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Ci sono giunte tantissime segnalazioni visuali di un brillante fireball osservato alle 20:44:36 UT del 26 giugno 2023. Sul sito dell'IMO le testimonianze, raccolte da tutta l'Europa, hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 477, fra queste anche molte dall'Italia (Evento 2023-3231), specialmente da Lombardia ed Emilia Romagna, ma anche da Piemonte, Veneto e Friuli. La rete Prisma non ha ripreso il bolide e nemmeno la rete Fripon europea perché il cielo era ancora chiaro, quindi non possiamo darvi informazioni sulla traiettoria seguita in atmosfera, velocità di ingresso e orbita eliocentrica originaria.

In base alle testimonianze raccolte si può dire che la traiettoria del fireball proiettata al suolo andava da sud-est verso nord-ovest e che è passato allo zenit di Norimberga. Dalle immagini riprese da varie postazioni sparse per tutta Europa si vede come il meteoroide abbia subito almeno due frammentazioni prima di estinguersi e i testimoni riferiscono di un illuminamento a giorno del cielo.

Ci scrive Nicoletta B., che ha osservato il fireball da Legnano: <<L'ho visto dal mio balcone al quinto piano, molto lontano sull'orizzonte nord ma ben nitido. Notevole il cambio dei colori della scia, prima bianco poi verde con un lampo e poi arancione.>>

E Lorenzo M. che osservava dal Piemonte: <<Visto guardando il cielo in direzione nord-est, ha compiuto una parabola discendente verso nord nord-ovest>>

Data la luminosità del fireball, alcuni testimoni l'hanno stimato la magnitudine apparente da -13 a -22, è possibile la caduta al suolo di frammenti, ma senza maggiori informazioni non sarà facile individuare lo strewn field.

Il fireball DE20230626T204436UT ripreso da una camera all sky situata a Stephansposching (Crediti: Michael D.).

Era da un po' che le camere della rete Prisma non catturavano bolidi interessanti, ma il periodo di "magra" si è interrotto ieri 22 giugno alle 22:41 locali (20:41 UT), quando un bolide di magnitudine assoluta -6 è stato ripreso da 5 camere della Rete: Rovigo, Agordo, Trento, Vicenza e Novezzina (evento 20389 del database di Fripon).

Il bolide è stato ripreso quando era a 91 km di altezza a est di Padova e si è estinto a 72 km di quota, quasi sulla verticale del rifugio Longoni, struttura che si trova a 2450 m di quota  in Val Malenco: una traiettoria proiettata al suolo lunga circa 178 km, percorsa da sud-est verso nord-ovest, che ha attraversato Veneto e Lombardia in diagonale. L'inclinazione della traiettoria rispetto alla superficie terrestre era di circa 6°, quasi un bolide radente.

La velocità d'ingresso in atmosfera è stata di 37 km/s, un valore relativamente elevato e tipico di un meteoroide di origine cometaria. Quando il bolide si è estinto la velocità era ancora superiore a 30 km/s, quindi il meteoroide si è completamente consumato senza arrivare al suolo. Nel complesso il bolide, favorito dalla bassa inclinazione della traiettoria, ha avuto una durata di ben 5 secondi ed è stato visibile abbastanza a lungo da dare luogo a 20 testimonianze visuali che sono state raccolte da Prisma attraverso il form di segnalazione bolidi dell'IMO (International Meteor Organization).

L'orbita eliocentrica del meteoroide che ha generato il bolide ha l'afelio poco all'interno dell'orbita di Mercurio e perielio all'altezza dell'orbita di Giove, quindi con un'eccentricità di 0,9 conferma che il meteoroide era proprio di origine cometaria.

La lunga scia del bolide IT20230622T204125 ripreso dalla camera Prisma Novezzina, collocata all'osservatorio astronomico di Monte Baldo.

In occasione dell'Asteroid Day, che si tiene tutti gli anni il 30 giugno per ricordare l'evento di Tunguska, PRISMA e INAF, con il supporto di Fondazione CRT e in collaborazione con i suoi partners, propongono a Torino una serie di eventi rivolti al pubblico.

Si comincia nel pomeriggio di domenica 25 giugno con Astrokids - laboratorio di astronomia per famiglie, presso le OGR in corso Castelfidardo 22, organizzato da OGR KIDS&ULAOP.

Mercoledì 28 giugno, dalle ore 21, presso lo Spazio Dinamo delle OGR Torino, nell'ambito della rassegna OGR Talks|Tonight's the day si tiene una conferenza di Daniele Gardiol, seguita da osservazioni guidate al telescopio.  Maggiori info sul sito delle OGR.

Venerdì 30 giugno e Sabato 8 luglio, alla mattina, presso il Borgo Rubens, attività di osservazione al telescopio e laboratori nell'ambito del programma Il mio posto nel mondo, in collaborazione con Associazione Borgo Rubens.

Venerdì 7 luglio sempre presso il Borgo Rubens, dal tardo pomeriggio, organizzato da Associazione Borgo Rubens e OGR KIDS&ULAOP, un momento dedicato alle famiglie con osservazioni al telescopio, mostra sul ritrovamento della meteorite Cavezzo e proiezione del documentario realizzato in occasione dell'evento.

 

Per il terzo weekend consecutivo, anche oggi 10 giugno 2023 sono proseguite le ricerche della meteorite nello strewn field di Sospiro da parte del team di Prisma. Le precedenti "cacce" alla meteorite sono state descritte nelle news "Caccia alla meteorite di mezzanotte" del 28 maggio e "Meteorite Sospiro: il punto" del 3 giugno. Come sempre, il luogo di ritrovo e punto di partenza è stato il bar California di Sospiro, a guidare le ricerche è tornato Daniele Gardiol (INAF-OATo), coordinatore nazionale del progetto Prisma. Come le volte precedenti il gruppo  SOS Metal Detector non ha fatto mancare il suo indispensabile supporto. Le ricerche odierne si sono concentrate nei campi liberi da coltivazioni nella zona di Somma con Porto e a sud di Tidolo, dove i calcoli eseguiti da Prisma indicano la possibile presenza di meteoriti di piccola massa, fino a 100 grammi. Per le ricerche, ove possibile, è stato anche usato un drone per l'esplorazione ravvicinata del terreno. Il cielo nuvoloso, l'assenza di pioggia e la temperatura gradevole, hanno permesso la "caccia" senza troppe difficoltà. Riusciremo a trovare la meteorite Sospiro? Continuate a seguirci e lo saprete.

Il drone utilizzato nella ricerca delle meteoriti.
Ricerca dei meteoriti di piccola massa nei campi di stoppie a sud di Tidolo.
Ricerca di meteoriti con il metal detector. Anche se il contenuto di ferro delle condriti non è elevato può essere sufficiente per fare scattare il metal detector.

Come vi avevamo anticipato, dopo quella del 28 maggiosabato 3 giugno è stata fatta una nuova ricerca sullo strewn field della meteorite Sospiro.

La giornata è iniziata alle 09:00 al bar California di Sospiro con un briefing sulla disposizione dello strewn field in funzione della massa delle possibili meteoriti, tenuto ai volontari da Albino Carbognani del Project Office di Prisma, che ha coordinato le ricerche. In particolare è stato puntualizzato che la lunghezza dello strewn field (circa 10 km in senso sud-nord, con una larghezza di 500 m) è dovuto alla bassa inclinazione della traiettoria del bolide del 23 maggio. Per verificare se i metal detector dei numerosi membri dell'associazione SOS Metal Detector che hanno partecipato alle ricerche sono sensibili a una tipica meteorite è stato usata come test una condrite ordinaria di tipo H5 da 145 g. Passato positivamente il test le ricerche si sono spostate nello stewn field da 500 g e 1000 g, rispettivamente subito a est di Sospiro e nei campi a nord della provinciale 87. Nonostante il cielo molto nuvoloso, la pioggia non ha ostacolato le ricerche che sono proseguite per tutta la mattinata. Purtroppo, in diversi campi coltivati a grano e granoturco non è stato possibile accedere.

Fatta la pausa pranzo e con un meteo in deciso miglioramento, la ricerca è ripresa nel primo pomeriggio cercando intensivamente nei campi appena falciati dello strewn field da 450 g e da 100 g, quest'ultimo a sud della frazione di Tidolo. Lo strewn field di 350 g non è risultato accessibile per via delle estese coltivazioni. La tecnica utilizzata dai volontari presenti è stata quella "a pettine": fatta una fila di persone a distanza di alcuni metri l'una dall'altra, i campi accessibili sono stati "spazzolati" uno per uno con lo sguardo fisso a terra nella speranza di trovare qualche meteorite. Purtroppo, a parte diverse scorie di fusione del ferro di origine antropica (che possono assomigliare a meteoriti, ma non lo sono), non è stato trovato altro. Nel complesso i partecipanti hanno percorso a piedi una distanza di circa 20-25 km nei campi di Sospiro.

Le ricerche proseguiranno nei prossimi weekend, verso gli strewn field di 70 - 30 g, che si estendono a sud di Tidolo verso il fiume Po. La ricerca della meteorite ha avuto un risvolto mediatico in tempo reale sul sito di Rainews.it con un articolo a firma di Andrea Bettini: Cremona, in corso la caccia ai frammenti di meteorite.

Il briefing al bar California con la mappa dello stewn field e la meteorite usata come test di sensibilità per i metal detector.
Ricerca di meteoriti nei campi dello strewn field da 450 g, collocato immediatamente a sud-est di Sospiro.
Una delle scorie di fusione del ferro trovata dai membri dell'associazione SOS Metal Detector che hanno partecipato alle ricerche. L'oggetto era sepolto qualche centimetro sotto la superficie.
Sembra una meteorite, ma non la è: scoria di fusione ritrovata nello strewn field per meteoriti da 100 g collocato qualche centinaio di metri a sud di Tidolo.

Domani sabato 3 giugno sarà effettuata una nuova ricerca della meteorite caduta nel comune di Sospiro (CR), associata al bolide del 23 maggio scorso alle 22:21 UT. Chi volesse partecipare alla ricerca per aiutare il team di Prisma il ritrovo è alle 09:00 al bar California del paese dove sarà fatto il punto della situazione e verranno pianificate le ricerche nelle zone di possibile caduta.

La tenuta da adottare è quella tipica del trekking quindi scarponi leggeri, cappello, zaino con acqua ed eventuali viveri, attrezzatura per ripararsi dai temporali (previsti per il primo pomeriggio). Consigliata l'installazione sullo smartphone della app "GPS Logger" per registrare i propri spostamenti e condividerli con il team di Prisma così da avere una mappa aggiornata delle zone già esplorate. Lo strewn field è molto lungo (circa 9-10 km) perché la traiettoria del fireball era inclinata di soli 34° rispetto alla superficie terrestre, quindi la ricerca non sarà facile, ma nella ricerca scientifica niente lo è. In particolare verrà esplorata la periferia est di Sospiro, luogo privilegiato per la ricerca di meteoriti di massa compresa fra 450 e 500 g.

Nel caso di ritrovamento, la prima cosa da fare è fotografare la sospetta meteorite dove si trova senza spostare niente e misurare le coordinate GPS. Successivamente raccoglierla con i guanti, avvolgerla delicatamente in un pezzo pulito di carta assorbente da cucina e riporla in un contenitore atto a proteggerla, come un vasetto di vetro. Ovviamente va avvisato il team di Prisma che provvederà alla analisi del caso per stabilire se si tratta davvero di una meteorite o di un sasso terrestre.

Lo strewn field della meteorite di Sospiro calcolato dal team di Prisma per diversi possibili valori della massa. Come si vede le meteoriti più piccole si trovano verso il Po, mentre quelle di dimensioni maggiori cadono nella periferia est di Sospiro.

Qualche giorno fa vi avevamo dato notizia di un brillante fireball di magnitudine -9 ripreso dalla rete Prisma il 23 maggio alle 21:22 UT. Vi avevamo anche anticipato che era molto probabile l'arrivo al suolo, nella provincia di Cremona, di uno o più residui del meteoroide che aveva dato origine al fireball, in particolare i calcoli indicavano il comune di Sospiro come "epicentro" della caduta.

Dopo le opportune verifiche da parte degli esperti di Prisma è risultato che la probabilità di ritrovare al suolo delle meteoriti associate a questo evento è alta, quindi stamattina 28 maggio una dozzina di volontari guidati da Daniele Gardiol (INAF-OATo),  coordinatore nazionale del progetto Prisma, hanno iniziato le ricerche sul campo.

La base operativa è stata il bar California di Sospiro, dove i volontari si sono ritrovati alle 9 per fare il punto e dare inizio alle ricerche. Lo strewn field da esplorare è piuttosto ampio, infatti la traiettoria del bolide aveva un'inclinazione di soli 34° rispetto al suolo, quindi la possibile zona dove possono essere ritrovate delle meteoriti nel range di massa 50 - 1000 grammi è lunga 9 km e larga circa 500 metri, per un totale di 4,5 kmq. La metà est del paese di Sospiro coincide con lo strewn field delle meteoriti da 500 g, mentre a nord del paese si trova lo strewn field per le meteoriti da 1000 g. Verso il Po invece si dovrebbero trovare le meteoriti più piccole. La zona non è facile da esplorare per via delle coltivazioni e delle case che rendono non lineare la strategia di ricerca. Una situazione molto più difficoltosa rispetto alla ricerca di meteoriti nei deserti o in Antartide, dove il contrasto fra meteorite e suolo è massima.

Nel caso di effettivo ritrovamento, sarebbe la terza meteorite italiana di cui - grazie a Prisma - si conosce l’orbita. La prima è stata la meteorite Cavezzo il cui recupero è avvenuto ai primi di gennaio 2020 e la seconda è stata la meteorite Matera, caduta la sera del 14 febbraio di quest’anno e recuperata poco dopo. Delle circa 70.000 meteoriti recuperate sulla Terra solo per 45 si conosce l’orbita e fino a pochi anni fa, prima dell'era Prisma, l’Italia era assente da questo elenco.

Se vi trovate dalle parti di Sospiro e vi capita di vedere al suolo una pietra scura o un frammento metallico di qualche centimetro di diametro con i bordi arrotondati e una patina simile alla fuliggine, allora potrebbe essere una meteorite: non toccatela, fate una foto, prendete nota delle coordinate GPS e contattate direttamente Daniele Gardiol, ai seguenti riferimenti: daniele.gardiol@inaf.it – tel. 3491977591.

Lo strewn field della caduta del 23 maggio 2023 alle 22:21 UT. Le meteoriti di massa maggiore sono in alto, quelle di massa minore sono in basso. Il nord è in alto, l'est a destra (Crediti: Prisma/INAF).
Il bar California di Sospiro base operativa per la ricerca delle meteoriti. I volontari si sono ritrovati alle 9 per dare inizio alle ricerche sul campo.
Foto di gruppo dei volontari alla caccia della "meteorite di mezzanotte".
La ricerca di meteoriti in un campo di mais nei dintorni di Sospiro.

 

 

La notte del 24 maggio potrebbe essere ricordata come “la notte dei fireball”. Due meteore molto luminose (“bolidi”) hanno infatti solcato i cieli italiani, la prima poco dopo la mezzanotte e la seconda a notte fonda, verso le quattro e mezza del mattino. La prima ha interessato i cieli del Nord, la seconda la Sardegna. Ma mentre quest’ultima ha attraversato l’atmosfera troppo rapidamente e si è estinta a una quota troppo alta per poter aver dato luogo alla caduta di una meteorite (“fall” in gergo tecnico), la prima, avvistata da ben 11 camere della rete Prisma, potrebbe invece regalarci una bella sorpresa. Sarebbe la terza, dopo il ritrovamento della meteorite Cavezzo, avvenuto ai primi di gennaio del 2020 e della meteorite Matera , informalmente chiamata meteorite di San Valentino perché caduta la sera del 14 febbraio. Entrambe queste meteoriti sono state ritrovate grazie alle “detection” delle camere della rete di Prisma e ai calcoli degli esperti sulla possibile area di caduta.

Il bolide delle 22:21 UT del 23 maggio 2023 ripreso dalla camera Prisma di Piacenza.

Concentriamoci quindi sul primo avvistamento, ripreso dalle camere Prisma di Pino Torinese, Rovigo, Piacenza, Felizzano, Codogno, Cecima, Merate, Savignano, Montelupo Fiorentino, Chianti e Ravenna. I calcoli preliminari eseguiti dagli astronomi della rete Prisma indicano che il fireball è stato ripreso a partire da 75 km di quota, quando aveva una velocità di 15,8 km/s e si è estinto a 25 km di altezza con una velocità di circa 5 km/s. Nel complesso l'evento ha avuto una durata di circa 6 s. La velocità in atmosfera è tipica di un oggetto di origine asteroidale; in effetti l'orbita eliocentrica è quella caratteristica di un asteroide Apollo, con afelio poco oltre l'orbita di Marte e perielio fra le orbite di Venere e della Terra. Nel caso in cui qualche frammento abbia raggiunto il suolo, la parte più consistente potrebbe essere caduta nel comune di Sospiro (a est di Cremona) mentre altri frammenti più piccoli potrebbero essere disseminati lungo il Po, nel territorio dei comuni di San Daniele Po e di Pieve d’Olmi.

Adesso, fin dalle prossime ore, gli esperti di Prisma raffineranno i calcoli e cercheranno di circoscrivere l’area interessata dalla possibile caduta, il cosiddetto “strewn field”, generalmente un’ellissi estesa per qualche km lungo i due assi principali. Nel caso in cui i calcoli rafforzassero l’ipotesi di una caduta al suolo verranno organizzate in loco squadre di ricerca aperte anche a volontari che verranno appositamente formati e che potranno affiancare gli esperti nella “caccia al meteorite di mezzanotte”.

Si può proprio definire così la notte fra il 23 e il 24 maggio 2023 appena trascorsa. Le camere della rete Prisma hanno lavorato senza sosta: il primo evento, un fireball di magnitudine assoluta -9, si è verificato alle 22:21 UT del 23 maggio; il secondo, con la stessa luminosità del primo, è stato catturato alle 02:32 UT del 24 maggio, ma andiamo con ordine.

Il primo fireball è stato ripreso da ben 10 camere Prisma: Pino Torinese, Rovigo, Piacenza, Felizzano, Cecima, Merate, Savignano, Montelupo Fiorentino, Chianti e Ravenna. Il fireball è stato ripreso a partire da 75 km di quota, quando aveva una velocità di 15,8 km/s e si è estinto a 25 km con una velocità di circa 5 km/s. Nel complesso l'evento ha avuto una durata di circa 6 s. La traiettoria proiettata al suolo indica una direzione di caduta quasi esattamente da sud verso nord, con inizio in prossimità del borgo di Miscoso (Appennino Reggiano), e termine vicino a San Secondo Parmense, in piena Pianura Padana. La velocità in atmosfera è quella tipica di un oggetto di origine asteroidale, in effetti l'orbita eliocentrica è quella tipica di un asteroide Apollo, con afelio poco oltre l'orbita di Marte e perielio fra le orbite di Venere e della Terra.

Il bolide delle 22:21 UT del 23 maggio 2023 ripreso dalla camera Prisma di Piacenza.

Il secondo fireball è stato ripreso dalle due camere Prisma della Sardegna, Sardinia Radio Telescope e Gennargentu, più una camera Fripon dalla Corsica. L'immagine ripresa dalla camera del Gennargentu è veramente spettacolare e mostra la scia del fireball che attraversa tutto il cielo passando quasi allo zenit. In questo caso il fireball è stato ripreso a partire dagli 85 km di altezza, quando aveva una velocità di circa 20,5 km/s, e si è estinto a 44 km con una velocità di 16 km/s, con una durata di quasi 8 s. Data l'alta velocità finale tutto il meteoroide è andato distrutto nella fase di rientro e non ha mai iniziato la fase di volo buio. Proiettando la traiettoria al suolo, il fireball si è mosso da nord-est verso sud-ovest, con punto iniziale sul Mare Tirreno e punto finale vicino a Villanova Tulo, nella subregione del Sarcidano. Anche questo meteoroide però aveva un'orbita di tipo Apollo tipicamente asteroidale, con afelio poco oltre Marte e perielio circa all'altezza dell'orbita di Venere.

Il bolide delle 02:32 UT del 24 maggio 2023 ripreso dalla camera Prisma del Gennargentu.

 

Il bolide osservato la sera del 14 febbraio dalla rete Prisma ha originato la caduta di una meteorite sopra un balcone nella zona Nord di Matera. Adesso inizieranno gli studi specifici sul materiale recuperato.

I frammenti della meteorite caduta la sera di San Valentino nella zona Nord di Matera. Crediti: PRISMA/INAF

E sono due. Dopo il ritrovamento della meteorite Cavezzo, avvenuto ai primi di gennaio del 2020, i calcoli eseguiti dagli esperti della rete Prisma hanno fatto nuovamente centro, stavolta indicando nella zona Nord di Matera quella della possibile caduta della meteorite di San Valentino.

Lo scorso 14 febbraio, infatti, verso le sette di sera, un luminoso bolide era stato osservato da numerosi testimoni solcare il cielo della Puglia e della Basilicata, fra i quali tre “occhi” elettronici delle camere di Castellana Grotte, Tricase e Vasto appartenenti alla rete Prisma, un network di una sessantina di camere sparse sul territorio italiano

Un progetto di citizen science coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e sostenuto con convinzione da Fondazione CRT.

Grazie a queste informazioni, già nel pomeriggio di mercoledì 15 febbraio era stato possibile tracciare lo strewn field, cioè l’area di possibile caduta al suolo di frammenti del corpo celeste progenitore. 

Cercare a Nord di Matera”, avevano indicato gli esperti di Prisma.

Subito era scattato l’avviso ai mezzi di comunicazione e alla popolazione locale ed ecco che lo stesso giorno, sul balcone dell’abitazione dei genitori di Gianfranco e Pino Losignore, fra Contrada Rondinelle e Contrada Serra Paducci (periferia nord del capoluogo della Basilicata), alcuni sassi hanno attirato l’attenzione dei due fratelli. Anche perché gli anziani genitori avevano udito un forte botto la sera precedente proveniente dall’esterno.

Finora sono stati recuperati oltre 70 grammi in 12 frammenti principali e decine di frammenti più piccoli. La meteorite, secondo i calcoli di Prisma, è caduta verticalmente al suolo con una velocità di circa 300 km/h e in effetti nell’impatto ha scheggiato una piastrella del balcone che corre lungo il perimetro dell’abitazione.

La piastrella della balconata scheggiata dall’impatto della meteorite. Crediti: PRISMA/INAF

I frammenti sono stati consegnati stamani, sabato 18 febbraio, nelle mani del dott. Carmelo Falco, rappresentante del Project Office della rete Prisma e associato Inaf, subito accorso in loco per coordinare le ricerche. Che adesso continueranno con nuovo vigore, irrobustito dal ritrovamento, alla ricerca di altri eventuali campioni sopravvissuti all’attraversamento dell’atmosfera. Nel mentre, il materiale già recuperato verrà presto sottoposto ad analisi particolareggiate per determinare composizione chimica, mineralogia e caratteristiche petrografiche utili alla classificazione della meteorite appena ritrovata.

Ensemble dei frammenti finora ritrovati. Gli esperti di Prisma non escludono che ce ne possano essere anche altri nella zona. Crediti: PRISMA/INAF

Le meteoriti, infatti, hanno attraversato quasi inalterate i circa 4,5 miliardi di anni dalla formazione del nostro Sistema Solare e ritrovarne una appena caduta come quella rinvenuta a Matera aiuta moltissimo gli scienziati a ricostruire le tappe che hanno portato alla formazione dei pianeti, Terra compresa. Il secondo ritrovamento in pochi anni di meteoriti "fresche" è una spettacolare conferma dell'efficacia della rete Prisma nel reperire questo materiale così prezioso per la scienza.

Chi fosse interessato a collaborare alla continuazione delle ricerche può mettersi in contatto con Carmelo Falco al 391 7959891