Bolide sul Tirreno

La sera del 7 maggio 2019 alle ore 19:42 UT (21:42 ora estiva) un bolide ha fatto la sua comparsa nei cieli italiani. Il fenomeno è stato visto da numerosi testimoni occasionali che ne hanno fatto segnalazione usando il form dell'IMO da cui si accede attraverso il sito di PRISMA. Un grazie ai testimoni visuali per la sempre gradita collaborazione!

Il bolide è stato ripreso anche dalla camera PRISMA dell'INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri e da quella dell'Osservatorio Astronomico di San Marcello Pistoiese, gestito dagli astrofili del GAMP.  Anche se il bolide era basso sull'orizzonte di sud-ovest, ossia in una posizione difficile da misurare, siamo riusciti ad ottenere un quadro abbastanza esauriente del fenomeno. Ecco il quadro che ne esce usando i dati delle camere PRISMA.

Figura 1 - Il bolide IT20190507 ripreso dalla camera PRISMA dell'INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Il bolide è visibile come una lunga scia luminosa in alto a sinistra.

Il meteoroide progenitore di IT20190507 era un piccolo corpo del diametro di circa 3 cm e una massa di soli 54 g. Il bolide è stato ripreso da 71 fino a 41 km di quota e in atmosfera ha percorso una traiettoria inclinata di 18° sul piano orizzontale alla velocità media di 20 ± 3 km/s. Quasi tutta la traiettoria è stata percorsa sul Mar Tirreno, dall'azimut 108° (sud-est), verso le Bocche di Bonifacio e la Corsica. In totale il fenomeno è durato 4,6 s con una mag assoluta al massimo di luminosità pari a -4,6 ± 0.1 mag. La durata relativamente lunga del fenomeno ne ha favorito l'osservazione visuale. La curva di luce osservata è abbastanza regolare, non ci sono state frammentazioni se non un piccolo flare a t=0,7 s dall'inizio delle osservazioni. Il meteoroide si è consumato tutto, al suolo non è arrivato nulla.

Figura 2 - La traiettoria di IT20190507 visualizzata con Google Earth. Il bolide si è esaurito sulla Corsica.
Figura 3 - La magnitudine assoluta del bolide in funzione del tempo. L'intero evento è durato circa 4,6 secondi. Se si esclude in piccolo flare a t=0,7 secondi, la curva di luce è abbastanza regolare, quindi il meteoroide non ha subito frammentazioni significative.
Figura 4 - La velocità osservata in atmosfera in funzione del tempo mostra un andamento regolare con un valore medio di circa 20 km/s.

Secondo i calcoli eseguiti con il nostro modello dinamico, la velocità pre-atmosferica del meteoroide era di 23 ± 1 km/s a cui corrisponde un'orbita eliocentrica tipicamente asteroidale. Il semiasse maggiore infatti risulta di 1,20 ± 0,09 UA, con un'eccentricità di 0,58 ± 0,04. Quindi l'orbita del meteoroide, a bassa inclinazione sull'Eclittica (β = + 2°), è compresa fra le 0,5 e le 1,9 UA. Il meteoroide progenitore arrivava dalla zona interna della Fascia Principale degli asteroidi e, considerata la facilità con cui è stato ablaso dall'atmosfera, doveva trattarsi di un corpo di natura rocciosa.

Figura 5 - L'orbita eliocentrica osculatrice indica nella zona interna della Fascia Principale degli asteroidi l'origine del meteoroide che ha originato IT20190507. In magenta sono indicate le orbite dei cloni compatibili con le osservazioni (e quindi l'incertezza dell'orbita).