Questa sera 15 settembre 2021 ci è giunta una terribile notizia: il nostro amico e collega Fausto Affaticati, de La Torre del Sole di Brembate di Sopra (BG), è mancato.

Siamo sgomenti, Fausto è stato uno tra i primi convinti sostenitori del progetto, aderendo fin dall'inizio, e un divulgatore eccezionale. Ciao Fausto, vogliamo ricordarti così, con questa foto scattata nell'estate 2018 durante le ricerche di una delle meteoriti di cui PRISMA ha calcolato il punto di caduta.

Il conto alla rovescia è terminato! Siamo molto felici di annunciare l’apertura della nostra prima CAMPAGNA DI CROWDFUNDING, realizzata in collaborazione con l’Associazione Meteoriti Italia e ospitata dalla piattaforma ReteDelDono.
L’obiettivo? Riuscire a incrementare il numero delle nostre telecamere (le Sentinelle dello Spazio) sul territorio italiano, per poter raccogliere sempre più dati e sempre più precisi su traiettorie e composizione di ciò che orbita intorno a noi.
Volete supportarci o semplicemente saperne di più? Visitate:  LE SENTINELLE DELLO SPAZIO

Sarà lanciata il 7 giugno la prima campagna di raccolta fondi che vede il progetto PRISMA collaborare con l’Associazione METEORITI ITALIA.

La campagna, dal titolo “Potenziamo le Sentinelle dello Spazio” nasce in un periodo non certo favorevole per raccogliere fondi, ma che sicuramente ha visto aumentare l’attenzione per la salute della Terra. Perché allora non investire anche su ciò che orbita intorno a noi e che potrebbe costituire un potenziale pericolo in caso di impatto?

Normalmente, le persone si avvicinano alle meteoriti perché sono attratte dalla provenienza, dall’età, dalla composizione e da molte altre caratteristiche e peculiarità. Ma una caratteristica poco considerata, che dovrebbe però interessare tutti, è che le meteoriti sono campioni rappresentativi della struttura di Corpi Celesti che orbitano vicino alla Terra e che un giorno potrebbero impattarla.

Utilizzando telescopi sempre più potenti è stato quasi completato il censimento dei NEA (Near Earth Asteorids) e NEO (Near Earth Objects) che rappresentano un rischio per la Terra.  Di questi pericolosi vicini di casa, oggi sappiamo dimensioni e orbite e, grazie a potentissimi sistemi di calcolo, possiamo prevedere per i prossimi 100 anni chi, dove e quando potrebbe colpirci.

Dallo studio delle meteoriti sappiamo che i NEO possono avere strutture molto diverse, da poco compatte incoerenti (nuclei di comete) fino a blocchi metallici (nuclei di asteroidi differenziati) e con densità da 2 kg/litro fino a 8 kg/litro.

Con strutture così diverse è impossibile pensare ad un piano valido per ogni asteroide e quindi, per garantirci un futuro, dobbiamo attivarci per completare quanto prima il censimento dei NEO con anche la loro composizione.

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo due possibilità. Una è spedire sonde su ciascun NEO per raccogliere campioni del suolo da riportare a Terra (Missione Hayabusa per 25143 Itokawa, organizzata dal Giappone 2003-2010), improponibile per i costi ed i tempi che richiederebbe.

L’altra è quella di usare reti di osservazioni come PRISMA, dove ogni bolide che entra in atmosfera è monitorato dalle camere che sono di sentinella di quella particolare porzione di Cielo. Dalle registrazioni del bolide possiamo sia delimitare la zona di caduta per facilitare il recupero di possibili meteoriti, sia ricostruire la sua orbita di provenienza per determinare il corpo progenitore.

Le meteoriti monitorate e recuperate grazie alle Sentinelle dello Spazio hanno un enorme valore strategico perché ci fanno conoscere la struttura di NEO già censiti. Inoltre, avendo un campione di un NEO noto, possiamo calibrare la sua analisi spettrografica e utilizzarla per determinare la composizione di altri asteroidi con le stesse caratteristiche strutturali.

Insomma, potenziare le Sentinelle dello Spazio ci permetterà in prospettiva di accelerare la determinazione della struttura dei NEO già censiti e, con questa fondamentale informazione, essere in grado di rispondere più proattivamente in caso di rischio di impatto e SALVARE LA TERRA.

Per saperne di più:

Le Sentinelle dello Spazio

Meteoriti Italia APS
Pagina FB del progetto PRISMA

Vi proponiamo la rassegna stampa aggiornata delle notizie relative al bolide del 15 marzo su media nazionali e locali:

Servizi Televisivi

RaiNews24, 16 marzo 2021 ore 21:25 - servizio di Andrea Bettini
TGR Molise, 17 marzo 2021 ore 19:30 (dal minuto 18:16) - Giovanni Romano
Buongiorno Regione Molise, 18 marzo 2021 (dal minuto 5:30)
TGR Molise, Diretta, 20 marzo 2021 ore 19:30
TgCom24, 21 marzo 2021
TGR Molise, 23 marzo 2021
ANSA, 24 marzo 2021
TGR Molise, 24 marzo 2021, ore 14:00
TGR Molise, 24 marzo 2021, ore 19:30
Canale 5 - Mattino 5, Diretta, 24 marzo 2021
TGR Molise, 25 marzo 2021
RAI2 - I Fatti Vostri, Diretta, 25 marzo 2021, ore 11:45
TGR Molise, 2 aprile 2021
TGR Molise, 4 aprile 2021

Articoli di giornale

RaiNews.it, 17 marzo 2021
RaiNews.it - Molise, 17 marzo 2021
Il Quotidiano online - Molise, 17 marzo 2021
Molise Tabloid , 17 marzo 2021
ANSA, 20 marzo 2021
RaiNews.it, 20 marzo 2021
Il Giornale, 21 marzo 2021
Media INAF, 21 marzo 2021
Il Messaggero, 21 marzo 2021
Il Mattino, 21 marzo 2021
TgCom24, 21 marzo 2021
Il Fatto Quotidiano, 24 marzo 2021
ANSA, 24 marzo 2021
Il Corriere della Sera, 24 marzo 2021
SkyTg24, 24 marzo 2021
Il Corriere della Sera - Buone Notizie, 15 aprile 2021

Gli esperti della rete Prisma hanno iniziato le ricerche della meteorite che, secondo i calcoli effettuati sulla base delle riprese di tre camere all-sky (http://www.prisma.inaf.it/index.php/2021/03/20/bolide-del-15-marzo-2021-ce-una-meteorite-in-molise/), è caduto in Molise la sera del 15 marzo nei pressi della località Temennotte vicino a Isernia.

Già all’inizio della settimana del 22 marzo Daniele Gardiol, coordinatore nazionale di Prisma, e il geologo Tiberio Cuppone, assegnista presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, si sono recati in Molise alla ricerca del prezioso reperto dopo aver preventivamente informato le autorità locali che erano comunque già a conoscenza dell’accaduto grazie alla grandissima eco mediatica che l’evento astronomico ha saputo evocare.

Notevole la collaborazione ricevuta in loco, in primis dal Comune di Sant’Agapito che ha messo a disposizione di Prisma i locali di una ex scuola che è stata da subito utilizzata come base logistica e come sede per effettuare una prima attività di formazione ai tanti volontari appartenenti a diverse associazioni culturali, fra cui il CAI e la Sezione Molise del SOS Metal Detector Nazionale, che si sono via via presentati nei giorni successivi. Era importante infatti fornire i primi elementi per permettere ai volontari di discernere una possibile meteorite dalle comuni rocce terrestri. In tutto circa una quarantina di persone ha già partecipato alle prime ricerche sul terreno ma altre sono attese nei prossimi giorni per unirsi alla caccia.

Suddividere l'area di interesse

L’area di interesse (il cosiddetto “strewn field”) è stato suddiviso in zone più piccole tramite una griglia predisposta ad hoc e sovrapposta all’immagine della regione proveniente da Google Earth. Le tessere della griglia misurano un centinaio di metri quadrati l’una in modo da cercare prima di tutto di mappare le zone già esplorate e di distinguerle da quelle ancora da analizzare evitando così di battere una zona già visitata.

Fotografia di una parte del territorio interessata dalle ricerche della meteorite.

È stata utilizzata la tecnica esplorativa della formazione “a schiera” che prevede il setacciamento di una zona di territorio in squadre di una decina di persone distanziate fra loro di 4-5 metri che procedono di conserva in modo da avere una sufficiente garanzia che un oggetto particolare come un meteorite – che ci si aspetta di colore scuro in quanto ha attraversato riscaldandosi tutta l’atmosfera terrestre – non possa sfuggire alla ricerca.

Una delle fasi della ricerca sul campo.

Il territorio, in gran parte boscoso e caratterizzato da un fitto sottobosco e anche da molti tratti con pendenza significativa, rende difficoltose le ricerche ma l’utilizzo di una app che permette la geolocalizzazione e il tracciamento del percorso effettuato dagli esperti di Prima e dai volontari locali ha consentito di stimare che finora soltanto il 10% circa dell’area di potenziale caduta sia stata esplorata. Non bisogna quindi demordere e portare pazienza dato che la maggior parte dello strewn field deve ancora essere passata al setaccio dei ricercatori. Come ha detto Gardiol nelle numerose interviste a cui è stato sottoposto durante la sua presenza in Molise, “potrebbero volerci settimane se non mesi”.

L'area di probabile caduta delle meteorite e, indicate in rosso, le zone già battute. La zona è stata ulteriormente frazionata in tessere per permettere una ricerca più efficace.

Prisma, un esempio innovativo di citizen science

È comunque rimarchevole l’interesse che le istituzioni ma anche gli abitanti della regione hanno dimostrato per questa vicenda che mette in evidenza una volta di più la valenza sociale, educativa e pervasiva del progetto Prisma. Un progetto di citizen science davvero attiva che prevede la partecipazione sul campo alle ricerche una volta che gli “occhi” di Prisma e i calcoli effettuati dagli esperti della rete hanno individuato un evento promettente e stimato l’area di potenziale caduta. Un progetto quindi che offre l’opportunità di essere proattivi sia nella fase di rilevazione iniziale del fenomeno (per coloro che decidono di installare una camera Prisma) sia nella fase di ricerca sul campo del potenziale meteorite. Per non parlare dell’emozione di poter partecipare vicino agli esperti di Prisma a un’avventura che se avrà esito positivo verrà certamente ricordata a lungo nella regione interessata dall’evento.

La situazione pandemica che stiamo vivendo impone però il rispetto di alcune regole.

Chi volesse quindi contribuire alla ricerca sul campo è invitato a contattare il dott. Tiberio Cuppone, che è stato individuato dal project office di Prisma quale coordinatore dei team di ricerca, all’indirizzo tiberio.cuppone@unifi.it

I nominativi degli interessati verranno segnalati al sindaco di Sant’Agapito e messi in contatto con un referente locale che fornirà tutte le istruzioni per far parte della squadra di ricerca.

I calcoli eseguiti negli ultimi tre giorni dagli esperti della rete Prisma lasciano davvero ben sperare: il bolide osservato nei cieli dell’Italia centro-meridionale, Roma compresa, (http://www.prisma.inaf.it/index.php/2021/03/17/bolide-del-15-marzo-2021-i-risultati-preliminari/) la sera del 15 marzo può avere dato luogo alla caduta di una meteorite in Molise, nei pressi della località di Temennotte, nel comune di Sant'Agapito in provincia di Isernia.

I dati presi in considerazione dagli esperti di Prisma  (progetto coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica e sostenuto da Fondazione CRT) per la triangolazione sono quelli ottenuti dalla camera Prisma di Capua e di altre due camere, appartenenti alla rete IMTN di Tortoreto e all’Associazione Arma Aeronautica sez. di Caserta. È infatti fondamentale poter disporre di più punti di osservazione al suolo per incrociarli e ricavare dati sulla traiettoria del bolide che, ricordiamo, è un corpo celeste di piccole dimensioni, di origine asteroidale o cometaria, che penetra in atmosfera ad altissima velocità con il conseguente surriscaldamento e ionizzazione dei gas atmosferici da cui la comparsa di una striscia luminosa della durata di alcuni secondi. Si tratta di materiale sostanzialmente primordiale, quasi per nulla alterato sin dalla formazione del nostro sistema planetario circa 4,5 miliardi di anni fa, che ci racconta molto sull’origine del Sistema Solare, da cui l’estremo valore per gli scienziati che si occupano di planetologia.

Dall’incrocio dei dati risulta che il piccolo corpo celeste è entrato in atmosfera a una quota di circa 80 km e ha proseguito per una lunghezza totale di 61 km percorsi in 5.3 s con una inclinazione di 84°, una traiettoria quasi verticale. L’altezza e la velocità finale è risultata, rispettivamente di 19,8 km e di soli 2,8 km/s, valori che depongono decisamente a favore per l'arrivo al suolo di una meteorite con una massa stimata di circa 1 kg (una meteorite di circa 8 cm se la densità è di 3.5 g/cm3).

Ciò dovrebbe essere accaduto se si suppone l'assenza di frammentazione ma questo sembra essere il caso: la curva di luce ripresa dalla camera di Capua (la più “pulita” di quelle utilizzate), infatti, è molto regolare, il che significa che il meteoroide si è consumato lentamente senza disgregarsi.

Assumendo quindi che qualcosa sia caduto al suolo dove bisognerebbe cercare? Occorre considerare il disturbo dell’atmosfera: quando il bolide cessa di essere visibile se qualcosa è sopravvissuto all’attraversamento dell’atmosfera inizia la fase del cosiddetto “volo buio” durante la quale sono i venti presenti in quel momento in quella località a farla da padrone. Gli esperti di Prisma hanno quindi dovuto cercare di risalire alle condizioni atmosferiche presenti la sera del 15 marzo e hanno verificato che attorno ai 10 km di quota c'era un vento da nord-ovest di circa 100 km/h che ha spinto sicuramente indietro e lateralmente il meteoroide nella fase di volo buio rispetto alla traiettoria osservata nella fase luminosa. Anche se si sta ancora cercando di raffinare i dati del vento presente attorno ai 20 km di quota, la probabile area di caduta dovrebbe trovarsi in prossimità della piccola frazione di Temennotte a 5 km a sud-ovest di Isernia e a due passi dalla SS85. Va considerata un'incertezza laterale di circa 300 m e di 500 m, avanti e indietro, per ciascun centro. Ovviamente gli esperti di Prisma proseguono nei loro calcoli cercando di raffinarli sempre di più. Ma già secondo questa prima stima gli eventuali frammenti più piccoli – che potrebbero avere dimensioni comprese fra i 2 e i 4 cm – sarebbero caduti alcuni km più a sud in una zona impervia e boscosa, quindi sarebbero molto difficili da recuperare ma mai dire mai… Di seguito l’area di probabile caduta nella mappa ricavata da Google Eatrh. 

La possibilità maggiore di ritrovare meteoriti è comunque nella zona di Temennotte.

Pur con tutte le cautele dovute alle restrizioni della normativa anti-Covid che la caccia alla meteorite abbia quindi inizio, ricordando lo straordinario successo avuto all’inizio di gennaio dello scorso anno con il ritrovamento della meteorite “Cavezzo” vicino a Modena, che è già entrato nella storia di chi si dedica, per passione o per lavoro, alle meteoriti.

Chi dovesse ritrovare un sasso sospetto nella zona indicata è pregato, prima di raccoglierlo, di seguire le istruzioni contenute nell’immagine seguente:

In particolare, se qualche abitante della zona si imbattesse in un sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA inviando una foto a: prisma_po@inaf.it.

La sera del 15 marzo, alle 19:57 UT un bolide ha solcato i cieli dell'Italia centro-meridionale.
Il fenomeno è stato ripreso dalla camera della rete Prisma ITCP02 installata a Capua presso il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali e da una postazione ubicata a nord-est di Caserta, gestita dal Gen. Elia Rubino per conto dell' Associazione Arma Aeronautica sez. di Caserta, in collaborazione con l' Associazione Sky Sentinel. Grazie al supporto locale di Giovanni Ascione, presidente di Sky Sentinel e membro della collaborazione Prisma, è stato possibile ottenere un video che, combinato con la detection della stazione di Capua, ha consentito un primo studio (sebbene ancora preliminare) da parte degli esperti della rete Prisma. Dal quale si evince che il bolide è entrato in atmosfera quasi verticalmente (l'inclinazione stimata è di quasi 80 gradi rispetto all'orizzonte) e si è reso visibile a partire da una quota di circa 83 km con una velocità di ingresso di circa 14 km/s e una direzione Sud-Nord. In poco più di 5 secondi il bolide ha attraversato l'atmosfera giungendo a una quota di 21,5 km, rallentando fino alla velocità di 4 km/s prima di spegnersi poco a Ovest di Isernia.
Rappresentazione tridimensionale della traiettoria del bolide, da cui si nota l'alto angolo d'inclinazione, vicino ad 80 gradi rispetto all'orizzonte.
La velocità finale, la bassa quota raggiunta e l'alta inclinazione di ingresso in atmosfera sono tutti dati che fanno ritenere che non sia improbabile l'arrivo a terra di una meteorite. Gli esperti di Prisma sono al lavoro per calcolare l'area interessata da una possibile caduta.
Seguiranno ulteriori aggiornamenti sul fenomeno, vi informeremo non appena avremo novità. Stay tuned!
La traiettoria del bolide del 15 marzo 2021 proiettata a terra.

Per la prima volta negli ultimi 30 anni, una meteorite di circa 300 grammi è stata recuperata dopo essere precipitata nel vialetto di una casa nel Gloucestershire (Regno Unito). Dalle prime analisi sembra trattarsi di una condrite carbonacea.

La notte del 28 febbraio, poco prima delle 22, nel sud-ovest dell’Inghilterra, una palla di fuoco ha attraversato il cielo notturno. Della durata di circa sei secondi, il lampo luminoso è stato segnalato da centinaia di persone mentre veniva registrato da numerose videocamere stradali, dash cam per auto e ripreso dalla UK Fireball Alliance (UKFAII), una collaborazione tra le sei reti di telecamere per l’osservazione di meteore e bolidi dislocate in tutto il Regno Unito. Anche le tre camere SCAMP (Cardiff, Manchester e Honiton) della rete internazionale FRIPON di cui PRISMA è partner hanno registrato il fenomeno. I numerosi dati degli avvistamenti hanno permesso di circoscrivere l’area di caduta della meteorite a circa 400 metri.

Un frammento della meteorite recuperata (credit: Museo di Storia Naturale di Londra)

I frammenti di questa meteorite, molto scura e del peso di poco meno di 300 grammi, sono stati poi recuperati lunedì mattina, quindi a circa 12 ore dalla caduta, in un giardino domestico nella città di Winchcombe, nel Gloucestershire, e portati al Museo di Storia Naturale di Londra per essere analizzati e studiati. È probabile quindi che alla meteorite verrà assegnato il nome ufficiale della località del ritrovamento (“Winchcombe”), come è tradizione nel caso del rinvenimento al suolo delle meteoriti.

Ciò che rende ancora più speciale l’accaduto è che dalle prime analisi sembra che si tratti di una condrite carbonacea, un tipo molto raro e prezioso in quanto queste rocce cosmiche sono costituite da una miscela di minerali e composti organici primordiali risalenti alle prime fasi di formazione del Sistema Solare, inclusi i mattoni della vita: gli amminoacidi.

Ad esempio, all’interno delle condriti carbonacee più note, Allende e Murchison, sono stati rinvenuti, oltre a numerosi composti organici complessi, anche degli amminoacidi. Ciò rende questo tipo di meteoriti i materiali più primitivi e incontaminati del Sistema Solare e possono fornire informazioni uniche su alcuni composti che sono stati alla base dello sviluppo di forme biologiche sul nostro pianeta.

La prof. Sara Russell, una ricercatrice del Museo di Storia Naturale londinese, che studia le meteoriti, ha affermato che “Ci sono circa 65.000 meteoriti conosciute in
tutto il mondo, e di queste solo 51 sono condriti carbonacee… È quasi sbalorditivo, perché stiamo lavorando alle missioni spaziali come Hayabusa2 e OSIRIS-Rex che sono andate a prelevare campioni dagli asteroidi nello spazio e questa roccia sembra essere esattamente come il materiale che hanno raccolto le due sonde”.

(Walter Riva)