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Domani sabato 3 giugno sarà effettuata una nuova ricerca della meteorite caduta nel comune di Sospiro (CR), associata al bolide del 23 maggio scorso alle 22:21 UT. Chi volesse partecipare alla ricerca per aiutare il team di Prisma il ritrovo è alle 09:00 al bar California del paese dove sarà fatto il punto della situazione e verranno pianificate le ricerche nelle zone di possibile caduta.

La tenuta da adottare è quella tipica del trekking quindi scarponi leggeri, cappello, zaino con acqua ed eventuali viveri, attrezzatura per ripararsi dai temporali (previsti per il primo pomeriggio). Consigliata l'installazione sullo smartphone della app "GPS Logger" per registrare i propri spostamenti e condividerli con il team di Prisma così da avere una mappa aggiornata delle zone già esplorate. Lo strewn field è molto lungo (circa 9-10 km) perché la traiettoria del fireball era inclinata di soli 34° rispetto alla superficie terrestre, quindi la ricerca non sarà facile, ma nella ricerca scientifica niente lo è. In particolare verrà esplorata la periferia est di Sospiro, luogo privilegiato per la ricerca di meteoriti di massa compresa fra 450 e 500 g.

Nel caso di ritrovamento, la prima cosa da fare è fotografare la sospetta meteorite dove si trova senza spostare niente e misurare le coordinate GPS. Successivamente raccoglierla con i guanti, avvolgerla delicatamente in un pezzo pulito di carta assorbente da cucina e riporla in un contenitore atto a proteggerla, come un vasetto di vetro. Ovviamente va avvisato il team di Prisma che provvederà alla analisi del caso per stabilire se si tratta davvero di una meteorite o di un sasso terrestre.

Lo strewn field della meteorite di Sospiro calcolato dal team di Prisma per diversi possibili valori della massa. Come si vede le meteoriti più piccole si trovano verso il Po, mentre quelle di dimensioni maggiori cadono nella periferia est di Sospiro.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante fireball di magnitudine -9 ripreso dalla rete Prisma il 23 maggio alle 21:22 UT. Vi avevamo anche anticipato che era molto probabile l'arrivo al suolo, nella provincia di Cremona, di uno o più residui del meteoroide che aveva dato origine al fireball, in particolare i calcoli indicavano il comune di Sospiro come "epicentro" della caduta.

Dopo le opportune verifiche da parte degli esperti di Prisma è risultato che la probabilità di ritrovare al suolo delle meteoriti associate a questo evento è alta, quindi stamattina 28 maggio una dozzina di volontari guidati da Daniele Gardiol (INAF-OATo),  coordinatore nazionale del progetto Prisma, hanno iniziato le ricerche sul campo.

La base operativa è stata il bar California di Sospiro, dove i volontari si sono ritrovati alle 9 per fare il punto e dare inizio alle ricerche. Lo strewn field da esplorare è piuttosto ampio, infatti la traiettoria del bolide aveva un'inclinazione di soli 34° rispetto al suolo, quindi la possibile zona dove possono essere ritrovate delle meteoriti nel range di massa 50 - 1000 grammi è lunga 9 km e larga circa 500 metri, per un totale di 4,5 kmq. La metà est del paese di Sospiro coincide con lo strewn field delle meteoriti da 500 g, mentre a nord del paese si trova lo strewn field per le meteoriti da 1000 g. Verso il Po invece si dovrebbero trovare le meteoriti più piccole. La zona non è facile da esplorare per via delle coltivazioni e delle case che rendono non lineare la strategia di ricerca. Una situazione molto più difficoltosa rispetto alla ricerca di meteoriti nei deserti o in Antartide, dove il contrasto fra meteorite e suolo è massima.

Nel caso di effettivo ritrovamento, sarebbe la terza meteorite italiana di cui - grazie a Prisma - si conosce l’orbita. La prima è stata la meteorite Cavezzo il cui recupero è avvenuto ai primi di gennaio 2020 e la seconda è stata la meteorite Matera, caduta la sera del 14 febbraio di quest’anno e recuperata poco dopo. Delle circa 70.000 meteoriti recuperate sulla Terra solo per 45 si conosce l’orbita e fino a pochi anni fa, prima dell'era Prisma, l’Italia era assente da questo elenco.

Se vi trovate dalle parti di Sospiro e vi capita di vedere al suolo una pietra scura o un frammento metallico di qualche centimetro di diametro con i bordi arrotondati e una patina simile alla fuliggine, allora potrebbe essere una meteorite: non toccatela, fate una foto, prendete nota delle coordinate GPS e contattate direttamente Daniele Gardiol, ai seguenti riferimenti: daniele.gardiol@inaf.it – tel. 3491977591.

Lo strewn field della caduta del 23 maggio 2023 alle 22:21 UT. Le meteoriti di massa maggiore sono in alto, quelle di massa minore sono in basso. Il nord è in alto, l'est a destra (Crediti: Prisma/INAF).
Il bar California di Sospiro base operativa per la ricerca delle meteoriti. I volontari si sono ritrovati alle 9 per dare inizio alle ricerche sul campo.
Foto di gruppo dei volontari alla caccia della "meteorite di mezzanotte".
La ricerca di meteoriti in un campo di mais nei dintorni di Sospiro.

 

 

La notte del 24 maggio potrebbe essere ricordata come “la notte dei fireball”. Due meteore molto luminose (“bolidi”) hanno infatti solcato i cieli italiani, la prima poco dopo la mezzanotte e la seconda a notte fonda, verso le quattro e mezza del mattino. La prima ha interessato i cieli del Nord, la seconda la Sardegna. Ma mentre quest’ultima ha attraversato l’atmosfera troppo rapidamente e si è estinta a una quota troppo alta per poter aver dato luogo alla caduta di una meteorite (“fall” in gergo tecnico), la prima, avvistata da ben 11 camere della rete Prisma, potrebbe invece regalarci una bella sorpresa. Sarebbe la terza, dopo il ritrovamento della meteorite Cavezzo, avvenuto ai primi di gennaio del 2020 e della meteorite Matera , informalmente chiamata meteorite di San Valentino perché caduta la sera del 14 febbraio. Entrambe queste meteoriti sono state ritrovate grazie alle “detection” delle camere della rete di Prisma e ai calcoli degli esperti sulla possibile area di caduta.

Il bolide delle 22:21 UT del 23 maggio 2023 ripreso dalla camera Prisma di Piacenza.

Concentriamoci quindi sul primo avvistamento, ripreso dalle camere Prisma di Pino Torinese, Rovigo, Piacenza, Felizzano, Codogno, Cecima, Merate, Savignano, Montelupo Fiorentino, Chianti e Ravenna. I calcoli preliminari eseguiti dagli astronomi della rete Prisma indicano che il fireball è stato ripreso a partire da 75 km di quota, quando aveva una velocità di 15,8 km/s e si è estinto a 25 km di altezza con una velocità di circa 5 km/s. Nel complesso l'evento ha avuto una durata di circa 6 s. La velocità in atmosfera è tipica di un oggetto di origine asteroidale; in effetti l'orbita eliocentrica è quella caratteristica di un asteroide Apollo, con afelio poco oltre l'orbita di Marte e perielio fra le orbite di Venere e della Terra. Nel caso in cui qualche frammento abbia raggiunto il suolo, la parte più consistente potrebbe essere caduta nel comune di Sospiro (a est di Cremona) mentre altri frammenti più piccoli potrebbero essere disseminati lungo il Po, nel territorio dei comuni di San Daniele Po e di Pieve d’Olmi.

Adesso, fin dalle prossime ore, gli esperti di Prisma raffineranno i calcoli e cercheranno di circoscrivere l’area interessata dalla possibile caduta, il cosiddetto “strewn field”, generalmente un’ellissi estesa per qualche km lungo i due assi principali. Nel caso in cui i calcoli rafforzassero l’ipotesi di una caduta al suolo verranno organizzate in loco squadre di ricerca aperte anche a volontari che verranno appositamente formati e che potranno affiancare gli esperti nella “caccia al meteorite di mezzanotte”.

Si può proprio definire così la notte fra il 23 e il 24 maggio 2023 appena trascorsa. Le camere della rete Prisma hanno lavorato senza sosta: il primo evento, un fireball di magnitudine assoluta -9, si è verificato alle 22:21 UT del 23 maggio; il secondo, con la stessa luminosità del primo, è stato catturato alle 02:32 UT del 24 maggio, ma andiamo con ordine.

Il primo fireball è stato ripreso da ben 10 camere Prisma: Pino Torinese, Rovigo, Piacenza, Felizzano, Cecima, Merate, Savignano, Montelupo Fiorentino, Chianti e Ravenna. Il fireball è stato ripreso a partire da 75 km di quota, quando aveva una velocità di 15,8 km/s e si è estinto a 25 km con una velocità di circa 5 km/s. Nel complesso l'evento ha avuto una durata di circa 6 s. La traiettoria proiettata al suolo indica una direzione di caduta quasi esattamente da sud verso nord, con inizio in prossimità del borgo di Miscoso (Appennino Reggiano), e termine vicino a San Secondo Parmense, in piena Pianura Padana. La velocità in atmosfera è quella tipica di un oggetto di origine asteroidale, in effetti l'orbita eliocentrica è quella tipica di un asteroide Apollo, con afelio poco oltre l'orbita di Marte e perielio fra le orbite di Venere e della Terra.

Il bolide delle 22:21 UT del 23 maggio 2023 ripreso dalla camera Prisma di Piacenza.

Il secondo fireball è stato ripreso dalle due camere Prisma della Sardegna, Sardinia Radio Telescope e Gennargentu, più una camera Fripon dalla Corsica. L'immagine ripresa dalla camera del Gennargentu è veramente spettacolare e mostra la scia del fireball che attraversa tutto il cielo passando quasi allo zenit. In questo caso il fireball è stato ripreso a partire dagli 85 km di altezza, quando aveva una velocità di circa 20,5 km/s, e si è estinto a 44 km con una velocità di 16 km/s, con una durata di quasi 8 s. Data l'alta velocità finale tutto il meteoroide è andato distrutto nella fase di rientro e non ha mai iniziato la fase di volo buio. Proiettando la traiettoria al suolo, il fireball si è mosso da nord-est verso sud-ovest, con punto iniziale sul Mare Tirreno e punto finale vicino a Villanova Tulo, nella subregione del Sarcidano. Anche questo meteoroide però aveva un'orbita di tipo Apollo tipicamente asteroidale, con afelio poco oltre Marte e perielio circa all'altezza dell'orbita di Venere.

Il bolide delle 02:32 UT del 24 maggio 2023 ripreso dalla camera Prisma del Gennargentu.

 

Alle 22:50:09 UT del 13 febbraio 2023 un brillante fireball di magnitudine assoluta -7,5 è stato ripreso dalle camere PRISMA di Navacchio, Loiano, Montelupo Fiorentino, Chianti, Perugia, Ravenna ed Elba. Dai risultati della triangolazione di queste 7 camere risulta che il bolide ha iniziato a essere visibile a circa 76 km di quota, con una velocità iniziale in atmosfera di circa 17,3 km/s. Il bolide ha proseguito la sua corsa fino a estinguersi a 34 km di quota, con velocità finale di circa 9 km/s e una durata complessiva di appena 3 s. Considerata l'elevata velocità finale, l'intero meteoroide è andato dissolto e non ci sono meteoriti. Proiettando al suolo la traiettoria, il bolide è partito sulla verticale di Montelupo Fiorentino e si è estinto sopra Prato, seguendo una traiettoria da sud-ovest verso nord-est. Tramite l'IMO, PRISMA ha ricevuto alcune testimonianze visuali del bolide, che viene descritto di un colore verde-giallo, scia persistente e senza frammentazione. In effetti nella curva di luce raccolta dalle camere non si notano picchi di luminosità che possano far pensare a una frammentazione in volo del meteoroide.

L'orbita eliocentrica del meteoroide risulta di tipo asteroidale ossia a bassissima inclinazione sull'eclittica, afelio nella main belt e perielio fra Venere e la Terra: tipica di un oggetto Apollo.

Il bolide IT20230213T225009 ripreso dalla camere PRISMA di Montelupo Fiorentino, ospitata dall'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" (K83).

Nella prima mattina del 31 gennaio 2023 alle 03:36:44 UT un discreto bolide di magnitudine assoluta -7 è stato ripreso da 13 stazioni della rete Prisma coordinata dall'INAF:

Rovigo, Navacchio, Scandiano, Loiano, Trieste, Agordo, Camerino, Trento, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Chianti, Ravenna e Novezzina.

Il bolide ha iniziato a rendersi visibile a 105 km di quota, quando si muoveva alla velocità di ben 50 km/s, estinguendosi a 77 km dopo appena 3,4 secondi. Al momento dell'estinzione del bolide la velocità era ancora superiore a 40 km/s: questo indica che l'estinzione è avvenuta a causa dell'ablazione completa del meteoroide. Nessun frammento può essere arrivato al suolo.

Proiettando la traiettoria a terra, si vede che il bolide ha avuto il punto iniziale della traiettoria a Spodnja Branica, un piccolo villaggio della Slovenia, mentre il punto finale è a Lamon, un comune della provincia di Belluno. Verso la parte finale della traiettoria il bolide è passato vicino alla zenit della cittadina di Feltre, sempre nel bellunese. La scia del bolide non presenta flare notevoli, quindi l'ablazione è stata relativamente uniforme.

Dall'orbita eliocentrica percorsa prima di incontrare la Terra si vede che si è trattato di un piccolo meteoroide cometario, infatti l'afelio cade oltre l'orbita di Nettuno.

Il bolide del mattino del 31 gennaio 2023 ripreso dalla stazione Prisma di Agordo della Associazione Meteoriti Italia.

il 10 gennaio 2023 alle 22:09:17 UT un brillante bolide di magnitudine assoluta -8,5 è stato ripreso da ben 12 camere PRISMA del nord e centro Italia e da una della rete francese FRIPON in Corsica. Le stazioni coinvolte sono state: Biguglia, Rovigo, Navacchio, Piacenza, Loiano, Trento, Vicenza, Montelupo FiorentinoChianti, Perugia, Ravenna, Novezzina e Busalla.

Il bolide è stato ripreso a partire da 86 km di altezza quando si muoveva con una velocità iniziale di circa 25 km/s, e si è estinto a 35 km di quota. Proiettando al suolo la traiettoria si vede che l'inizio della fase di bolide è caduta sul Mar Ligure prospiciente la città di Massa. Il bolide si è poi diretto verso nord-ovest, passando in prossimità del golfo della Spezia (detto anche golfo dei Poeti), ha proseguito passando allo zenit di Santo Stefano di Magra e del monte Mazzerino, infine si è estinto pochi km oltre. Al momento dell'estinzione la velocità finale era ancora di circa 12 km/s quindi il meteoroide si è estinto prima di iniziare la fase di volo buio che inizia a circa 3-4 km/s, questo indica che nessun residuo è arrivato al suolo. L'orbita eliocentrica del meteoroide ha l'afelio nell'orbita di Giove e il perielio circa all'altezza dell'orbita di Venere. Ne deriva che il semiasse maggiore è di 2,9 au, mentre l'eccentricità è 0,76 valori tipici di un'orbita di tipo cometario, probabilmente si è trattato di un meteoroide appartenente a una delle numerose comete della famiglia di Giove.

A PRISMA sono arrivate ben 18 osservazioni visuali in cui il bolide viene descritto per lo più di colore blu-verde, ma con fasi in cui si è presentato di colore bianco e giallo.

Il bolide del 10 gennaio 2023 delle 22:09 UT ripreso dalla stazione PRISMA della Stazione Osservativa di Loiano dell'INAF-OAS (Crediti: PRISMA/INAF-OAS).

 

 

Salvo sorprese in questa manciata di ore che ci separano dalla fine dell'anno, l'ultimo bolide italiano di buona luminosità del 2022 è stato osservato fra Basilicata e Campania. Le camere di Tricase, Vasto e Savelli della rete PRISMA lo hanno immortalato alle 20:02:15 UT del 28 dicembre. La durata del bolide è stata di appena 1 secondo e in questo breve intervallo di tempo è passato da una quota iniziale di 86 km sulla superficie terrestre a una finale di 65 km, altezza a cui è avvenuta l'estinzione del meteoroide.  Quando un bolide molto luminoso ha una durata così breve significa che la velocità d'ingresso in atmosfera è elevata: nel nostro caso il valore determinato dalla camere PRISMA è stato di 31 km/s, una valore superiore a quello di un tipico meteoroide asteroidale, che generalmente oscilla fra 15 e 20 km/s. Se si proietta al suolo la traiettoria del bolide si vede che è diretta da est verso ovest, con l'inizio in prossimità del paese di Calvello (provincia di Potenza), mentre la fine coincide con Atena Lucana (provincia di Salerno).

La curva di luce del bolide è stata molto regolare, senza picchi improvvisi a indicare episodi di frammentazione. La magnitudine assoluta del bolide ha raggiunto un picco di -10,2 a circa 72 km di quota, poi la luminosità è diminuita in modo regolare fino ad arrivare alla magnitudine -3,7 al momento dell'estinzione. L'orbita percorsa dal meteoroide era molto eccentrica (e=0,84) e a bassa inclinazione sull'eclittica, con l'afelio poco entro l'orbita di Giove e il perielio poco all'interno dell'orbita di Mercurio. Considerato che il parametro di Tisserand rispetto a Giove è inferiore a 3, probabilmente era un meteoroide di tipo cometario appartenente a una cometa della famiglia di Giove.

Il bolide del 28 dicembre 2022 alle 20:02 UT ripreso dalla camera PRISMA di Vasto in provincia di Chieti in Abruzzo (Crediti: PRISMA).

Puntuale come tutti gli anni, fra il 14 e il 15 dicembre si verifica il massimo dello sciame delle Geminidi, provocato dai meteoroidi persi nello spazio dagli asteroidi (2300) Phaethon e (155140) 2005 UD. Le Geminidi sono uno sciame piuttosto intenso, con uno ZHR di circa 120 meteore/ora, inoltre la corrente è formata da meteoroidi rocciosi e non cometari come nella maggior parte degli altri sciami come le Perseidi e le Leonidi, quindi sono in grado di generare un buon numero di bolidi che possono essere facilmente rilevati dalle camere della rete PRISMA.

Il meteo sulla Penisola non è stato molto favorevole, ma il sud dell'Italia ha goduto di discrete condizioni di cielo sereno e le camere PRISMA siciliane di Isnello (Parco Astronomico GAL Hassin), Racalmuto (Associazione Astrofili Majorana), Palermo (Osservatorio Astronomico Amatoriale Bobhouse di Roberto Zagarella) e Serra la Nave (INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania) hanno lavorato senza sosta. Ecco una carrellata dei bolidi più interessanti rilevati.

Il bolide a nord di Cefalù ripreso dalla camera di Isnello (Crediti: PRISMA/INAF).

Il primo fireball è stato rilevato alle 22:12:27 UT del 14 dicembre dalle camere di Isnello, Palermo e Racalmuto nel cielo a nord-ovest di Ustica, in pieno mar Tirreno. La direzione percorsa dal bolide era da est verso ovest e ha raggiunto una magnitudine assoluta di -6,5. L'inizio della fase di fireball è stata a 88 km di quota per terminare a 56 km con una durata di appena 1,3 secondi. La velocità di ingresso in atmosfera era di 36 km/s, in buon accordo con quella attesa per le Geminidi, così come l'orbita eliocentrica: a moderata inclinazione sull'eclittica (24°) con afelio a 0,14 au e perielio a 2,7 au.

Alle 23:25:27 UT nuovo bolide di mag assoluta -6,0 rilevato ancora dal trio Isnello-Palermo-Racalmuto a nord-ovest di San Vito lo Capo. La direzione di percorrenza ancora da est verso ovest, inizio a 90 km con estinzione a 54 km, durata di 1,2 s e velocità di 36 km/s.

Passa qualche ora e alle 03:04:51 UT del 15 dicembre le stazioni di Isnello, Racalmuto e Serra La Nave rilevano un bolide di mag assoluta -4,7 che stavolta si proietta sulla terraferma, con traiettoria da Caltagirone verso Francofonte. In questo caso la quota di inizio è stata di 93 km con estinzione a 55 km, durata di 1,3 s, stessa velocità atmosferica dei precedenti. Notare la direzione da ovest verso est percorsa dal bolide a differenza dei primi due che si muovevamo da est verso ovest. Questo cambiamento di direzione dei bolidi è dovuto alla rotazione terrestre perché la direzione di arrivo dei meteoroidi è rimasta la stessa.

L'ultimo bolide della nottata è stato alle 04:11:33 UT, rilevato dalla coppia Isnello-Racalmuto. Si è trattato di un bolide di mag -4,5 rilevato in mare pochi km a nord di Cefalù, ovviamente con direzione di movimento da ovest verso est. In questo caso l'inizio è stato a 90 km di quota con estinzione a 56 km, durata di 1,2 s.

In tutti questi casi nessun frammento è giunto al suolo, i meteoroidi che hanno generato i bolidi osservati erano troppo piccoli. PRISMA ha anche ricevuto una decina di segnalazioni visuali di bolidi, dalla Sicilia ovviamente, ma alcune anche dalla Lombardia e dal Piemonte: le Geminidi non deludono mai.

Alle ore 23:38:36 UT del 16 novembre 2022 un brillante bolide di magnitudine assoluta -9,2 è stato ripreso dalle camere Prisma di Medicina, Camerino, Trento, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Chianti, Novezzina e Vasto (Fripon 19390). Nel complesso l'evento è durato solo 1,2 s con il bolide che si è reso visibile da 112 km di quota per estinguersi completamente a 89 km. Proiettando al suolo la traiettoria si vede che l'intero evento si è sviluppato sul mare Adriatico, con una traiettoria percorsa grossomodo da est verso ovest con termine appena oltre le acque territoriali italiane, di fronte a Ravenna. La breve durata del bolide è dovuta all'elevata velocità di ingresso in atmosfera: 71 km/s, vicino al limite di 72 km/s oltre al quale il meteoroide non appartiene più al sistema solare. Velocità atmosferiche così elevate sono tipiche di meteoroidi di origine cometaria. In effetti l'orbita eliocentrica di questo oggetto, a bassa inclinazione sull'eclittica, ha il perielio all'altezza della Terra, mentre l'afelio è compreso fra le orbite di Saturno e Urano. Possiamo quindi dire che un piccolo frammento cometario si è disintegrato nel cielo dell'Adriatico senza dare luogo a caduta di frammenti macroscopici.

Il bolide del 16 novembre 2022 delle 23:38:36 UT ripreso dalla camera Prisma di Medicina (BO).