di Mario Di Martino

Il 13 e 14 gennaio scorso a Renazzo e a Cento, in provincia di Ferrara al confine con quella di Bologna, si è svolto un convegno, che ha coinvolto le scuole e il pubblico, per commemorare i 200 anni della caduta della meteorite Renazzo.
La caduta, secondo le cronache del tempo, si verificò la sera del 15 gennaio 1824, anche se ci sono molte ragioni per sospettare che sia avvenuta il primo giorno dell’anno.
La meteorite Renazzo è una rara condrite carbonacea che è la capostipite del gruppo chimico CR. A oggi, sommando tutti i frammenti conservati nei musei e nelle collezioni private, la massa totale è di poco superiore a 1 kg. Il frammento di maggiori dimensioni della meteorite di Renazzo – circa 441 g in origine, ora ridotti a 307 g – è oggi conservato al Museo mineralogico dell’Università di Bologna, ma per l’occasione è stato esposto presso la Civica Pinacoteca di Cento.
La manifestazione ha avuto un grande successo di pubblico, vedendo coinvolte le scuole della zona e un gran numero di persone che hanno affollato la sala F. Zarri di Cento nel pomeriggio di domenica 14 nel corso della conferenza che ha visto la presentazione dei risultati di numerose ricerche storiche e scientifiche relative a questa storica meteorite.
Al termine, da parte di M. Di Martino, è stato illustrato il progetto PRISMA e, a seguito di questa presentazione, una scuola di Cento si è resa disponibile ad installare un nodo della rete grazie al finanziamento garantito da parte di una banca.

Programma dell’evento:

Sabato 13 Gennaio

- ore 10.30 presso piazza F. Lamborghini

Inaugurazione monumento commemorativo alla presenza della Banda Rosso Mattone

Conferenza di divulgazione scientifica

14:30 - Saluto del preside, professori e autorità
14:40 - Orchestra Flic (orchestra dei Ragazzi di Renazzo)
15:00 - Studenti a caccia di micrometeoriti (T. Mazzi, M. Bianchi, proff. e studenti delle scuole medie di Renazzo)
15:20 - Apophis e gli asteroidi killer: perché sono importanti gli studi sulle meteoriti (F. Bernardi - SpaceDys Services)
15:50 - Proiezione storica recitata (Ass. Amici del Museo, Aula magna scuole medie di Renazzo)
16:30 - Meteoriti: cosa sono, da dove arrivano e come riconoscerle (A. Fazio – Meteoriti Italia)
16:50 - Renazzo un universo in casa (G. Cevolani - CNR Bologna)
17:30 fine lavori

Domenica 14 Gennaio

- ore 14.30 presso Sala 'F. Zarri' a Cento

Conferenza pubblica: LA METEORITE DI RENAZZO

14:30 - Saluto Autorità
14:40 - L’eredità della meteorite di Renazzo al bicentenario della caduta (G. Cevolani - CNR Bologna)
15:00 - La meteorite di Renazzo e l’origine del sistema solare (L. Folco - Università di Pisa)
15:20 - La meteorite di Vigarano (E. Trevisani - Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara)
15:40 - Polvere di asteroidi. Storie di campionamenti spaziali: Itokawa, Bennu e Ryugu. (A. Fazio – Meteoriti Italia)
16:00 - La Collezione di Mineralogia Museo ‘Luigi Bombicci' – (G. Gasparotto - Università di Bologna)
16:45 - Microsferule extraterresti nel sottosuolo del campo Gallerani (T. Mazzi - Astrofili Centesi)
17:00 - Studenti a caccia di micrometeoriti (T. Mazzi e M. Bianchi Astrofili Centesi – scuole medie di Renazzo
17:15 - I tre misteri irrisolti della meteorite di Renazzo (N. Borghi - Università di Bologna , S. Zannarini - Liceo Scienze Applicate ISIT Bassi-Burgatti di Cento)
17:30 - Progetto Prisma (M. Di Martino - INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino)     

Lo sciame meteorico delle Geminidi è fra i più intensi che si possano vedere nei cieli terrestri, ma è molto meno famoso dello sciame delle Perseidi visibili nelle notti attorno al 12-13 agosto (popolarmente chiamate "Lacrime di San Lorenzo"), perché il picco delle Geminidi si verifica il 14 dicembre. A differenza degli altri sciami meteorici che sono, per lo più, di origine cometaria, il corpo progenitore dei meteoroidi delle Geminidi è l'asteroide near-Earth (2300) Phaethon che, con il suo diametro di 5 km, è nell'elenco dei circa 1000 NEO noti con un diametro superiore a 1 km. Ci sono diversi meccanismi fisici che possono essere invocati per spiegare l'attività di Phaethon. In passato sono stati esaminati gli effetti delle temperature estreme che l’asteroide sperimenta al perielio quando passa a sole 0.14 au dal Sole, con valori che possono raggiungere i 1000 K. Questi studi avevano mostrato che il ciclo dell’escursione termica può frammentare i massi superficiali dell'asteroide che diventerebbero così una sorgente di polvere e detriti che potrebbero essere espulsi dalla superficie alimentando il flusso di meteoroidi associato. Per via di questa attività peculiare si considerava Phaethon come una “cometa di roccia”. Tuttavia, è improbabile che la sola fratturazione termica produca un’accelerazione sufficiente per consentire a polvere e frammenti di superare la velocità di fuga e abbandonare Phaethon. Nel 2021 fu pubblicato un paper che considerava il sodio come l'elemento responsabile dell'attività di Phaethon. L’idea di base è che la sublimazione del sodio presente nella matrice rocciosa del corpo faccia un po' le veci del vapore d’acqua in una cometa tradizionale. Questo meccanismo spiegherebbe anche il motivo della scarsità di sodio nelle meteore delle Geminidi: il sodio verrebbe perso nello spazio permettendo a polvere e frammenti di lasciare la superficie dell’asteroide. La scoperta che la coda sviluppata da Phaethon al perielio è composta per lo più di sodio neutro avvalora questa ipotesi.

Una rappresentazione schematica della corrente di meteoroidi che, intersecando l'orbita terrestre, da luogo allo sciame meteorico delle Geminidi (crediti: Nasa/Johns Hopkins Apl/Ben Smith).

Qualunque sia il meccanismo fisico che permette a Phaethon di disseminare meteoroidi nello spazio, anche quest'anno le Geminidi non hanno deluso. Pur essendo meteoroidi troppo piccoli per poter dar luogo a delle cadute, le meteore delle Geminidi sono abbastanza luminose da poter essere rilevate dalle camere della rete Prisma che, pur essendo concepita per i fireball, è comunque in grado di seguire l'attività degli sciami annuali maggiori. Sono state un centinaio le segnalazioni di bolidi giunte dalle stazioni di Prisma e sarebbe impossibile elencarli tutti. Ne abbiamo scelto due rappresentativi.

Il primo fireball è stato osservato alle 19:36:32 UT del 14 dicembre dalle camere di Navacchio, Piacenza, Cecima, Arcetri, Trento, Chianti e Novezzina. Il bolide ha iniziato la sua corsa a 97 km di quota e si è estinto a 50 km, con una durata complessiva di soli 3 secondi. La traiettoria proiettata al suolo va da Steinach am Brenner in Austria e termina a Sent in Svizzera, con una traiettoria da nord-est verso sud-ovest. La velocità in atmosfera del meteoroide era quella tipica di una Geminide, ossia 35 km/s, e l'orbita eliocentrica è quella che ci si aspetta: perielio ben dentro l'orbita di Mercurio e afelio poco oltre l'orbita di Marte. Questo fireball essendo in prima serata ha avuto anche decine di testimoni oculari, che l'hanno segnalato a Prisma tramite l'IMO.

Così ci descrive questo fireball Federico P. che l'ha osservato mentre si trovava in macchina a Vimodrone, in Lombardia: <<Estremamente luminoso tanto da distrarmi durante la guida, molto duraturo, di colore verde e la parte più bella è stata la frammentazione finale in circa 5/7 frammenti che hanno continuato per un altro secondo a bruciare in atmosfera.>>

Molto bella anche le immagini catturate dalla webcam dell'Osservatorio Astronomico della scuola Filzi di Laives di Bolzano, che mostra bene quanto sia stato brillante il fireball, di un bel colore verde.

L'immagine composta del fireball delle 19:36:32 UT del 14 dicembre 2023 ripreso dalla webcam dell'Osservatorio Astronomico della scuola Filzi di Laives (BZ). Crediti: Gianni Casalnuovo e Roberto Chinaglia.

Il secondo fireball delle Geminidi che vi segnaliamo è stato quello delle 03:10:15 UT del 15 dicembre 2023, ripreso dalle camere Prisma di Gorga, Capua, Camerino, Roma, Civitanova Marche, Chianti, Piombino, Perugia e Amelia. In questo caso il bolide si è reso visibile a 98 km e si è estinto a 45 km di quota, con una durata di 1.6 secondi. La velocità era quella di una tipica Geminide, 35 km/s, e anche l'orbita eliocentrica è simile a quella del primo bolide, come ci si aspetta da meteoroidi che appartengono alla stessa corrente. La traiettoria al suolo di questo secondo fireball va da Palmiano verso Offida, nelle Marche, quindi da ovest verso est. Si noti il cambio di direzione rispetto al primo bolide, dovuto al fatto che mentre in prima serata il radiante delle Geminidi si trova a est, all'alba è verso ovest, di conseguenza cambia la direzione di arrivo dei fireball. Infine, una menzione speciale va alle camere Prisma di Piombino ed Elba, per le numerose Geminidi che hanno triangolato in coppia, davvero una performance notevole.

Insomma, fra le notti astronomicamente speciali dell'anno, va inclusa senz'altro anche la notte fra il 14 e il 15 dicembre, quando le Geminidi raggiungono il massimo di intensità: le polveri di Phaethon che si disintegrano in atmosfera non deludono mai.

Il fireball delle Geminidi delle 03:10:15 UT del 15 dicembre 2023 ripreso dalla camera Prisma di Civitanova Marche.

 

Il 26 novembre 2023 alle 20:08:09 UT un brillante fireball è stato ripreso dalle camere Prisma di Agordo, Trento e Rovereto. Dai dati delle camere risulta che il bolide si è reso visibile a partire da 77 km di quota e si è estinto a 30 km d'altezza, percorrendo una traiettoria inclinata di circa 60° in soli 4 secondi. Se si proietta al suolo la traiettoria del fireball, l'inizio cade in prossimità del paese di Frontale (Valtellina), mentre la fine cade in prossimità di Livigno: una traiettoria percorsa da sud-est verso nord-ovest.

La velocità del meteoroide prima dell'ingresso in atmosfera era di circa 14,5 km/s, mentre nel momento dell'estinzione era di 10 km/s: una valore ancora alto, il che indica che il meteoroide è stato completamente ablaso durante la caduta in atmosfera e che al suolo non ci sono meteoriti. L'orbita eliocentrica seguita dal meteoroide risulta di tipo Apollo con afelio nella Fascia Principale degli asteroidi e perielio poco interno all'orbita terrestre.

Sono diverse decine le testimonianza visuali raccolte dalla rete Prisma, provenienti da Trentino, Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Il bolide viene descritto di colore arancione, rosso e bianco, con una scia "fiammeggiante", mentre la magnitudine apparente stimata oscilla da -7 a -10. Una bella sequenza della caduta del bolide è stata ripresa casualmente dalla dashcam di un'automobilista che si trovava a Felino in provincia di Parma che mostra molto bene la scia del fireball durante la caduta verso il suolo. L'ora indicata dalla dashcam non coincide con quella rilevata da Prisma, ma probabilmente l'orologio della dashcam era avanti di circa 44 minuti. La durata, la ripida inclinazione della traiettoria e la scia corrispondono invece ai dati raccolti da Prisma e dalle testimonianze visuali.

Molto spettacolare l'immagine del fireball ripresa da Laives (Trentino), da Giovanni Battista C., che ha stimato il bolide di mag. -7,7. Nell'immagine sono visibili almeno tre flare, corrispondenti ad altrettante frammentazioni del meteoroide.

Immagine del fireball IT20231126T200809 ripreso dalla camera Prisma di Rovereto (Crediti: Prisma/INAF).
Un frame del video ripreso da Felino (PR) relativo al bolide IT20231126T200809 e pubblicato dalla Gazzetta di Parma.
Immagine del bolide ripresa da una videocamera di sorveglianza posta a Laives in Trentino (Crediti: Giovanni Battista C.)

Si terranno a Prato il 17 e 18 novembre 2023 i PRISMA Days 2023, quinta edizione del meeting del Progetto PRISMA.
Qualche mese dopo il nostro ultimo meeting nel Novembre 2022, PRISMA ha rinnovato il suo successo con il ritrovamento della meteorite Matera il 17 Febbraio 2023. Il ritrovamento è avvenuto soli tre giorni dall'avvistamento del bolide di San Valentino, un caso analogo al recupero della meteorite Cavezzo nel 2020.
Questa edizione dei PRISMA Days sarà l'occasione per aggiornare la comunità di PRISMA sullo stato dei lavori, sulle novità e progressi dell'ultimo anno.
L’evento si svolgerà presso la Media Library di Prato, Via Fabio Filzi 39/U
Nella giornata del 18 Novembre è inoltre previsto un "Corso per il recupero di meteoriti", aperto a tutti gli interessati che vogliano contribuire alle attività di ricerca sul campo e che prevederà una formazione teorica e pratica sulla ricerca e recupero di meteoriti.

La pagina per l'iscrizione: https://indico.ict.inaf.it/event/2601/

La scadenza per le registrazioni è fissata per mercoledì 8 Novembre. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il dettaglio del programma del meeting.

Fra i fireball progenitori di meteoriti triangolati dalla rete Prisma, ne mancava uno insulare. Con l'evento dell'8 ottobre 2023 delle 21:53:30 UT (23:53:30 ora locale), questa lacuna è stata colmata e l'isola fortunata è stata la Sardegna. Vediamo come sono andate le cose e dove andare alla ricerca delle meteoriti.

Tutto è iniziato con la ripresa del fireball in oggetto da parte di due camere Prisma sarde, quella del Sardinia Radio Telescope (Inaf - Osservatorio Astronomico di Cagliari) e del Gennargentu (Sardegna Clima ONLUS). Anche con i dati di due sole camere si può triangolare e ricostruire la dinamica del meteoroide. In base ai risultati dei calcoli fatti dal team di Prisma, il fireball si è reso visibile a 78,3 km di altezza e si è estinto a 28,0 km. La traiettoria, percorsa con direzione da sud-est verso nord-ovest, era molto inclinata rispetto alla superficie terrestre, ben 77,6° e i suoi 51,5 km di lunghezza sono stati percorsi in soli 3,6 secondi, che è stata la durata complessiva della fase di fireball.

In un fireball quello che conta per ricostruire la dinamica è soprattutto la velocità: all'inizio della traiettoria luminosa il meteoroide si muoveva a 16,5 km/s, tipica di un corpo di origine asteroidale, mentre alla fine la velocità era scesa a 4,2 km/s. In effetti l'orbita eliocentrica calcolata a partire dalla posizione e dalla velocità del meteoroide prima dell'ingresso in atmosfera ha il perielio all'altezza dell'orbita di Venere, mentre l'afelio cade appena oltre quello di Marte: si tratta di un'orbita asteroidale di tipo Apollo.

Chi ci segue sa bene che una quota finale compresa fra 20 e 30 km associata a una velocità finale vicina ai 3 km/s implica la sopravvivenza all'ablazione di una parte del meteoroide originario. In questo caso è stata stimata una massa finale di 160 ± 60 g, pari a una meteorite del diametro di circa 4-5 cm, un oggetto piccolo che però vale la pena cercare. Dove può essere la meteorite?

Il bolide IT20231008T215330 ripreso dalla camera Prisma del Sardinia Radio Telescope. La traccia è molto breve perché la traiettoria era molto inclinata rispetto alla superficie terrestre (Crediti Prisma/INAF).

La posizione del punto iniziale della fase di volo buio, si colloca alle coordinate geografiche Lat. 39,524704° N, Long. 9,381684° E. Questa posizione cade nella periferia del centro abitato di Armungia, paesino di 400 abitanti posto a 65 km da Cagliari.

Per identificare lo strewn field, ossia la zona dove andare alla ricerca della meteorite, bisogna tenere conto della direzione dei venti e della loro velocità al variare della quota rispetto alla superficie terrestre. Per ottenere il profilo atmosferico ci siamo affidati, come sempre, a Raffaele Salerno del centro Meteo Expert. Il risultato dei calcoli fatti dal team di Prisma ci dice che lo strewn field è di forma allungata e si trova a circa 1,1 km a nord-ovest del centro di Armungia. La zona è impervia e ricca di boschi, ma grazie all'alta inclinazione della traiettoria lo strewn field per meteoriti con una massa nel range 50-200 g è lungo solo 800 m e largo ± 200 m, per una superficie totale di 320.000 m². Vicino ad Armungia si trovano le meteoriti leggere da 50 g (Lat. 39,5246° N; Long. 9,3683° E), mentre all'estremità opposta si trovano le meteoriti più massicce, quelle da 200 g (Lat. 39,5308° N; Long. 9,3643°).

Se vi capita di passare nei boschi intorno ad Armungia, date un'occhiata al suolo alla ricerca di sassi di colore molto scuro, opachi e di qualche centimetro di diametro: potrebbe essere la meteorite. In questo caso non toccate niente, fate una foto con lo smartphone, prendete nota delle coordinate Gps e inviate il tutto via email al Project Office di Prisma (prisma_po@inaf.it), i nostri esperti vi risponderanno il prima possibile per dirvi se si tratta di una meteorite e come raccoglierla nel modo più corretto. In alternativa, potete chiamare direttamente il Coordinatore Nazionale di Prisma, Daniele Gardiol dell'Inaf-Osservatorio Astrofisico di Torino al numero 349 197 7591. Buona ricerca!

Lo strewn field (ellisse rossa), associato al fireball IT20231008T215330 cade a poca distanza del paesino di Armungia (Crediti: Prisma/INAF).

Il 10 settembre 2023, circa alle 23:30 UT un brillante fireball è stato visto da più di 80 testimoni in tutta Italia. Purtroppo le camere Prisma non hanno rilevato il bolide, quindi non siamo in grado di darvi la consueta descrizione accurata di quello che è successo e la sua provenienza.

In base alle testimonianze visuali raccolte dal form dell'IMO il bolide (evento 5264-2023), ha avuto una durata di circa 3 secondi, ha mostrato tutta una sequenza di colori - blu elettrico, verde smeraldo, giallo acceso e bianco - ha avuto un intenso flare finale (indice di frammentazione) e la scia di plasma, generata durante la caduta in atmosfera, era persistente con una durata di 10 secondi.

La probabile traiettoria proiettata al suolo, stimata dall'IMO in base alle osservazioni visuali, ci dice che il bolide si è mosso lungo la direttrice Recanati-Assisi, verso quest'ultima cittadina. Pur essendo un fireball sull'Italia centrale è stato osservato da nord a sud, da Palermo a Milano e questo indica un'alta quota e velocità del fenomeno di caduta. Probabilmente era un meteoroide di origine cometaria.

Mappa che mostra la posizione dei testimoni visuali e la probabile traiettoria proiettata al suolo del bolide del 10 settembre 2023 delle 23:30 UT (Crediti: IMO).

Alle 18:42 UT del 6 settembre 2023, ossia in prima serata, le camere Prisma di Rovigo, Cecima, Agordo, Trento, Vicenza e Novezzina hanno ripreso un brillante bolide di magnitudine assoluta -6 con traiettoria percorsa da sud-est verso nord-ovest. La traiettoria proiettata al suolo parte da Trento e termina in prossimità della cima del Rothörnli Sud, una montagna delle Alpi svizzere alta 2740 m che si trova subito dopo il confine con l'Italia.

Il fireball è stato ripreso a partire da 87 km di quota e si è estinto a 44 km, per una durata totale di 6 secondi. La traiettoria percorsa era a bassa inclinazione sulla superfice terrestre, circa 17°, per questo motivo l'arco percorso in cielo è stato notevole, come mostrano le immagini riprese dalla stazione Novezzina ospitata dall'Osservatorio astronomico del Monte Baldo. Al momento dell'ingresso in atmosfera la velocità era di 26 km/s, mentre all'estinzione era scesa a 18 km/s: questo valore elevato della velocità finale indica che il meteoroide si è completamente consumato durante la caduta senza dare luogo a cadute.

Per quanto riguarda l'orbita eliocentrica, il perielio si colloca fra le orbite di Mercurio e Venere, mentre l'afelio arriva fin quasi a Saturno. Si tratta di un'orbita molto eccentrica, tipica di un meteoroide di origine cometaria. A Prisma sono giunte anche diverse testimonianze da parte di osservatori occasionali che hanno avuto la fortuna di vedere il bolide che viene descritto di colore giallo-arancione.

Il fireball del 6 settembre 2023 alle 18:42 UT ripreso dalla stazione Prisma Novezzina sul Monte Baldo.

di Meteoriti Italia APS

A Barcis (PN) sabato 26 e domenica 27 agosto p.v. si svolgerà il “4°BARCIS Meteorite Festival” dedicato esclusivamente alle meteoriti e articoli correlati.

Saranno presenti alcuni dei più importanti collezionisti e “cacciatori di meteoriti” italiani ed una qualificata rappresentanza di “cacciatori di meteoriti” stranieri.
Il visitatore che verrà a Barcis oltre a trovare tantissime meteoriti e campioni di rocce terrestri trasformate dall’impatto con enormi meteoriti, avrà l’opportunità di incontrare esperti del settore ed appassionati con i quali confrontarsi in un ambiente cordiale.
A differenza delle mostre-mercato di Minerali caratterizzate da vastissime esposizioni di materiali di varia natura, chi vuole procurarsi dei campioni troverà esposte a Barcis solo meteoriti e potrà così confrontare in tranquillità i campioni della tipologia prescelta, valutarne il prezzo e, se necessario, chiedere consigli.
La riconosciuta professionalità degli espositori presenti e la grande quantità di materiale extraterrestre esposto sono le garanzie della sicura natura dei campioni e dell’attualità dei prezzi proposti.
Meteoriti Italia APS, che è stata fondata per rendere popolari le meteoriti, non è coinvolta con la vendita di campioni però ritiene fondamentale offrire ai vecchi e nuovi appassionati questo momento d’incontro dove poter acquistare le meteoriti desiderate al giusto prezzo ed al riparo da fregature, sempre possibili quando si contrattano campioni rari e difficili da classificare.
Il 26 e 27 agosto la Terrazza di Palazzo Centi di Barcis sarà il luogo d’Italia con il più alto numero di meteoriti esposte al pubblico, una occasione imperdibile per tutti quelli che si interessano di meteoriti ed anche per chi, fino ad ora, non si è mai interessato.
Meteoriti Italia APS sarà presente con pubblicazioni, stampe, cartoline e francobolli dedicate alle meteoriti. Nel corso della manifestazione, a richiesta, saranno organizzati dei brevi laboratori su come riconoscere una meteorite da un sasso terrestre o da una scoria industriale, e suggerimenti su come cercare e recuperare meteoriti.
In questa edizione del “4°Barcis Meteorite Festival” troverete anche:
- il Dott. Daniele Gardiol, INAF (Istituto Nazionale Astro Fisica), responsabile del progetto PRISMA che, con uno stand dedicato, illustrerà il progetto e l’ultimo successo della nostra rete nazionale di monitoraggio dei Cieli che dopo Cavezzo ha permesso il ritrovamento di una seconda nuova meteorite italiana.
- Una piccola mostra preparata da Meteoriti Italia APS per ricordare i 70 anni dal
ritrovamento della meteorite “Barcis” e per illustrare anche le ricerche svolte negli ultimi anni per cercare ulteriori campioni di questa importante pallasite.
È un evento, a ingresso libero, pensato per tutti i meteoritici, neofiti ed esperti, per chi vuole avvicinarsi alle meteoriti e anche per chi ha trovato un “sasso strano” che pensa possa essere extraterrestre.

Ricorderete senz'altro il brillante fireball osservato alle 20:21 UT del 5 agosto 2023 da due camere della rete Prisma. Vi avevamo anticipato che c'era stata una caduta e ora possiamo dirvi dove andare a cercare le meteoriti.

Considerando il profilo della velocità e direzione dei venti per la zona della caduta, lo strewn field dove andare a cercare le meteoriti si colloca a Nord-Ovest dell'abitato di Macchia Valfortore, in Molise. Grazie all'elevata inclinazione della traiettoria del fireball la zona in cui cercare le meteoriti è abbastanza compatta, misura circa 2,5 x 0,7 km (1,7 kmq), quindi la probabilità di successo con una ricerca sistematica è elevata. Lo strewn field è quasi esattamente in direzione Nord-Sud, compreso fra la coppia di coordinate geografiche (41,59167° N, 14,90717° E) e (41,614012° N, 14,90778° E).

Lo strewn field della meteorite di Macchia Valfortore. A sinistra la zona delle meteoriti più leggere, a destra quelle più pesanti (Crediti: Prisma).

Quest'area è attraversata dalle ultime curve della SP39 poco prima di arrivare a Macchia Valfortore, quindi è possibile che qualche piccola meteorite si trovi direttamente sulla strada. Se qualcuno, abitante in zona, si imbattesse in un piccolo sasso - o in una serie di piccoli sassi - ricoperto da una patina scura (crosta di fusione) e con gli angoli smussati allora si tratta di una sospetta meteorite e per un corretto recupero deve fare le seguenti operazioni:

1-Fotografare la sospetta meteorite al suolo senza toccare niente per documentare il ritrovamento, magari mettendo di fianco una moneta da 1-2 € per dare un'idea delle dimensioni reali.

2-Rilevare e segnare le coordinate Gps del punto di ritrovo.

3-Indossare guanti di cotone, raccogliere la meteorite con delicatezza in modo che non si stacchi la crosta di fusione e avvolgerla in uno o più pezzi di carta assorbente pulita.

4-Mettere la sospetta meteorite, avvolta nella carta assorbente, in un vasetto di vetro e chiudere il tappo. In questo modo la candidata meteorite è al sicuro, lontano da contaminazioni umane.

5- Segnalare a Prisma il ritrovamento, inviando una foto con la descrizione delle modalità di ritrovamento e le coordinate Gps all’indirizzo email prisma_po@inaf.it, oppure telefonare al coordinatore nazionale di Prisma, Daniele Gardiol dell'Inaf-Osservatorio Astrofisico di Torino (tel. 3491977591).

In questo modo Prisma potrà verificare se si tratta di una meteorite oppure di una pietra comune. Nel primo caso andranno fatte ulteriori analisi in laboratorio, assolutamente gratuite. Un campione rappresentativo della meteorite sarà depositato in un museo. In seguito alle analisi la meteorite riceverà il nome e la classificazione ed entrerà a far parte dell'elenco delle meteoriti ufficialmente riconosciute. Va detto che le meteoriti non classificate sono prive di valore commerciale, quindi affinché il ritrovamento abbia un qualche valore il frammento deve prima essere analizzato e classificato dai ricercatori: non tenete mai nel solito cassetto una sospetta meteorite.

Alle 22.21 circa ora locale una brillante meteora ha solcato i cieli dell'Italia Meridionale. Ben visibile da tutta la parte peninsulare del paese, il bolide è stato registrato anche da due camere della nostra rete, a Capua e Vasto (in alcune zone purtroppo il cielo era nuvoloso e ha impedito ulteriori rilevazioni).

La scia del bolide ripreso dalla camera PRISMA di Capua, situata presso il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali)

 

Malgrado il maltempo e la ridotta qualità del dato i nostri ricercatori sono stati in grado di determinare alcune caratteristiche dell'evento.

Comparso ad una altezza di circa 77 km al confine tra le regioni Campania e Molise, tra i paesi di Sepino e Sassinoro, il meteoroide, con una velocità di poco superiore a 13.5 km/s, ha percorso in circa 5.2 secondi quasi 63 km in direzione Nord-Est con una inclinazione di circa 60 gradi sull'orizzonte, per estinguersi alla quota stimata di 22.5 km, a Ovest del Lago di Occhito, dopo aver subito due importanti frammentazioni ad una quota rispettivamente di 34 e 26 chilometri. A seguito della prima esplosione la magnitudine assoluta ha raggiunto un valore pari a -12.5 (per intenderci, quanto la Luna Piena).

La massa originaria, compresa tra i 30 e i 70 chilogrammi (corrispondenti a una dimensione dell'ordine di 25-35 cm nel caso di una densità tipica degli oggetti cosmici) si è consumata in gran parte. Stimiamo che vi sia un residuo di massa compresa tra 250 e 1400 grammi (a seconda del modello dinamico utilizzato per interpretare i dati) che dovrebbe essere caduto nella regione a ovest del Lago di Occhito, nel territorio montagnoso-collinare in corrispondenza dei comuni di Sant'Elia a Pianisi e Macchia Valfortore, in provincia di Campobasso. I venti potrebbero tuttavia aver spostato ulteriormente i frammenti allargando l'areale di caduta.

La traiettoria del bolide ricostruita dai ricercatori di PRISMA (crediti: Google Earth)

 

Come sempre numerose le segnalazioni di testimoni oculari pervenuteci tramite il portale prisma.imo.net , preziosissime per avere una visione completa del fenomeno.