Il 13 febbraio 2019 alle 17:59:40 UT (circa le 19 ora italiana), un bolide è stato ripreso da 12 stazioni della rete PRISMA-FRIPON. Fra le migliori immagini che documentano il fenomeno vi mostriamo le riprese fatte dalle stazioni PRISMA di Barolo e Cuneo, con il fireball ben visibile come una striscia luminosa fra l'orizzonte e la Luna. Si è trattato di un bolide che ha mostrato un flare, ossia un aumento repentino di luminosità, probabilmente in seguito ad una frammentazione che ha aumentato la superficie esposta all'ablazione.

Proiettando al suolo la sua traiettoria si vede come il bolide si sia sviluppato nel cielo del dipartimento francese delle Alpi dell'Alta Provenza (Alpes-de-Haute-Provence) a nord di Nizza, seguendo una traiettoria da sud-est verso nord-ovest. Il meteoroide è entrato in atmosfera ad una velocità di quasi 20 km/s e si è completamente consumato a 56 km d'altezza, niente è arrivato al suolo. L'orbita eliocentrica è tipicamente asteroidale, con afelio quasi all'altezza dell'orbita di Giove.

Di questo bolide l'IMO (International Meteor Organization), in collaborazione con PRISMA e FRIPON, ha raccolto tantissime segnalazioni visuali. Al momento siamo a 57 testimonianze, per lo più francesi me ce ne sono anche 11 italiane. Qua potete trovare l'elenco di tutti gli osservatori e le relative testimonianze: bolide 734-2019 IMO. Continuate a seguirci numerosi!

Chi segue il sito di PRISMA ricorderà la news sul bolide del 24 gennaio 2019. Grazie alla collaborazione con FRIPON è stato possibile analizzare l'evento usando i dati astrometrici ottenuti da tre camere italiane, Lignan, Genova e Bedonia e risalire così alle sue principali caratteristiche fisiche.

Il bolide è stato osservato a partire dai 95,4  km di quota, ha percorso una traiettoria in atmosfera lunga circa 104 km impiegando solo 3,4 secondi e si è estinto a 41 km d'altezza. La traiettoria è stata percorsa da sud-est verso nord-ovest (azimut di 111°), con un'inclinazione media di circa 32° rispetto alla superficie. Il radiante apparente del bolide cade nella costellazione del Cancro e non appare associato a nessuno degli sciami di meteore conosciute. La massa del meteoroide originario è stimabile fra 20 e 40 grammi, un valore piuttosto modesto quindi nessun frammento è arrivato al suolo.

Figura 1 - La traiettoria in atmosfera e proiettata al suolo del bolide del 24 gennaio 2019. La verticale del primo punto osservato cade sul Mar Ligure davanti a Genova, mentre il punto finale è in Piemonte, in prossimità di Cuneo.

La velocità atmosferica media del meteoroide è stata di circa 31 km/s, un valore piuttosto elevato che ha favorito la disintegrazione del meteoroide. La velocità all'infinito, ossia prima di entrare in atmosfera, risulta invece di 34 km/s. Da quest'ultimo valore si risale ad una velocità geocentrica di 31,7 km/s che equivale ad un'orbita eliocentrica di tipo asteroidale, con afelio (il punto più distante dal Sole), che cade in prossimità del bordo esterno della Fascia Principale (vedi Figura 2).

Figura 2 - L'orbita eliocentrica del meteoroide che ha generato il bolide del 24 gennaio 2019. In viola sono indicate tutte le possibili orbite compatibili con l'incertezza delle osservazioni.

Gli elementi orbitali dell'orbita eliocentrica sono i seguenti:

Semiasse maggiore (UA): 2,01
Periodo orbitale (anni): 2,85
Inclinazione dell'orbita (°): 11,66
Longitudine nodo ascendente (°): 124,3185
Eccentricità: 0,86
Argomento del perielio (°): 123,99
Passaggio al perielio (JD): 2457508,9
Distanza al perielio (UA): 0,27
Distanza all'afelio (UA): 3,74

L'invariante di Tisserand rispetto a Giove è di 3,2 ± 0,4, quindi un valore border-line fra asteroidi e comete della famiglia di Giove.

La sera del 24 gennaio circa alle 22 locali (esattamente alle 20:59:08 UT), un luminoso bolide ha attraversato i cieli dell'Italia settentrionale, muovendosi da sud-est verso nord-ovest. Ben 17 camere della rete PRISMA e 2 della rete francese FRIPON hanno immortalato l'evento. Fra le prime si trovano Asiago (PD), Medicina (BO), Piacenza (PR), Pino Torinese (TO), Genova, Finale Ligure (GE) e Lignan (AO). Le camere che hanno visto il bolide passare in prossimità dello zenit sono Genova e, soprattutto, Finale Ligure.

Diverse anche le segnalazioni visuali che sono giunte a PRISMA. Al momento siamo a una decina di testimoni che, tramite il form di segnalazione dell'IMO presente nella home, hanno voluto dare il proprio contributo.

Vista la lunghezza della traiettoria, probabilmente si è trattato di un meteoroide che è entrato in atmosfera con una bassa inclinazione rispetto alla superficie terrestre. Al momento i dati raccolti dalle camere PRISMA sono in elaborazione. Stime preliminari indicano una quota in atmosfera, sulla verticale circa di Finale Ligure, compresa fra 75 e 90 km. Appena possibile renderemo noti ulteriori aggiornamenti sia sulla traiettoria in atmosfera sia sull'orbita eliocentrica seguita dal meteoroide.

La traiettoria del bolide del 24 gennaio 2019 ripresa dalla camera PRISMA di Finale Ligure. Il sud è in alto e l'est a destra.

La rete PRISMA, con la sua consociata FRIPON, ha come obiettivo principale il monitoraggio dei bolidi molto luminosi per il recupero al suolo della eventuale meteorite. Tuttavia, le camere all-sky di PRISMA possono riprendere anche i bolidi meno luminosi, ossia quelli generati da piccoli meteoroidi che si dissolvono completamente in atmosfera.

Fra la fine di novembre e l'inizio di dicembre 2018 i cieli italo-francesi sono stati solcati, in media, da 5 bolidi ogni notte. Il numero di bolidi osservato da PRISMA e FRIPON è però aumentato considerevolmente nelle notti del 14 e 15 dicembre, date in cui si è verificato il massimo dello sciame delle Geminidi. Le Geminidi sono uno sciame di meteore particolare perché, invece di avere come corpo progenitore una cometa, hanno come progenitore l'asteroide 3200 Phaethon (ossia 3200 Fetonte).

Phaethon è un asteroide della famiglia di Pallas che percorre un'orbita eliocentrica molto ellittica che lo porta da 360 a soli 20 milioni di km dal Sole. Di conseguenza l'escursione termica sulla superficie è piuttosto elevata - pari a circa 900 °C - e questo porta alla fratturazione esplosiva della crosta con conseguente emissione nello spazio di una nube di meteoroidi rocciosi che, quando viene intercettata dalla Terra, da origine alle Geminidi.

Essendo di origine asteroidale i meteoroidi delle Geminidi sono più compatti e di maggiori dimensioni rispetto a quelli di origine cometaria ed entrando in atmosfera a circa 35 km/s originano delle meteore brillanti e di lunga durata. Come si vede dal grafico che presentiamo, in queste notti di metà dicembre il numero di bolidi è aumentato da 6 a 10 volte rispetto al normale "rumore di fondo" delle ultime settimane pre-Geminidi. Nella notte del 15, in media c'è stato un bolide ogni quarto d'ora. Un vero e proprio spettacolo della Natura!

Il numero di bolidi osservato dalle reti PRISMA e FRIPON a partire dalla fine di novembre 2018. Come si vede nei giorni del 14 e 15 dicembre il numero di eventi è salito in modo rilevante per il gran numero di bolidi appartenenti allo sciame delle Geminidi (crediti: Albino Carbognani e PRISMA).

Alle 18:01 UT (19:01 ora locale) del 7 novembre, un luminoso bolide di colore bianco è stato visto da diversi testimoni dal centro e sud Italia. Secondo le testimonianze visuali, raccolte in collaborazione con l'IMO, la traiettoria del bolide è stata percorsa approssimativamente da sud-est verso nord-ovest. Il bolide è apparso relativamente lento, la durata complessiva dell'evento è stata stimata in circa 10 -15 s. Durante il tragitto osservato il bolide non ha mostrato flare, ossia quei repentini aumenti di luminosità che ne denunciano la frammentazione.

La rete PRISMA non ha ancora molte camere nel centro-sud del Paese e, complice anche la situazione meteo non ottimale di questi giorni, l'unica detection è stata fatta dalla stazione di Capua, in provincia di Caserta.

L'immagine che pubblichiamo mostra la scia del bolide basso sull'orizzonte ovest. Stime ragionevoli sulla quota iniziale portano a ritenere che il bolide fosse a circa 200 km da Capua, ossia sul Marte Tirreno.

Malgrado le camere di PRISMA non siano riuscite ad immortalare il bolide del 24 ottobre a causa della intensa luminosità del cielo (il Sole era tramontato da pochissimo e le camere erano ancora abbagliate dalla luce pre-serale), tramite il nostro sito sono giunte numerosissime le segnalazioni da parte di testimoni oculari. Nell'immagine la mappa di densità delle osservazioni visuali. Cliccateci sopra per maggiori dettagli.

Secondo i nostri calcoli effettuati utilizzando le osservazioni visuali Il bolide ha percorso una traiettoria di circa 400 km, da  nord-est verso sud-ovest, provenendo circa dall'azimut 49° con una inclinazione rispetto al suolo compresa fra 10° e 20°. La zona finale osservata cade al confine fra Piemonte e Liguria.

Traiettoria stimata del bolide del 24 ottobre 2018 (crediti: Albino Carbognani e PRISMA)

Malgrado non ci siano ancora camere PRISMA a coprire la zona dove si è verificato il bolide del 20 settembre (sulla Sardegna, alle ore 21.34 circa), le camera PRISMA di San Marcello Pistoiese e Genova sono riuscite comunque a rilevare la luminosa traccia, sebbene essa sia troppo bassa sull'orizzonte per consentire di ricavare dei dati scientifici.

il bolide ripreso dalla camera PRISMA di S.Marcello (ITTO01)
(crediti P.Bacci, M.Maestripieri, Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese & PRISMA)

lo stesso bolide ripreso dalla camera PRISMA dell'Osservatorio del Righi - Genova (ITLI01)
(elaborazione grafica Daniele Gardiol)

La notizia dell'ANSA
L'articolo su La Repubblica Scienze
La notizia su Olbia.it [1] [2]

Un bolide di durata eccezionale è stato rilevato dalle camere della rete PRISMA. Comparsa sui cieli dell'Austria occidentale ad una quota di circa 80 km, la brillante meteora si è mossa con una inclinazione di appena 7° attraversando l'Italia Nord-Orientale in direzione Sud-Est per terminare la sua corsa sull'Adriatico a 43 km di quota. La bassissima inclinazione ha favorito la durata dell'evento, stimata in oltre 23 secondi.
Durante il tragitto il meteoroide deve essere andato incontro a successive esplosioni, testimoniate da oscillazioni della velocità misurata in più punti. La velocità all'infinito risulta essere  di circa 16 km/s, mentre la velocità geocentrica di circa 12 km/s esclude che potesse trattarsi di un oggetto artificiale (i cosiddetti detriti spaziali).

La traiettoria del bolide (rosso) ricostruita dai dati PRISMA. In giallo la proiezione a terra 

La lunghissima scia del bolide ripresa dalla camera PRISMA di Rovigo (ITVE02)

Calcolata la traiettoria del bolide di sabato 18 agosto scorso. Lo staff del gruppo di Astrometria/Traiettorie  della rete PRISMA composto da D.Barghini, A.Carbognani e D.Gardiol ha triangolato i dati disponibili dalle due camere che hanno rilevato l'evento. Il calcolo ha portato a concludere che la traccia luminosa è diventata visibile a una quota di 83 km, sopra il Mare Adriatico. Il bolide ha proseguito la sua strada con una inclinazione di 32° rispetto al terreno in direzione Nord-Ovest per estinguersi alla quota di 31 km alle coordinate 43.6320°N, 13.2252°E nell'entroterra di Senigallia. La velocità prima dell'ingresso in atmosfera è stata stimata di circa 21 km/s.

Grafico che mostra l'evoluzione della quota del bolide in funzione del tempo