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Bolide diurno del 28 febbraio: mistero risolto

Qualche giorno fa, il 28 febbraio 2020 alle ore 09:30:34 UT, un brillante bolide diurno è stato visto dall'Italia centro-settentrionale e dai balcani. In una news precedente avevamo fornito una traiettoria al suolo provvisoria, basata sulle sole testimonianze visuali che ci erano giunte dall'IMO. Nello scorso weekend abbiamo misurato foto e filmati ripresi dai testimoni occasionali o dalle telecamere di sorveglianza e oggi sono usciti i dati satellitari - in parte corretti grazie a PRISMA - dell'esplosione in atmosfera forniti dal Center for NEO Studies della NASA. A questo punto possiamo offrirvi una ricostruzione fedele di quello che è successo la mattina del 28 febbraio 2020.

Il bolide diurno visto da centinaia di persone è stato generato da un piccolo asteroide del diametro di circa 1,5 metri, che ha attraversato l'atmosfera alla velocità di circa 21,5 km/s. L'orbita eliocentrica che abbiamo ricostruito mostra che l'asteroide proveniva dalla parte interna della Fascia Principale degli asteroidi e non poteva essere scoperto prima dell'impatto con i telescopi al suolo perché visibile solo nel cielo diurno. In poche parole si è trattato di un evento tipo Chelyabinsk, anche se - per fortuna - su scala molto minore.

L'orbita eliocentrica del fireball diurno del 28 febbraio 2020 proiettata sul piano dell'Eclittica. La zona in magenta indica l'incertezza sull'orbita nominale.

L'asteroide ha seguito una traiettoria in atmosfera inclinata di ben 47,3° rispetto al piano orizzontale, con un azimut di circa 155°. Questo significa che il fireball ha viaggiato da sud-est verso nord-ovest e che è entrato rapidamente negli strati più densi dell'atmosfera. Il piccolo asteroide non ha resistito alla pressione e all'intenso calore che si è sviluppato durante la caduta ed è esploso frammentandosi a 34,5 km di quota alle coordinate lat. 45.7° N long. 15.1° E. Il punto dell'esplosione principale punto cade circa 75 km ad ovest della città di Zagabria in Croazia. Dopo l'esplosione principale i frammenti maggiori hanno continuato la caduta verso il suolo, come documenta il bel video ripreso proprio da Zagabria da Tomislav Car. L'energia emessa nell'esplosione è stata circa 1/50 di quella sviluppata dalla bomba atomica di Hiroshima. Un evento minore, ma comunque energetico tanto è vero che è stato rilevato dai satelliti.

Traiettoria e strewn field del bolide diurno del 28 febbraio 2020. Come si vede, tutta la traiettoria del bolide si è sviluppata sulla regione balcanica. Le linee rosse sono le linee di vista dei video e delle foto che hanno ripreso l'esplosione principale e convergono ragionevolmente bene nella regione indicata dai satelliti di sorveglianza statunitensi. 

Tenendo conto dello stato dell'atmosfera e della velocità dei venti abbiamo stimato il possibile luogo di caduta dei maggiori frammenti dell'asteroide che, molto probabilmente, sono sopravvissuti all'esplosione, ossia delle meteoriti generate dall'evento. Questo punto cade alle coordinate lat. 45,89° N long. 14,97° E, ossia in una regione montuosa, ma abbastanza popolata, collocata 40 km a sud-est di Lubiana, in Slovenia. La cittadina di Novo Mesto si trova ai limiti dello strewn-field.

Attenzione: considerate le incertezze in gioco la zona in cui possono essere caduti i frammenti (strewn field) è molto vasta: si tratta di un quadrato di almeno 10 × 10 km di lato, centrato sulle coordinate nominali riportate sopra. Però qualsiasi punto fra il luogo dell'esplosione e le coordinate teoriche dello strewn field (e anche oltre) sono adatti per la ricerca di eventuali meteoriti.

Per fortuna, i potenziali frammenti dell'asteroide non sono caduti in mare: con un po' di fortuna, si può sperare di ritrovare qualche campione interessante dell'asteroide, testimone di come era il Sistema Solare miliardi di anni fa.

Ringraziamenti

Tutto il team di PRISMA ringrazia il Center for NEO Studies della NASA per la collaborazione.