Venerdì 25 e sabato 26 novembre 2022 si svolgeranno a Torino i PRISMA Days 2022, a cui invitiamo tutti i partecipanti e gli interessati al progetto.
 
Dopo il nostro meeting telematico di fine 2020, sarà finalmente un’occasione per rivederci di persona, aggiornarvi sullo stato della rete di telecamere PRISMA, scambiarci notizie e discutere risultati recenti.
 
L’evento si svolgerà nell’Aula Magna del Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Torino.
 
Vi invitiamo ad iscrivervi tempestivamente sulla pagina https://indico.ict.inaf.it/event/1864/
 
La pagina verrà regolarmente aggiornata con informazioni sull’evento, in particolare con il programma della giornata.
 
Vi aspettiamo numerosi!

Alle ore 23:38:36 UT del 16 novembre 2022 un brillante bolide di magnitudine assoluta -9,2 è stato ripreso dalle camere Prisma di Medicina, Camerino, Trento, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Chianti, Novezzina e Vasto (Fripon 19390). Nel complesso l'evento è durato solo 1,2 s con il bolide che si è reso visibile da 112 km di quota per estinguersi completamente a 89 km. Proiettando al suolo la traiettoria si vede che l'intero evento si è sviluppato sul mare Adriatico, con una traiettoria percorsa grossomodo da est verso ovest con termine appena oltre le acque territoriali italiane, di fronte a Ravenna. La breve durata del bolide è dovuta all'elevata velocità di ingresso in atmosfera: 71 km/s, vicino al limite di 72 km/s oltre al quale il meteoroide non appartiene più al sistema solare. Velocità atmosferiche così elevate sono tipiche di meteoroidi di origine cometaria. In effetti l'orbita eliocentrica di questo oggetto, a bassa inclinazione sull'eclittica, ha il perielio all'altezza della Terra, mentre l'afelio è compreso fra le orbite di Saturno e Urano. Possiamo quindi dire che un piccolo frammento cometario si è disintegrato nel cielo dell'Adriatico senza dare luogo a caduta di frammenti macroscopici.

Il bolide del 16 novembre 2022 delle 23:38:36 UT ripreso dalla camera Prisma di Medicina (BO).

di Mario Di Martino

Dal 3 al 9 Ottobre a Scheggia, un grazioso paese umbro ai confini con le Marche in provincia di Perugia, si è svolta una settimana dedicata alla divulgazione scientifica, in particolare all’Astronomia e alla Geofisica, con lezioni e conferenze (dalla mattina di lunedì 3 alla mattina del 7 Ottobre), che si sono concretizzate in 10 incontri mattutini con le scuole e 4 pomeridiani aperti al pubblico e ad osservazioni solari e notturne. Queste relazioni, che hanno trattato argomenti di astronomia e geofisica, sono state tenute da soci delle associazioni astronomiche regionali, docenti universitari e ricercatori, esperti di geofisica e membri del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze).

Purtroppo, i danni causati alla viabilità a seguito dell’alluvione del 15-16 settembre hanno limitato l’affluenza degli studenti dei paesi vicini. Dal pomeriggio di venerdì 7 ottobre al pomeriggio del 9 presso il Teatro Comunale di Scheggia si è tenuto il XXX Convegno del Gruppo Astronomia Digitale (GAD), incontro e dibattito scientifico organizzato dal GAD, dall’Unione Astrofili Italiana (UAI) e dall’Associazione Astronomica Umbra (AAU).

I temi che sono stati trattati nel corso di questo meeting, da parte di esperti astrofili, docenti universitari e ricercatori di Enti di ricerca nazionali, hanno spaziato dallo studio e analisi delle stelle variabili, alla ricerca degli esopianeti, all’automazione di un osservatorio, allo studio e ricerca di asteroidi, in particolare quelli potenzialmente pericolosi per la Terra (NEO), all’osservazione di meteore e ricerca di meteoriti e, infine, ai programmi e software di ricerca.
Il livello delle presentazioni è stato molto alto ed ha messo in evidenza il prezioso lavoro che viene svolto dai numerosi appassionati di Astronomia, che spesso hanno ben poco da invidiare agli astronomi professionisti.
In conclusione, si è trattato di una manifestazione di grande interesse che ha spaziato dalla didattica e divulgazione alla ricerca.

 

La sera del 3 novembre 2022 alle 15:50:02 UT un brillante bolide di mag assoluta -7,7 è stato ripreso da 7 camere PRISMA nei cieli della Toscana: Arcetri, Camerino, Chianti, Piombino, Perugia, Amelia e Gennargentu (evento 19197). Il bolide ha iniziato a brillare a 98 km di quota e in 3,8 s è sceso fino a 63 km di quota dove è avvenuta l'estinzione. La velocità iniziale era di 33 km/s, quella finale di 28 km/s: nessun frammento è arrivato al suolo perché la fase di volo buio non è mai iniziata.

La traiettoria proiettata al suolo è stata percorsa a partire da Montalcino (Siena), è passata allo zenit di Puntone di Scarlino (Grosseto) ed è terminata sulla verticale del colle della Grottaccia, sull'isola d'Elba. L'orbita eliocentrica percorsa dal meteoroide originario è eccentrica a bassa inclinazione sull'eclittica, con perielio all'interno dell'orbita di Mercurio e afelio appena all'interno di quello di Giove. Con queste caratteristiche e considerato il valore della velocità geocentrica si è trattato di un meteoroide appartenente allo sciame delle Tauridi.

Su questo bolide, tramite il report form dell'IMO, sono state raccolte 14 osservazioni visuali in cui il bolide viene descritto di colore bianco-azzurro e verde, con flare finale (evento 7932 dell'IMO). Particolarmente evocativa la descrizione di Marta N. che ha visto il bolide da Roma:

«La scia luminosa, di un blu brillantissimo, era composto da una sorta di sfera iniziale seguita da una scia molto lunga. Ha sorvolato i palazzi di fronte a me tanto è vero che non ho dovuto alzare la testa per osservare la scena. Dopo che è scomparso dal mio campo visivo (ero affacciata al balcone con i palazzi di fronte) ho forse sentito un rumore ma non ne sono sicura (ero sbalordita da ciò che avevo visto). E poi ho visto illuminarsi intensamente i palazzi».

La scia del bolide del 3 novembre 2022 alle 17:59 UT ripresa dalla camera PRISMA del Chianti. Il bagliore luminoso sopra alla scia del bolide è la Luna con fase 0,77.

Alle 00:24 UT del 30 ottobre 2022 ben 13 stazioni della rete PRISMA hanno rilevato un brillante bolide di magnitudine assoluta -8,5 (evento 19117 di Fripon). Fra le stazioni ci sono: Rovigo, Navacchio, Loiano, Bedonia, Savignano, Arcetri, Vicenza, Montelupo Fiorentino, Chianti, Piombino, Ravenna, Novezzina e Chions. Proiettando al suolo la traiettoria del bolide ci si trova fra le cittadine di Sasso Marconi e Calderara di Reno, della provincia di Bologna. Tutto il fenomeno ha avuto una durata di appena 1,6 secondi e non ci sono state segnalazioni visuali.
Dal punto di vista cinematico il bolide si è reso visibile a 95 km di quota, quando viaggiava alla velocità di circa 33 km/s e si è completamente estinto a 50 km con una velocità residua di 25 km/s. Durante la caduta in atmosfera si è verificato almeno un brillante flare, segno di una disintegrazione parziale del meteoroide originale. Data la velocità finale ancora molto elevata, nessun frammento è arrivato al suolo. Dall'orbita eliocentrica che seguiva il meteoroide progenitore, questo bolide può essere associato a un meteoroide delle Tauridi, lo sciame di meteore generato dalla famosa cometa 2P/Encke, che ha un nucleo di circa 4,8 km di diametro. Si ritiene che la Encke e l'ampio sciame di meteoroidi e asteroidi near-Earth associato sia quello che rimane di una cometa progenitore disintegratasi fra 30.000 e 20.000 anni fa, ma non ci sono prove conclusive a supporto di questa tesi.

Immagine del bolide del 30 ottobre 2022 ripreso dalla camera PRISMA della Stazione Astronomica di Loiano gestita dall'INAF-OAS (Crediti: PRISMA/INAF-OAS).

La sera del 17 ottobre 2022 alle 17:33:09 UT (le 19:33 dei nostri orologi), un brillante bolide di colore verde-azzurro e magnitudine assoluta -8 è stato visto da diverse persone dall'Italia centrale. Il bolide è stato ripreso dalle camere Prisma di Castellana Grotte, Amelia, Vasto e Savelli. Dai dati raccolti ed elaborati dal sistema automatico di Fripon con cui Prisma collabora, risulta che il bolide ha iniziato a rendersi visibile a 96 km di quota ed è scomparso a 49 km d'altezza percorrendo una traiettoria compresa fra Venafro e Torre del Greco. La velocità iniziale in atmosfera era piuttosto elevata, circa 43 km/s, mentre nel momento dell'estinzione - avvenuta sul golfo di Napoli -  viaggiava ancora a 35 km/s. Questa elevata velocità nella fase dell'estinzione è un chiaro indizio che il meteoroide responsabile del bolide si è interamente consumato durante la caduta atmosferica senza che nessun frammento sia arrivato al suolo. Tutto l'evento è stato abbastanza rapido, è durato meno di 2,5 secondi.

Le segnalazioni visuali ricevute sono state 11, per lo più provenienti da Roma e dai dintorni di Bari e Foggia. Queste testimonianza sono andate a costituire l'evento 7075-2022 dell'IMO. La traiettoria proiettata al suolo ottenuta dalle osservazioni visuali è in discreto accordo con quella ottenuta dalle camere di Prisma.

Un crop dell'immagine del bolide ripreso dalla stazione di Vasto.

Alle 17:52:55 UT del 12 ottobre 2022, quindi in prima serata, le camere Prisma di Crotone e Savelli hanno ripreso un brillante bolide di mag assoluta -7,5. Il bolide ha percorso una traiettoria da nord-est verso sud-ovest sul mar Ionio prospiciente Catanzaro e Locri: in pratica si è mosso parallelamente alla "punta" dello stivale italico. Le camere Prisma hanno iniziato a riprenderlo da circa 83 km di quota e lo hanno seguito fino all'estinzione, avvenuta a 44 km d'altezza. La velocità iniziale era di circa 21 km/s, mentre nel momento dell'estinzione viaggiava ancora a 15 km/s: il meteoroide non è mai arrivato alla fase di volo buio, ma è stato completamente consumato dall'atmosfera durante la caduta. Dal tipo di orbita eliocentrica, a bassa inclinazione sull'eclittica, con perielio all'altezza dell'orbita di Mercurio e afelio fra Terra e Marte, risulta un'origine di tipo asteroidale.

Il bolide è stato visto anche da alcuni testimoni visuali. Roberto C., che ci ha fatto pervenire la sua testimonianza compilando il report form dell'IMO, lo descrive inizialmente di colore <<giallo chiaro e dalla metà in poi della traiettoria tendenza al bianco freddo con sfumature di azzurro chiarissimo>>. Alla fine della traiettoria il meteoroide si è frammentato.

Il bolide del 12 ottobre 2022 ripreso dalla camera Prisma di Crotone, dell'Istituto d'Istruzione Superiore M.Ciliberto - A. Lucifero.

di Marzia Albani - La Torre del Sole (Brembate di Sopra, BG)

6 ottobre 2022, l'auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo si riempie quasi completamente in meno di dieci minuti: diverse classi di studenti con i loro insegnanti accorrono per ascoltare uno degli argomenti più interessanti di sempre ovvero la caduta in atmosfera di detriti spaziali, gli asteroidi e le meteoriti. L'evento avviene nell'ambito dell'ormai famoso BERGAMOSCIENZA, un festival a carattere scientifico che si svolge ogni anno nella città di Bergamo e propone conferenze, mostre, laboratori e altri tipi di incontri a scopo di divulgare la scienza al grande pubblico.

Sul grande schermo dell'Auditorium compare il titolo «Sentinelle dello spazio» e gli studenti si dimostrano immediatamente attenti e desiderosi di partecipare a modo loro: chiedo cosa significhi per loro la parola sentinelle e si sbizzarriscono con le risposte. Subito dopo la presentazione di quella che sarà la conferenza, avvio il video di Prisma usato per il fundraising che bene spiega subito di cosa si occupa il progetto. Mi chiedo se qualche professore o ragazzo tra la folla sia stato colpito abbastanza da volersi cimentare in questo progetto magari con
l'acquisto di una camera sentinella. Nella prima parte della conferenza racconto dove si trovano i corpi minori nel sistema solare e viaggiamo attraverso bellissime immagini, dopodiché è il momento di scoprire dell'esistenza di qualche vicino di casa un po' più pericoloso, quelli che chiamiamo NEO. I ragazzi si interrogano sul significato degli istogrammi recenti che mostrano quanti NEA e di quali dimensioni siano stati scovati ad oggi, e si chiedono quanti ne mancheranno ancora? Chi li cerca? Chi raccoglie i dati e misura le traiettorie? E se uno di loro fosse effettivamente pericoloso cosa si fa dopo? Dopo queste chiacchierate accompagnate da immagini, un breve esempio di test di difesa planetaria della recente missione DART, iniziamo a scoprire qualche impatto avvenuto sulla Terra.  Dal famoso Meteorite Crater in Arizona, allo spaventoso evento di Tunguska, al recente impatto del 2013 a Chelyabinsk, a casi che hanno fatto spalancare letteralmente gli occhi a tutto l'auditorium, come l'evento di
Peekskill in cui un meteorite sfondò il retro di un'auto mentre la sua proprietaria guardava serenamente la tv oppure come il meteorite che nel 1954 in Alabama sfondò il tetto di una casa e colpì al ventre un'ignara signora che dormiva beatamente. Dopo tanto stupore continuiamo: come si riconoscono le meteoriti? Perché è tanto importante studiarle? Come trovarle? Dall'esempio del Catalina Sky Survey che nel 2018 aiutò a ritrovare frammenti di un piccolo oggetto in caduta verso l’Africa,  parliamo dell'Italia e della rete Prisma: come è fatta la rete, le camere, dove possiamo osservare ciò che le varie camere poste sul territorio italiano vedono e qual è il suo obiettivo? Non poteva mancare il racconto del
ritrovamento della meteorite di Cavezzo,  con immagini dell'area di potenziale caduta calcolata tramite triangolazione e Davide Gaddi con la sua cagnolina Pimpa che trovarono i famosi frammenti. Al termine della conferenza ho introdotto la dottoressa Anna Barbaro dell'Università di Padova che ha intrattenuto ancora qualche minuto gli ascoltatori con il racconto e l'osservazione di quella che potrebbe essere la prima meteorite trovata a Bergamo. Fin da tempi remoti il cielo è sempre stato il luogo affascinante e misterioso dove le nostre menti si perdono,  ed è meraviglioso constatare che questo stupore è vivo ancor oggi più mai, e anche nei più giovani come questo evento ha dimostrato.

 

 

La sera del 5 ottobre 2022 alle 17:37:10 UT (le 19:37 dei nostri orologi), un brillante bolide di mag assoluta -7 ha solcato il cielo della Toscana, muovendosi grossomodo dalla città di Pisa verso Pistoia. Il bolide, la cui durata è stata di 6 secondi, è stato ripreso da 6 camere della rete Prisma coordinata dall'INAF: Bedonia, Arcetri, Monte Romano, Chianti, Elba e Busalla. Delle immagini catturate ne mostriamo due: Arcetri e Chianti. La macchia molto luminosa è la Luna, ancora bassa sull'orizzonte est. Si vede bene l'effetto di parallasse dovuto alla diversa posizione delle camere rispetto al bolide.

Bolide del 5 ottobre 2022 ripreso dalla camera Prisma di Arcetri.

Dai dati preliminari elaborati dal sistema automatico di Fripon, con cui Prisma collabora, il bolide si è reso visibile a circa 80 km di quota e si è estinto a 30 km d'altezza, seguendo una traiettoria inclinata di circa 30° rispetto alla superficie terrestre. Dai dati delle camere, la velocità d'ingresso in atmosfera risulta di circa 13 km/s, mentre nel momento dell'estinzione viaggiava ancora a quasi 7 km/s: la quota e la velocità elevata nel momento dello "spegnimento" della fase di bolide indicano che il meteoroide non è sopravvissuto alla caduta in atmosfera e che si è completamente consumato. Dall'orbita eliocentrica risulta un oggetto di natura asteroidale, con origine nella Main-Belt.

Il bolide del 5 ottobre 2022 ripreso dalla camera Prisma del Chianti.

In ogni caso a Prisma, tramite l'IMO, sono arrivate decine e decine di segnalazioni visuali del fenomeno, per lo più concentrate in Toscana come è ovvio aspettarsi, ma ci sono testimonianze che arrivano dalla Campania, Sardegna e - addirittura - da Ginevra.

Come tutti gli anni, gli “occhi” di Prisma hanno registrato numerosissime detection di meteore durante le cosiddette “notti delle stelle cadenti”. Anche se la Luna era in fase avanzata, il passaggio delle meteore più luminose è stato tracciato senza particolari problemi dalle camere della rete, spesso con detection multiple.

Ci siamo divertiti a monitorare il periodo intercorso fra il 1 e il 20 agosto, periodo durante il quale le camere di Prisma hanno registrato 4 eventi con più di dieci camere. Proprio la sera del 1 agosto ben 17 camere di Prisma (Navacchio, Felizzano, Loiano, Bedonia, Agordo, Arcetri, Pontevaltellina, Vicenza, Montelupo Fiorentino, Chianti, Piombino, Rovereto, Perugia, Ravenna, Novezzina più la francese Caussols, nelle Alpi Marittime) registrano il passaggio di un bolide;

la sera del 9 agosto una detection “transnazionale”: un bolide visto complessivamente da 20 camere se si sommano a quelle di Prisma (Navacchio, Loiano, Bedonia, Arcetri, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Siligo, Chianti, Piombino, Perugia, Ravenna, Amelia, Gennargentu, Elba, Busalla) anche quelle della rete francese Fripon (OHP, Marseille, Caussols, Biguglia, Zicavo).

Poi, la sera del 13 agosto, 12 camere (Castellana Grotte, Trieste, Capua, Arcetri, Caserta, Montelupo Fiorentino, Civitanova Marche, Chianti, Perugia, Ravenna, Chions, Vasto) registrano un altro bolide e altrettante (Pino Torinese, Rovigo, Loiano, Bedonia, Trieste, Arcetri, Vicenza, Montelupo Fiorentino, Ravenna, Novezzina, Chions, Busalla) vedono il passaggio di una meteora la sera del 19 agosto.

Nel mezzo, tantissime detection avvenute con meno di dieci camere. Anche quest’anno, quindi, il fenomeno delle Perseidi è stato tenuto sotto osservazione da Prisma, anche se, viste le caratteristiche dello sciame di agosto, ben difficilmente può produrre cadute al suolo da parte di meteoriti.