LA RETE PRISMA SI DIFFONDE IN ITALIA CENTRALE

La collaborazione Prisma ha aggiunto altri “occhi” alla sua rete diffondendosi in Italia centrale e colmando così un gap importante del progetto che monitorando le meteore più luminose punta a tracciare le loro traiettorie e a recuperare eventuali meteoriti sul suolo italiano. Le nuove camere, installate di recente, permetteranno di coprire un’ampia zona del territorio e di stringere ancora di più le “maglie” della rete nazionale evitando che fenomeni significativi passino inosservati.
La dimostrazione che tutto sta funzionando si è avuto ieri notte quando ben sei camere di Prisma hanno catturato un bolide che ha attraversato i cieli italiani alle 02h e 34m dei nostri orologi. Fra esse, appunto, anche quelle di Roma, Perugia e del Sardinia Radio Telescope (SRT) che vanno a garantire una copertura della fascia centrale del nostro Paese.

Una composizione con le tre tracce del bolide di questa notte, ripreso dalle camere PRISMA recentemente entrate in funzione di Perugia (Ass. Astrofili Paolo Maffei), Roma (INAF-IAPS) e Sardinia Radio Telescope (INAF Cagliari)

In realtà, l’avvistamento di meteore in questo periodo dell’anno non deve sorprendere perché la Terra si trova ad attraversare in questi giorni una nube di polveri cometarie, lasciata in orbita dalla cometa Tempel-Tuttle, che da origine allo sciame delle cosiddette “Leonidi” che presentano un picco annuale proprio attorno al 17 novembre.
Nella notte di ieri, infatti, anche un’altra detection ha allertato le camere di Prisma. Alle 03h 28m quattro camere della Toscana e quella ubicata a Finale Ligure hanno registrato il passaggio di una meteora luminosa avvistata anche da alcune camere della rete francese Fripon.
Proprio grazie a Prisma era stato possibile rinvenire nei primi giorni dell’anno la meteorite “Cavezzo” nei pressi di Modena che attualmente è in fase di studio da parte degli esperti e che a breve sarà oggetto di alcune pubblicazioni scientifiche.
Perché l’avvistamento di un bolide è solo il primo passo di un lungo processo che conduce a una migliore conoscenza di asteroidi e comete, corpi primordiali rimasti pressoché inalterati fin dalle origini del Sistema Solare e che probabilmente hanno portato sulla Terra l’ingente quantità di acqua che attualmente copre oltre il 70% della superficie del nostro pianeta.