Fra le stazioni della rete Prisma recentemente installate in Italia Centrale c’è quella ospitata dal Planetario di Amelia, una struttura davvero particolare perché situata nella cornice del Convento Francescano della Ss.ma Annunziata, a circa 4 km dal centro di Amelia in provincia di Terni.

La camera di Amelia (in sigla ITUM02) ha acquisito la sua prima immagine la sera del 18 novembre e, probabilmente complice il periodo caratterizzato dallo sciame meteorico delle Leonidi, già tre giorni dopo ha registrato la prima detection. Un bolide passato quasi all’alba, alle 5h 41m ora locale di sabato 21 novembre e ripreso anche dalle camere Prisma del Chianti e di Perugia, un’altra stazione, quest’ultima, di installazione alquanto recente e già capace di numerose registrazioni.

Fotocomposizione delle immagini del bolide del 21 novembre riprese da tre stazioni Prisma fra cui quella della camera ubicata presso il Planetario di Amelia a soli tre giorni dalla sua entrata in funzione.

Benvenuto dunque alla stazione di Amelia e complimenti per il doppio colpo: prima luce e prima detection!

La collaborazione Prisma ha aggiunto altri “occhi” alla sua rete diffondendosi in Italia centrale e colmando così un gap importante del progetto che monitorando le meteore più luminose punta a tracciare le loro traiettorie e a recuperare eventuali meteoriti sul suolo italiano. Le nuove camere, installate di recente, permetteranno di coprire un’ampia zona del territorio e di stringere ancora di più le “maglie” della rete nazionale evitando che fenomeni significativi passino inosservati.
La dimostrazione che tutto sta funzionando si è avuto ieri notte quando ben sei camere di Prisma hanno catturato un bolide che ha attraversato i cieli italiani alle 02h e 34m dei nostri orologi. Fra esse, appunto, anche quelle di Roma, Perugia e del Sardinia Radio Telescope (SRT) che vanno a garantire una copertura della fascia centrale del nostro Paese.

Una composizione con le tre tracce del bolide di questa notte, ripreso dalle camere PRISMA recentemente entrate in funzione di Perugia (Ass. Astrofili Paolo Maffei), Roma (INAF-IAPS) e Sardinia Radio Telescope (INAF Cagliari)

In realtà, l’avvistamento di meteore in questo periodo dell’anno non deve sorprendere perché la Terra si trova ad attraversare in questi giorni una nube di polveri cometarie, lasciata in orbita dalla cometa Tempel-Tuttle, che da origine allo sciame delle cosiddette “Leonidi” che presentano un picco annuale proprio attorno al 17 novembre.
Nella notte di ieri, infatti, anche un’altra detection ha allertato le camere di Prisma. Alle 03h 28m quattro camere della Toscana e quella ubicata a Finale Ligure hanno registrato il passaggio di una meteora luminosa avvistata anche da alcune camere della rete francese Fripon.
Proprio grazie a Prisma era stato possibile rinvenire nei primi giorni dell’anno la meteorite “Cavezzo” nei pressi di Modena che attualmente è in fase di studio da parte degli esperti e che a breve sarà oggetto di alcune pubblicazioni scientifiche.
Perché l’avvistamento di un bolide è solo il primo passo di un lungo processo che conduce a una migliore conoscenza di asteroidi e comete, corpi primordiali rimasti pressoché inalterati fin dalle origini del Sistema Solare e che probabilmente hanno portato sulla Terra l’ingente quantità di acqua che attualmente copre oltre il 70% della superficie del nostro pianeta.

Update: questa news è stata aggiornata il 24 novembre 2020.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante bolide osservato da tantissime persone la sera del 6 novembre 2020 alle 17:46 ora locale.

Si è trattato di un evento abbastanza luminoso, visto da tanti testimoni occasionali. Sul sito dell'IMO sono arrivate 67 testimonianze visuali da Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Toscana, Campania e Basilicata, ma anche da paesi vicini come Croazia e Austria. Il bolide è stato descritto dai testimoni come inizialmente bianco, ma virato al colore arancione quando c'è stata la disintegrazione finale.

Due stazioni di PRISMA hanno ripreso il bolide: quella di Caserta e quella - da poco entrata in funzione - di Civitanova Marche. Oltre alle camere PRISMA, anche due camere della vicina Croatian Meteor Network (CMN), hanno ripreso il fireball. Ecco il quadro preliminare che esce analizzando i dati raccolti dalle camere italiane e croate.

La traiettoria del bolide IT20201106T164619 si è sviluppata interamente sul Mare Adriatico. Il segnaposto giallo indica la possibile posizione di caduta di qualche eventuale piccola meteorite (Crediti: PRISMA/CMN).

 

Il bolide ha seguito una traiettoria percorsa da est verso ovest, inclinata di circa 57°rispetto alla superficie terrestre, muovendosi dal mare Adriatico verso la costa abruzzese. Le camere hanno iniziato a riprendere l'evento quando il bolide era a circa 93 km di quota. L'ingresso in atmosfera del meteoroide è avvenuta con una velocità all'infinito di circa 16,7 km/s e, dopo avere percorso circa 82 km in 5,7 secondi, si è estinto a 24,3 km d'altezza - nei paraggi di Roseto degli Abruzzi - quando si muoveva ancora a 5,5 km/s. La differenza di velocità fra inizio e fine del fenomeno è dovuto al rallentamento del meteoroide a causa dell'attrito con l'atmosfera. Una bassa quota e velocità finale sono un indizio che una parte del meteoroide originario potrebbe essere arrivare al suolo.

In effetti, il modello dinamico del bolide (singolo corpo), prevede una massa iniziale di 1,2 kg e una finale (senza frammentazione) di 0,6 kg quindi qualche piccola meteorite è possibile. Purtroppo, il centro dello strewn field cade in mare a circa 2 km dalla costa, davanti all'abitato di Villa Fumosa (lat. 42,6411 N, long. 14,0745 E).

La velocità osservata del bolide del 6 novembre con la curva di best fit del modello dinamico. Il rallentamento a opera dell'atmosfera terrestre è evidente (Crediti: PRISMA/CMN).

 

I lettori più attenti noteranno che la direzione della traiettoria dell'IMO è spostata più a nord rispetto a quella ottenuta da PRISMA/CMN, ma trattandosi di osservazioni visuali - necessariamente molto approssimative - è normale che ci sia una certa differenza con le osservazioni strumentali. Il bolide del 6 novembre ha raggiunto una mag apparente di -8/-9 e non risulta associato a nessun sciame di meteore conosciuto, quindi era un bolide sporadico con il radiante apparente nella costellazione di Andromeda.

Ricostruendo l'orbita eliocentrica del meteoroide originario, si vede che si muoveva a bassa inclinazione sul piano dell'eclittica con una traiettoria eccentrica (e=0,54) e un semiasse maggiore di 1,9 AU. Con questi valori, l'afelio cade a 2,9 AU, ossia in piena fascia asteroidale. Questo indica che, probabilmente, si trattava di un meteoroide di origine asteroidale: un piccolo frammento generato dalle collisioni fra gli asteroidi che avvengono da miliardi di anni.

Quello del bolide del 6 novembre è un evento tutto sommato abbastanza simile, come inclinazione e velocità, a quello del 1 gennaio 2020, che ha dato origine al ritrovamento della meteorite "Cavezzo", presso Modena.

L'orbita eliocentrica del meteoroide che ha generato il bolide IT20201106T164619 è compatibile con un meteoroide di origine asteroidale. I puntini neri rappresentano la Fascia Principale degli asteroidi (Crediti: PRISMA/CMN).

Ci viene segnalato da più parti un brillante bolide visibile nei cieli dell'Italia centrale questo pomeriggio tardi, circa alle ore 17:46 (16:46 Tempo Universale). Segnalazioni visuali si stanno accumulando sul nostro sito provenienti da Campania, Emilia Romagna, Toscana, Basilicata, Lazio, Abruzzo, Puglia. Dalla stima della traiettoria effettuata utilizzando queste osservazioni visuali la meteora sembrerebbe localizzata sul Mare Adriatico, all'altezza di Civitanova Marche.

La localizzazione del bolide secondo le stime effettuate usando le sole osservazioni di testimoni oculari (in collaborazione con l'International Meteor Organization)

 

La brillante meteora è stata rilevata anche da alcune telecamere della rete PRISMA, stiamo lavorando per calcolare la traiettoria precisa.

Invitiamo chi avesse avuto la fortuna di osservare il bolide a fare la sua segnalazione cliccando sul link qui a fianco sul link SEGNALA UN BOLIDE seguendo la procedura guidata.

Vi aggiorneremo appena avremo novità.

Il bolide registrato alle 16:46 UT di oggi dalla camera PRISMA ITMA02 situata sul IIS Leonardo da Vinci di Civitanova Marche (Macerata)

Il 5 settembre scorso la Commissione per la Nomenclatura della Meteoritical Society ha ufficializzato nome e tipologia della meteorite ritrovata il giorno di Capodanno 2020 grazie ai calcoli della rete PRISMA.

Il nome: “CAVEZZO” fa riferimento al luogo dove sono stati ritrovati i frammenti, in provincia di Modena.

La classificazione: si tratta di una Condrite L5, cioè con basso contenuto di ferro, che presenta però delle caratteristiche peculiari tali da essere considerata anomala. È finora unica nel suo genere tra le oltre 64.000 meteoriti catalogate.

«La particolarità di questa meteorite è dovuta a vari fattori tra cui la forte dicotomia fra la composizione dei silicati e la esigua quantità di metallo nonché la rilevante presenza di clinopirosseni. Ma la caratteristica più sorprendente è la marcata differenza minero-petrografica che si riscontra nei due frammenti rinvenuti» sottolinea Giovanni Pratesi, geologo dell’Università di Firenze, responsabile delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni di “Cavezzo”.

«Cavezzo è la prima meteorite italiana tra le appena venti al mondo recuperate grazie a precisi calcoli effettuati da un sistema di sorveglianza dedicato. Questo già di per sé rende il ritrovamento un evento di eccezionale importanza scientifica» dice Daniele Gardiol, dell’INAF di Torino e Coordinatore nazionale della rete PRISMA. «Sapere che si tratta inoltre di una meteorite molto rara ci riempie ancora di più di orgoglio e soddisfazione».

I calcoli per il ritrovamento della meteorite e i risultati delle analisi di laboratorio sono oggetto di due articoli in corso di pubblicazione su riviste scientifiche specializzate di rilevanza internazionale.

Il link alla pagina della Meteoritical Society 

 

La rete PRISMA coordinata dall'INAF è in continua espansione. Attualmente sono 39 le camere operative, 10 quelle in fase di installazione e 8 quelle in fase di acquisto. L'ultima camera PRISMA ad entrare nell'elenco di quelle operative è stata quella dell'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" di Montelupo Fiorentino, inaugurato ufficialmente il 14 luglio 2018, e gestito dal Gruppo Astrofili Montelupo (ONLUS).

La camera PRISMA del "Beppe Forti" - la cui sigla ufficiale è ITTO04 - è entrata in funzione nel pomeriggio del 3 giugno 2020 e già qualche ora dopo, alle 22:42:29 UTC ha rilevato il primo bolide insieme alle camere di Navacchio, Padova e Vicenza. Le condizioni meteo non erano delle migliori e in cielo c'era anche la Luna in fase molto avanzata, ma l'importante è iniziare!

Nelle immagini di Montelupo il bolide è visibile basso sull'orizzonte di nord-est mentre in quella di Vicenza il bolide è molto più alto sull'orizzonte nord. Questo spostamento è dovuto all'effetto di parallasse, che cambia la posizione in cielo dei meteoroidi che cadono nell'atmosfera terrestre.

Figura 1 - La prima detection di un bolide dalla camera PRISMA di Montelupo Fiorentino, ospitata presso l'Osservatorio Astronomico "Beppe Forti" gestito dal GAM.

 

Figura 2 - Lo stesso bolide ripreso dalla camera PRISMA di Vicenza. L'effetto di parallasse è evidente.

 

Il bolide di Montelupo ha dato luogo ad una scia di plasma molto densa che è stata rilevata dagli apparati radio di rilevazione delle meteore dei Laboratori Nazionali di Legnaro dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). La detection nel radio delle meteore avviene grazie alle scie di plasma che riflettono verso il suolo le onde elettromagnetiche emesse nello spazio da apparati come il radar militare francese GRAVES, che trasmette alla frequenza di circa 143 MHz. In questo caso l'eco prodotto dalla scia del bolide è durato circa 20 s.

Figura 3 - Immagine dell'eco radar del bolide del 3 giugno 2020 registrata al laboratorio INFN di Legnaro (Padova). In ascissa (asse X), c'è la frequenza, in ordinata (asse Y), il tempo. Cortesia di Stefania Canella INFN-LNL.

A poco più di un mese dal bolide diurno sloveno del 28 febbraio scorso - di cui sono state recuperate alcune meteoriti - un nuovo bolide diurno è stato osservato oggi, 6 aprile attorno alle 13:30 UT.

Le camere della rete PRISMA non fanno detection diurna ma ci siamo resi conto dell'evento grazie all'arrivo improvviso di decine di testimonianze visuali attraverso l'IMO. Al momento siamo a 84 testimonianze raccolte, grazie a tutti quelli che ci seguono.

Una prima ricostruzione della traiettoria - basata sui soli dati visuali e da prendere con cautela - vede la traiettoria del bolide percorsa circa da ovest verso est fra Austria e Germania.

La traiettoria proiettata al suolo del bolide diurno del 6 aprile 2020 in base alle osservazioni visuali raccolte dall'IMO.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante bolide diurno: quello del 28 febbraio 2020 osservato alle ore 10:30:34 dei nostri orologi dal nord Italia e dai Balcani. Di questo bolide noi di PRISMA avevamo calcolato l'area dove andare alla ricerca di eventuali meteoriti (strewn field).

Un gruppo di volontari, in collaborazione con la rivista astronomica slovena Spiko, il progetto Science on the Road e sostenuta dal Museo di storia naturale della Slovenia, si è organizzata e ha iniziato a cercare meteoriti nella zona dello strewn field. Per ora, chi ha avuto fortuna è stato Gregor Kos, che ha trovato una meteorite il 4 marzo intorno alle 16 nel vialetto di casa sua, nel villaggio di Prečna vicino a Novo Mesto: un frammento del piccolo asteroide che la mattina del 28 febbraio si è disintegrato a circa 34,5 km di quota. La meteorite riceverà il nome Novo Mesto, perché ritrovata alcuni km a nord-ovest della omonima cittadina slovena. Il punto di ritrovamento della meteorite cade in pieno all'interno dello strewn field calcolato da PRISMA in base ai dati disponibili.

Foto della meteorite Novo Mesto (Crediti: M. Jersek).

 

Distribuzione dello strewn field per meteoriti con lo stesso rapporto Massa/superficie di Novo Mesto.

 

La meteorite, di aspetto roccioso, ha una massa di 203 g e presenta la caratteristica crosta di fusione scura. In diversi punti la crosta di fusione si è staccata, mostrando l'interno che è molto più chiaro. A prima vista si tratta di una condrite ordinaria, ma la meteorite è stata consegnata al curatore del Museo di Storia Naturale della Slovenia per le analisi chimico-fisiche del caso.

Dopo il ritrovamento della meteorite Cavezzo, avvenuta grazie al progetto PRISMA, recuperare un'altra meteorite dopo appena 2 mesi scarsi e a sole alcune centinaia di km di distanza ha veramente dell'incredibile. Congratulazioni ai colleghi sloveni!

Authors: Albino Carbognani and Giovanna Maria Stirpe, INAF-Astrophysics and Space Science Observatory of Bologna (OAS), Italy/Project PRISMA.

Introduction
A few days ago, on February 28, 2020 at 09:30:34 UT, a bright daylight fireball was seen from central-northern Italy and from the Balkans. In a previous announcement we provided a temporary ground trajectory, based only on the visual eyewitness reports that we received through the IMO (International Meteor Organization). Last weekend we measured photos and videos taken by occasional witnesses or surveillance cameras; and today, NASA's Center for NEO Studies published the satellite data of the explosion in the atmosphere. At this stage, we can offer a reconstruction of what happened on the morning of February 28, 2020.

The heliocentric orbit
The daylight fireball was generated by a small asteroid with a diameter of about 1.5 meters, which crossed the atmosphere at a speed of about 21.5 km/s. The heliocentric orbit (Fig. 1), shows that the asteroid came from the inner edge of the Main Asteroid Belt, and could not be discovered with ground-based telescopes before the impact, because it was visible only in the daytime sky. It was a Chelyabinsk-like event, albeit - fortunately - on a much smaller scale.

Figure 1 - The heliocentric orbit of the daytime fireball of 28 February 2020, projected on the plane of the Ecliptic. The area in magenta indicates the uncertainty on the nominal orbit.

The atmospheric trajectory
Satellite data show that the asteroid followed an atmospheric trajectory inclined at an angle of about 47.3° with respect to the horizontal plane, with an azimuth of about 155°. This means that the fireball traveled from the southeast to the northwest and entered rapidly into the denser layers of the atmosphere. The small asteroid could not withstand the pressure and intense heat that developed during the fall, and exploded at 34.5 km above sea level (Lat. 45.7° N, Long. 15.1° E from CNEOS data). The point of the main explosion projects vertically to a spot about 75 km west of the city of Zagreb, in Croatia. After the main explosion, the major fragments continued their fall towards the ground, as documented by the beautiful video taken from Zagreb by Tomislav Čar. The energy released in the explosion (about 0.34 kt) was approximately 1/50 with respect to the atomic bomb at Hiroshima. A minor event, but powerful enough to be detected by US satellites.

Figure 2 - Trajectory and strewn field of the daylight fireball of February 28, 2020. As can be seen, the entire trajectory of the fireball was above the Balkan region. The red lines are the lines of sight of the videos and photos that captured the main explosion, and they converge reasonably well in the region indicated by US surveillance satellites.

The strewn field
Taking into account the state of the atmosphere and the speed of the winds during the event, we estimated the possible place of impact of the major fragments of the asteroid which, most likely, survived the explosion. These coordinates are: Lat. 45.89° N, Long. 14.97° E, near the town of Trebnje, i.e. in a mountainous but fairly populated region, located 40 km south-east of Ljubljana, Slovenia. This is the best area for finding any meteorites.

Figure 3 - The central part of the strewn field with the theoretical point of impact.

Warning: given the uncertainties involved, the area in which the fragments may have fallen (strewn field) is very large: it is a square of at least 10 km × 10 km, centered on the nominal coordinates shown above. However, any point between the place of the explosion and the theoretical coordinates of the strewn field (and even beyond) are suitable for meteorite searching. Fortunately, the potential fragments of the asteroid did not fall at sea: with a little luck, we can hope to find some interesting samples of the asteroid, witnessing what the Solar System was like billions of years ago.

Acknowledgments
The whole PRISMA team thanks the NASA Center for NEO Studies for its collaboration.

 

 

Qualche giorno fa, il 28 febbraio 2020 alle ore 09:30:34 UT, un brillante bolide diurno è stato visto dall'Italia centro-settentrionale e dai balcani. In una news precedente avevamo fornito una traiettoria al suolo provvisoria, basata sulle sole testimonianze visuali che ci erano giunte dall'IMO. Nello scorso weekend abbiamo misurato foto e filmati ripresi dai testimoni occasionali o dalle telecamere di sorveglianza e oggi sono usciti i dati satellitari - in parte corretti grazie a PRISMA - dell'esplosione in atmosfera forniti dal Center for NEO Studies della NASA. A questo punto possiamo offrirvi una ricostruzione fedele di quello che è successo la mattina del 28 febbraio 2020.

Il bolide diurno visto da centinaia di persone è stato generato da un piccolo asteroide del diametro di circa 1,5 metri, che ha attraversato l'atmosfera alla velocità di circa 21,5 km/s. L'orbita eliocentrica che abbiamo ricostruito mostra che l'asteroide proveniva dalla parte interna della Fascia Principale degli asteroidi e non poteva essere scoperto prima dell'impatto con i telescopi al suolo perché visibile solo nel cielo diurno. In poche parole si è trattato di un evento tipo Chelyabinsk, anche se - per fortuna - su scala molto minore.

L'orbita eliocentrica del fireball diurno del 28 febbraio 2020 proiettata sul piano dell'Eclittica. La zona in magenta indica l'incertezza sull'orbita nominale.

L'asteroide ha seguito una traiettoria in atmosfera inclinata di ben 47,3° rispetto al piano orizzontale, con un azimut di circa 155°. Questo significa che il fireball ha viaggiato da sud-est verso nord-ovest e che è entrato rapidamente negli strati più densi dell'atmosfera. Il piccolo asteroide non ha resistito alla pressione e all'intenso calore che si è sviluppato durante la caduta ed è esploso frammentandosi a 34,5 km di quota alle coordinate lat. 45.7° N long. 15.1° E. Il punto dell'esplosione principale punto cade circa 75 km ad ovest della città di Zagabria in Croazia. Dopo l'esplosione principale i frammenti maggiori hanno continuato la caduta verso il suolo, come documenta il bel video ripreso proprio da Zagabria da Tomislav Car. L'energia emessa nell'esplosione è stata circa 1/50 di quella sviluppata dalla bomba atomica di Hiroshima. Un evento minore, ma comunque energetico tanto è vero che è stato rilevato dai satelliti.

Traiettoria e strewn field del bolide diurno del 28 febbraio 2020. Come si vede, tutta la traiettoria del bolide si è sviluppata sulla regione balcanica. Le linee rosse sono le linee di vista dei video e delle foto che hanno ripreso l'esplosione principale e convergono ragionevolmente bene nella regione indicata dai satelliti di sorveglianza statunitensi. 

Tenendo conto dello stato dell'atmosfera e della velocità dei venti abbiamo stimato il possibile luogo di caduta dei maggiori frammenti dell'asteroide che, molto probabilmente, sono sopravvissuti all'esplosione, ossia delle meteoriti generate dall'evento. Questo punto cade alle coordinate lat. 45,89° N long. 14,97° E, ossia in una regione montuosa, ma abbastanza popolata, collocata 40 km a sud-est di Lubiana, in Slovenia. La cittadina di Novo Mesto si trova ai limiti dello strewn-field.

Attenzione: considerate le incertezze in gioco la zona in cui possono essere caduti i frammenti (strewn field) è molto vasta: si tratta di un quadrato di almeno 10 × 10 km di lato, centrato sulle coordinate nominali riportate sopra. Però qualsiasi punto fra il luogo dell'esplosione e le coordinate teoriche dello strewn field (e anche oltre) sono adatti per la ricerca di eventuali meteoriti.

Per fortuna, i potenziali frammenti dell'asteroide non sono caduti in mare: con un po' di fortuna, si può sperare di ritrovare qualche campione interessante dell'asteroide, testimone di come era il Sistema Solare miliardi di anni fa.

Ringraziamenti

Tutto il team di PRISMA ringrazia il Center for NEO Studies della NASA per la collaborazione.