.

Non abbiamo informazioni dirette dalle camere della rete PRISMA perché durante il giorno non sono in presa dati, ma elaborando diverse osservazioni visuali, italiane, croate e slovene, che abbiamo raccolto grazie alla compilazione del form di segnalazione bolidi dell'IMO siamo riusciti ad avere una prima grezza ricostruzione della traiettoria del bolide proiettata sulla superficie terrestre. Si tratta di una soluzione molto approssimata, le osservazioni visuali non sono adatte per ottenere una buona triangolazione, quindi va presa con beneficio di inventario.

La traiettoria proiettata al suolo di IT20200228 ottenuta usando osservazioni visuali italiane, croate e slovene. Il simbolo rosso a sinistra indica la posizione dell'esplosione rilevata dai satelliti militari statunitensi.

Come si vede dalla figura che vi mostriamo, la traiettoria percorsa dal bolide va approssimativamente da sud-est verso nord-ovest, correndo parallelamente alla costa adriatica della ex Jugoslavia. L'inclinazione risulta dell'ordine di 50°, quindi moderatamente inclinato. Questo è quanto ci dicono le testimonianze visuali che - ripeto - vanno prese con beneficio di inventario. Nella parte finale della sua traiettoria il bolide ha subito almeno un paio di frammentazioni, lasciando dietro di sé una nube di fumo biancastro che si è dissolta in breve tempo. Considerata la luminosità del fenomeno, doveva trattarsi di un meteoroide con un diametro di circa 1-2 metri ed è davvero molto probabile che qualche frammento sia giunto al suolo.

Il bolide è stato anche rilevato dallo spazio. Infatti i satelliti militari statunitensi hanno rilevato un'esplosione in atmosfera alle 09:30:34 UT, alle coordinate 45,7° N, 11,5° E ossia circa sulla verticale di Thiene. Da questi dati satellitari, la quota dell'esplosione del bolide risulta di circa 34,5 km con una velocità del meteoroide, al momento dell'esplosione, di 21,5 km/s. L'energia sviluppata risulta di circa 0,34 kt (1/50 della bomba atomica di Hiroscima), compatibile con un meteoroide roccioso di circa 1,5 metri di diametro.

Purtroppo, con le sole osservazioni visuali è praticamente impossibile stabilire l'area di caduta per confrontarla con i rilevamenti satellitari statunitensi. Se il bolide fosse stato notturno avrebbe illuminato il cielo a giorno: con i dati della rete PRISMA si sarebbe potuto identificare lo strewn field e organizzare una ricerca sul campo. Una meteorite può essere sempre dietro l'angolo (o sull'argine), Cavezzo docet.

Il bolide IT20200228 ripreso fortuitamente da Mauro Conforti da Matelica.
Il bolide IT20200228 in un frame di un video ripreso da Zagabria da Tomislav Čar. L'azimut del bolide in questa immagine è di circa 270°, mentre la sua altezza sull'orizzonte è di circa 25°-30°.

 

Il 2020 inizia alla grande per PRISMA. Il 1 gennaio alle 18:26:54 UT ben 8 camere della nostra rete hanno rilevato un brillante bolide nei cieli del nord-Italia.  Fra queste 8 camere i dati utilizzabili per la triangolazione sono stati quelli di Bedonia, Rovigo, Felizzano, Loiano, Cecima e Navacchio. Oltre ai dati delle camere abbiamo ricevuto decine di segnalazioni visuali da Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Toscana e le segnalazioni continuano ad arrivare anche ora. Ecco il quadro intrigante che esce ad una prima analisi dei dati delle camere PRISMA.

La traiettoria atmosferica del bolide IT20200101T182654. Il segnaposto giallo segna la zona con la maggiore probabilità di trovare eventuali piccole meteoriti.

 

Il bolide è stato osservato per la prima volta a 76 km di quota, mentre percorreva una traiettoria inclinata di circa 68° rispetto alla superficie terrestre. La velocità di ingresso del meteoroide in atmosfera è stata relativamente bassa, circa 12 km/s, ma l'elevato angolo di caduta ha dato luogo ad un intenso processo di ablazione che ha portato il bolide a brillare con una magnitudine assoluta compresa fra -7 e -8. La massa iniziale stimata per il meteoroide è di diversi kg e, durante la caduta, è andato incontro ad un processo di disgregazione, in particolare a 50 e a 30 km d'altezza. L'ultima quota osservata è stata a 21,7 km, poi il bolide si è estinto.

La quota del bolide in funzione del tempo. L'intero fenomeno è durato circa 5,5 secondi.

 

La velocità del bolide in funzione della quota. Le linee continue sono quelle del modello dinamico del bolide. La velocità di ingresso in atmosfera si attesta sui 12 km/s.

 

Tuttavia i calcoli indicano che probabilmente qualche frammento del meteoroide originario è riuscito ad arrivare al suolo. Tenendo conto dello stato dell'atmosfera, la zona interessata dalla caduta è quella del paesino di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo (Modena), in piena Pianura Padana. La zona di incertezza a 2 sigma è di circa 2,2 × 1,5 km. Considerato i processi di frammentazione cui il meteoroide è andato soggetto, qualche pezzo potrebbe essere finito anche sulla congiungente fra Rovereto sul Secchia e Disvetro.

Ecco come appare una tipica meteorite: una pietra con gli spigoli levigati e dal caratteristico colore scuro, per via della crosta di fusione superficiale. All'interno la meteorite è molto più chiara.

 

Se qualcuno, abitante in zona, si imbattesse in un piccolo sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA (prima di raccoglierlo seguite queste ISTRUZIONI), inviando una foto all'email: prisma_po@inaf.it. Potremo verificare se si tratta di una sospetta meteorite o di una pietra comune. Nel primo caso andranno fatte ulteriori analisi in laboratorio. Va detto che le meteoriti non classificate sono prive di valore commerciale, quindi affinché il ritrovamento valga qualcosa il frammento deve prima essere analizzato e classificato dai ricercatori dell'INAF o dell'Università: non tenete nel cassetto una sospetta meteorite!

Da dove proveniva il meteoroide che ha generato il bolide? Proiettando all'indietro la traiettoria e la velocità di arrivo è stato possibile ricostruire l'orbita eliocentrica originaria. L'afelio, ossia il punto dell'orbita più distante dal Sole, si colloca nella regione interna della Fascia Principale degli asteroidi: quindi era un meteoroide di origine asteroidale, probabilmente di natura rocciosa. Riuscire a raccoglierne anche un piccolo frammento vorrebbe dire poter studiare come era il Sistema Solare miliardi di anni fa, subito dopo la sua formazione. Ogni meteorite è il testimone di un'epoca remota, per questo motivo nessuna deve andare persa.

L'orbita eliocentrica del meteoroide che ha dato origine al bolide IT20200101T182654.